Il termale Grazzini, vice coach di Udine, analizza la sfida di domenica con Pistoia: «La Gtg può lottare per arrivare fino in fondo»
Quella di domenica al PalaCarrara fra Pistoia Basket e Apu Udine non sarà una partita come tutte le altre per il termale Gabriele Grazzini, vice coach dei friulani. «Saremo in albergo a Montecatini e ci alleneremo in Valdinievole: mi farà tantissimo effetto perché non mi è mai successo. Si tratta di una delle pochissime gare della stagione in cui riesco a rivedere la mia famiglia e tanti amici. Non scordiamoci poi che quel palazzetto fu di Matteo Bertolazzi e PierNicola Salerni, persone a cui ho voluto bene – sottolinea l’ex Assigeco Piacenza – Da dentro non si percepisce quanto sia caldo il pubblico di Pistoia, che incide più degli altri ed è più acceso della media. Anzi, credo sia il palazzetto più caldo del girone, se la gioca con Rimini che però è più sotto in classifica».
Udine però non dovrà fare attenzione solamente al fattore PalaCarrara.«Pistoia è la migliore difesa in assoluto della categoria, noi quinti. Loro ti fanno giocare male: non a caso, gli avversari della Gtg sono ultimi nelle percentuali dei tiri dal campo, è un dato importante. Questa certezza difensiva, Della Rosa e compagni la trasformano poi in una coralità offensiva fatta di atletismo e di un personale ridotto ma funzionale al gioco di squadra. Diversità di roster fra noi e loro? Magari – continua Grazzini – se devi arrivare a gara-5 di finale playoff, la scelta di avere un roster lungo come abbiamo fatto noi può essere più faticosa all’inizio per costruire, ma poi alla lunga paga e dà garanzie. Ciononostante Pistoia può competere anche per arrivare in fondo, son due anni che lavorano con un grandissimo allenatore». A proposito di allenatori: com’è lavorare da vice di un coach più giovane come Carlo Finetti?«Negli ultimi anni ho sempre fatto da assistente a coach più grandi di me, mentre in questo caso Carlo è più piccolo di me. E’ un ruolo diverso ma molto stimolante e appassionante, mi diverto perché siamo anche amici e poi ho molta stima di lui e sarei davvero contento di essere il suo primo assistente un domani che ha spiccato il volo».
Il cambio in panchina fra Matteo Boniciolli (esonerato dopo il crollo in Coppa Italia a Cantù) e Finetti tuttavia non ha ancora dato la continuità sperata dalla società per adesso.«Siamo alla quinta settimana di lavoro di una nuova squadra, con coach diverso e l’inserimento di Diego Monaldi e Alessandro Gentile. Ci vogliamo giocare partita dopo partita, impostando un lavoro fruttuoso per quando conterà. Vincere a Pistoia – dice il coach termale – ci riavvicinerebbe alle prime tre ma la nostra ambizione non è nell’immediato ma a lungo termine. La stagione purtroppo è nata coi fantasmi della finale persa l’anno scorso e lo si avvertiva sin da subito. Il roster è stato costruito con giocatori forti, ma forse sono stati commessi degli errori sul mercato perché poi è servita qualche sostituzione. L’annata è ancora lunga, siamo in corsa per la vittoria finale e stiamo sudando in palestra per questo. Guardando le nostre statistiche, siamo sempre undicesimi negli assist: l’obiettivo è quello di evolverci in un gioco più corale con meno isolamenti. Inoltre puntiamo ad aumentare la qualità della nostra difesa, lavorando sul concetto di squadra».



