Gabriele Cerri, capitano della Lampo, parla del momento dei biancazzurri: «Perse tante partite per dettagli, vogliamo cambiare marcia»
Di Roberto Grazzini
Schietto, talentuoso, istrionico, carismatico, irriverente al punto giusto, mai banale, nemico dichiarato dell’ipocrisia. Questo e molto altro è Gabriele Cerri, nato per giocare al football, 38 primavere da compiere il prossimo aprile. Uno che non ha mai avuto peli sulla lingua, non ha mai tirato indietro la gamba ed ha sempre messo la propria faccia soprattutto nei momenti difficili come deve essere per colui che possiede le stigmate del leader. Prima di appendere le scarpe al chiodo (evento peraltro ventilato sovente ma posticipato di continuo…) ha scelto l’azzurro della Lampo dove milita da quattro stagioni per deliziare ancora la platea con quella protezione della sfera al limite della perfezione e con le imprevedibili e micidiali conclusioni ad effetto dalla media e lunga distanza. Fisico possente, sopperisce alla velocità ridotta grazie all’innato senso della posizione. “A Lamporecchio mi trovo benissimo, oltre ad avere un rapporto speciale con l’amico e presidente Marco Giannoni – esordisce ridendo – che un po’ di calcio ne mastica, anche se con me non può competere”. Alle spalle il guascone Cerri vanta una carriera prodiga di grandi soddisfazioni e di trionfi fra cui la vittoria del campionato di Eccellenza col Montecatini nella stagione 2014-15 con relativo approdo in Serie D, categoria dalla quale il club dell’Airone mancava da ben 41 stagioni.
In vista del derby di domenica prossima ai Giardinetti, ripartiamo dall’epico pomeriggio di Rignano con Gabriele, tutt’altro che nostalgico, che carica subito l’asso a bastoni. “A parte il ricordo tuttora nitido della memorabile giornata – confessa – dopo tanto tempo niente ormai mi lega alla cittadina termale se non l’amicizia con chi adesso ha la pazienza di ascoltarmi e sta scrivendo questo articolo. Tagliando corto, Lampo-Montecatini sarà una partita come tutte le altre nella quale dovremo cercare di fare punti a tutti i costi per uscire dalla attuale scomoda posizione di classifica. Chi vince la volata alla promozione diretta? Sono convinto, come lo ero fin dall’inizio del campionato che la Larcianese abbia qualcosa in più del resto della compagnia. Poco più dietro mettevo e metto la Pontremolese, compagine in possesso di credenziali di prim’ordine con l’opportunità, data dal calendario, di affrontare a distanza ravvicinata le due quotate duellanti”. Infatti nello spazio di una settimana la franchigia dell’Apuania prima farà visita ai viola di Larciano e quindi riceverà in casa il Montecatini. “Ai termali davo meno credito ma se sono lassù un motivo ci sarà senz’altro. Per la verità mi aspettavo invece qualcosa in più dalla Meridien, vista la rosa e gli ulteriori innesti del mercato invernale ma lì probabilmente sussistono delle componenti al di fuori dell’ambito tecnico”.
E la tua Lampo? “A mio modesto avviso – sbotta – abbiamo giocato alla pari contro quasi tutte le migliori squadre del girone e potevamo avere qualche punto in più. Invece il campo ed i risultati dicono che ci meritiamo di stare a soffrire nei bassifondi della graduatoria. Ed il campo non mente mai “. Che idea ti sei fatto sul girone A? “E’ un torneo diviso in due tronconi con sette club in corsa per un posto al sole ed altre sette che sgomitano per rimanere nella categoria. Non ci sono squadre materasso e ci vuol poco per scivolare dall’altare alla polvere? ” Che tipi di gara ti immagini da parte dei biancocelesti di Tocchini? “E’ una formazione che gioca molto palla a terra e possiede buone individualità . Credo che vorrà fare la partita ma noi non glielo dovremo permettere, all’andata subimmo un’autentica beffa, in quanto, in vantaggio, beccammo due gol nel recupero. Guardia alta, concentrazione massima ed agonismo all’altezza della situazione. Intanto partiamo così!”


