Luca Bechi, coach della Stella Azzurra ed ex Torino, ha analizzato la finale play-off: «A Pistoia ambiente caldissimo. Magro un fattore»
Anche se per la maggior parte delle squadre l’attuale stagione cestistica è in archivio, per qualcuno l’amore e la passione per questo sport non si placano nemmeno con l’arrivo dell’estate. Ne è un esempio calzante Luca Bechi, fresco di salvezza da head coach della Stella Azzurra Roma e ancora al seguito dei ragazzi dell’U17 impegnati nelle finali nazionali in corso in questi giorni.
Il tecnico toscano, nato a Livorno nel 1970, non si è limitato però soltanto al basket giovanile, seguendo attivamente anche le finali play-off di A2. Presente al PalaCarrara per seguire da vicino Gara 2 tra Pistoia e Torino, allenata nella stagione 2014/15, lo abbiamo contattato per una disamina sulla serie condotta per 2-0 dai biancorossi di coach Brienza.
L’ENERGIA E IL GRUPPO DI PISTOIA
«Ho provato sensazioni simili vedendo la prima sfida e assistendo alla seconda. L’energia e la fisicità messe in campo da Pistoia, soprattutto in difesa e nella lotta al rimbalzo, sono le chiavi che a mio avviso le hanno permesso di essere sul doppio vantaggio nella serie», ha esordito l’ex tecnico di Virtus Bologna e Roma fra le altre.
«L’assenza di De Vico è un fattore di questa serie. Un giocatore pericoloso con talento e esperienza. Detto questo, la capacità di Pistoia di togliere canestri facili all’attacco di Torino sta facendo la differenza. Pepe, Mayfield, Vencato, Jackson ma anche gli stessi lunghi, stanno facendo fatica nel battere la difesa avversaria. Magro in questo momento è il giocatore che sta spostando gli equilibri assieme all’organizzazione difensiva di Pistoia».
A spostare gli equilibri nelle prime due uscite ci ha pensato anche il tifo biancorosso. Pistoia ha saputo sfruttare al massimo il vantaggio del campo conquistando entrambe le gare casalinghe. «Il pubblico ha spinto la squadra anche nei momenti di difficoltà, per esempio quando Torino in Gara 2 ha rimontato fino alla parità – ha proseguito Bechi -. Si respira una grande empatia fra la squadra e i tifosi. L’ambiente è davvero caldissimo e questo credo sia stato un altro fattore fondamentale».
Se da una parte vi è l’infortunio a De Vico, forse in panchina per Gara 3, dall’altra è Lorenzo Saccaggi ad essere acciaccato. Pur non in perfette condizioni, sebbene si tratti di un problema completamente differente rispetto al collega, il play di Carrara è sceso sul parquet stringendo i denti e dimostrando la forza di questo gruppo una volta di più. «L’abnegazione di Saccaggi si percepisce. Pistoia ha un gruppo coeso, costruito negli anni e lo si vede. I punti di riferimento sono tanti, oltre allo stesso Saccaggi ci sono Wheatle, Magro, Della Rosa. Anche per gli americani diventa più facile inserirsi in un nucleo così consolidato».
LA SERIE SI SPOSTA A TORINO
Alle due gare giocate a Pistoia nella bolgia del PalaCarrara, ne seguirà almeno una al Pala Asti, casa di Luca Bechi nella stagione 2014/15. Con l’allora PMS Torino il tecnico trionfò ai play-off di A2 sconfiggendo in finale Agrigento e riportando i piemontesi nella massima serie. Chi meglio di lui dunque per raccontare i possibili sviluppi di un altro atto finale da giocarsi nel capoluogo piemontese e i fattori decisivi per trionfare a questi livelli.
«Il mio anno a Torino si concluse con la vittoria del campionato e ricordo come in quelle finali l’ambiente era simile a quello visto a Pistoia in questi giorni – ha raccontato -. Un palasport caldo e pieno di tifosi. Quell’anno fu una finale tosta. Andammo avanti 1-0, poi Agrigento ci rimontò sul 2-1. Vincemmo Gara 4 in Sicilia prima di chiuderla in casa nel quinto atto. Fummo bravi perché non mollammo mai. Le serie finali vanno giocate all’ultimo sangue, senza mai darsi per vinti. La solidità mentale fa la differenza. All’interno delle prime due partite è sembrato Pistoia avesse qualcosa in più da questo punto di vista, ora vedremo col cambio campo cosa succederà».
L’aiuto del pubblico di casa potrebbe permettere a Torino di aumentare quell’energia messa in campo da Pistoia tra le sue mura e difficilmente eguagliata dalla squadra di Ciani. «Staremo a vedere se Torino riuscirà a pareggiare l’energia degli avversari. In alcuni frangenti ci è riuscita ma nei 40′ il ritmo di Pistoia è stato più alto e costante. Arrivano a Gara 3 con Vencato in non perfette condizioni e non sarà facile psicologicamente affrontare uno 0-2».
Con la sua Stella Azzurra, Bechi ha affrontato Torino per due volte in campionato potendo così osservare da vicino la formazione guidata straordinariamente all’atto finale da Franco Ciani.
«Torino è una squadra profonda e strutturata, rinforzatasi nel corso dell’anno con Zanotti. Lui e Guariglia sono due lunghi temibili che aprono il campo. Lo stesso Jackson è un giocatore pericoloso in avvicinamento e in grado di gasarsi nel corso delle gare. Sicuramente hanno pesato i tanti infortuni occorsi ma nonostante tutto il gruppo ha risposto alla grande. Sono cresciuti esponenzialmente dall’inizio dell’anno ad oggi».
«CHE VINCA LA MIGLIORE»
Nella sua Stella Azzurra di quest’anno anche Roberto Rullo, uno degli eroi della promozione di dieci anni fa. Una decade dopo Pistoia è nuovamente in finale ancora una volta avanti 2-0 nella serie. Un risultato che, pur senza averne la certezza, fa pendere l’ago della bilancia verso i biancorossi.
«Non voglio sbilanciarmi ma la squadra sta dimostrando di tenerci e di volere il risultato. Poi ci sono gli avversari ovviamente, dipenderà anche dalla condizione fisica e mentale. Credo anche Gara 3 sarà giocata sul filo dell’equilibrio».
Chiunque dovesse ottenere il pass per la massima serie, sarà il campionato di A1 a goderne abbracciando due realtà storiche e di alto livello.
«Pistoia è una realtà importante per l’A1 dove ha sempre fatto bene, ci ricordiamo tutti la sua epopea. Anche in A2 ovviamente ha dimostrato una grande tradizione. Credo sia un ambiente che prescinde dalla categoria, resta una bella realtà del basket italiano. Dall’altra parte anche Torino ha capitale e non più tardi di 5 anni fa vinse la Coppa Italia. Hanno altre strutture oltre il PalaRuffini, come il PalaVela e il PalaAlpitour da 8 e 15 mila posti. La Serie A in ogni caso otterrà una società degna della massima serie. Che vinca la migliore».
FUTURO DA SCRIVERE
Chiuso il capitolo sulla finale play-off tra Pistoia e Torino, chiosa sul futuro di coach Bechi il cui percorso quest’anno sulla panchina della Stella Azzurra si è concluso in continuo crescendo.
«La Stella è una realtà importante del basket, a livello giovanile abbiamo vinto il campionato U19 un mese fa. Parlare del futuro adesso è prematuro. Arriviamo da una stagione di grande crescita individuale e di squadra. Siamo partiti male poi ci siamo rialzati chiudendo con ritmi da play-off. Quando finiranno i campionati vedremo cosa succederà», ha concluso.


