Casalguidi contro Montecatini è anche Benesperi contro Fabbri. I due tecnici: «Amici inseparabili nella vita, rivali in partita»
Di Roberto Grazzini e Andrea Guasti
“Attenti a quei due” è stata una brillante è divertente serie televisiva che ha appassionato i diversamente giovani degli anni ’70 con protagonista la spericolata coppia composta da Tony Curtis e Roger Moore, amici per la pelle sempre in cerca di avventure. Col dovuto rispetto, ricordano un po’ due giovani tecnici emergenti cresciuti in quel di Agliana, per entrambi borgo natio, legati oltre che dell’amicizia, dalla grande passione per il gioco del calcio. Stiamo parlando di Francesco Fabbri, classe 1983, e di Marco Benesperi, di un anno più giovane.
Abitavano e vivono tuttora a poche centinaia di metri di distanza. Francesco, cresciuto calcisticamente nel glorioso sodalizio neroverde cittadino, possedeva l’innato fiuto per il gol e “sentiva” la porta come lo squalo avverte a distanza l’odore del sangue. Ad imperitura memoria di ciò gli oltre 200 centri firmati in carriera. Marco invece, mediano dai piedi buoni, preferisce farsi le ossa nella fiorente e qualificata cantera della Polisportiva Margine Coperta. Due caratteri diametralmente opposti, con l‘istrionico e guascone Fabbri da una parte ed il misurato e meticoloso Benesperi dall’altra, uniti dalla stessa visionaria idea di un football che sappia misurare alla perfezione velocità, tecnica e agonismo.
Dell’amico di sempre, l’ex bomber di tante franchigie confida: «Come giocatore ero senz’altro io il più bravo fra i due. Però Marco è decisamente migliore di me nel guidare la squadra dalla panchina». Ed allora cosa ruberesti al tuo esimio collega? «Forse un paio di ex miei giocatori che ora militano nel Casalguidi – dice Fabbri -, oltre alla sua lucidità in panchina. Ha saputo creare un organico con un’anima ed un gioco ben definito».
Ed invece al tuo Montecatini cosa manca? «Senza dubbio l’entusiasmo, qualità primaria per chi pratica qualsiasi sport. È un complesso ancora alla ricerca di una propria personalità e dell’annesso carattere che deve vivere partita per partita, senza guardare troppo avanti. Io posso intervenire sotto il profilo tecnico e tattico – spiega Fabbri -, cercando allo stesso tempo di parlare al cuore dei miei ragazzi, i quali però devono trovare in loro stessi le giuste motivazioni che servono per diventare una vera squadra». Ma che partita ti aspetti? «E chi può dirlo? Ogni partita vive di luce propria ed è all’interno di ciascun match che si nasconde la chiave del successo o la porta chiusa di una sconfitta. Mi fermo qui comunque per non sembrare troppo filosofico. E pure per non dare vantaggi al mio collega». Pronostico secco? «Giocate la tripla» sentenzia il buon Fabbri.
«Tra noi è sempre una gara speciale. È bello aver condiviso tante esperienze da compagni di squadra e nella vita, ma adesso sfidarsi da allenatori ha un sapore ancora più romantico». Così Benesperi si prepara ad affrontare l’ennesima partita contro il suo amico del cuore Fabbri. C’è qualche simpatico aneddoto riguardante la vostra amicizia? «Ce ne sarebbero a milioni, ma se proprio devo dirne uno, allora rammento quando nel Quarrata tutti si arrabbiavano perchè passavo la palla solo a Francesco. Lui era il mio unico punto di riferimento, un po’ come lo è Mallardo adesso nel mio Casalguidi».
Restando sul tema gialloblù, qual è il segreto della tua squadra? «Non abbiamo trucchi – ammette Benesperi -, semplicemente ci piace giocare a calcio. In campo siamo asfissianti, proponiamo un gioco prettamente offensivo, con l’obiettivo di divertirci e divertire». Sei soddisfatto di questo inizio di stagione? «Al di là di qualche punto perso per strada, direi proprio di sì. Abbiamo espresso quasi sempre prestazioni sensazionali, talvolta anche superiori a quelle dell’anno scorso». Tornando al tuo prossimo rivale, come stai vedendo Fabbri sulla panchina dei termali? «Quando si subentra a campionato in corso non è mai semplice. Sei costretto a lavorare con una rosa già fatta, senza aver scelto i calciatori in estate con le caratteristiche consone al tuo modo di giocare». Per chiudere, chi la spunterà domenica? «Vedremo, l’importante è giocare a calcio».



