Dal grave infortunio al sogno americano della UFC, la rinascita e il percorso di Stefano Paternò verso la gloria
Durante la dodicesima edizione del Venator Fighting Championship è andato in scena, nel Main Event della serata, l’ incontro valido per il titolo dei pesi welter di Venator tra il campione in carica Stefano Paternò e lo sfidante Kevin Hangs. Un match a senso unico, che ha visto primeggiare il ragazzo di Milano dopo appena quattro minuti del primo round. E pensare che Stefano non avrebbe potuto e dovuto mai più mettere piede all’ interno dell’ ottagono. Avete capito bene; a causa di un grave infortunio al collo, le speranze del fighter milanese di continuare a combattere dentro la gabbia erano sotto lo zero. «A causa della mia testardaggine ho combattuto un match mentre ero infortunato, e un disco vertebrale mi è saltato fuori dalla colonna andando ad intaccare tutto il resto».
Un infortunio che per molti, se non per tutti, significherebbe smettere di praticare qualsiasi tipo di sport; ma non per Stefano: «Ho consultato diversi ortopedici e la risposta è stata sempre “appendi i guanti al chiodo”. – ammette Paternò – Fortunatamente ho trovato uno specialista che mi ha seguito e mi ha consentito di tornare a combattere». Sembra intravedersi una luce in fondo al tunnel, con il giovane combattente di Milano che punta l’ evento Bellator Dublin per il suo rientro; ma ecco che ci risiamo. In quell’ occasione Paternò fu fermato da un infortunio al piede, con il suo ritorno nell’ ottagono rimandato al mese successivo, dove riuscirà a battere Michelangelo Colangelo diventando campione dei pesi welter Venator. Ed è proprio nell’ edizione di questo sabato 8 ottobre, che Stefano ha messo in palio quel titolo difendendolo con le unghie e con i denti.
Adesso, dopo l’ ennesima vittoria e con uno score di 15 vittorie, 4 pareggi e 1 sconfitta, Stefano Paternò aspetta la grande chiamata: «Quella la sto inseguendo da tanto, sono sempre pronto a dimostrare di meritarmelo. Una volta che entrerò in UFC voglio rimanerci a lungo.- esclama il fighter milanese – Preferisco farmi le ossa per entrare e restarci; non ho nessuna fretta. Ho ancora 27 anni, non importa se dovrò fare ancora un match o due, in un modo o nell’ altro entrerò in UFC». Nonostante le sventure, Paternò è riuscito a suon di vittorie a tornare in carreggiata, raggiungendo lo stato di forma migliore della sua carriera e diventando un simbolo per chiunque si avvicini al mondo delle arti marziali miste: «Vivere a pieno questo sport è probabilmente la scelta più rischiosa che uno possa fare, puoi dire addio alla tua carriera semplicemente durante un allenamento. – Paternò ha concluso lanciando un messaggio ai giovani fighter speranzosi di intraprendere una carriera nelle MMA – Fatelo per passione, ma consideratelo fin da subito come un lavoro; siate costanti e non mollate davanti al primo ostacolo che vi capiterà in mezzo alla strada, perché ce ne saranno tanti. La strada è solo questa, non esistono scorciatoie».



