Il tecnico del Piacenza, costretto a saltare la gara con la Pistoiese, racconta la fatica a contrastare i sintomi da Covid-19
Dopo il pareggio con la Pro Patria di domenica scorsa, la Pistoiese attende un Piacenza che dovrà fare a meno del proprio tecnico, Vincenzo Manzo, positivo al Covid-19 proprio come quattro calciatori e il direttore dell’area tecnica Simone Di Battista. L’allenatore, scelto in estate dalla società per sostituire Arnaldo Franzini, ha affrontato giorni complicati, come ha svelato ai microfoni di Sport Piacenza. «Ci sono stati un paio di giorni in cui non stavo in piedi. Sento ancora un po’ di spossatezza, ma almeno adesso la febbre non c’è più. All’inizio però è stata una bella botta».
Questo tuttavia non gli ha impedito di continuare a seguire e a dirigere la propria squadra, seppur a distanza. «Ho la fortuna di lavorare in una struttura perfetta, validissima in ogni suo componente a partire dallo staff per arrivare fino ai ragazzi della sede – spiega Manzo – Tutto quello che è stato fatto in settimana è per il 90% merito loro e mio è solamente il 10%. Non mi hanno fatto mancare nulla, dalle piccole cose come la spesa, all’organizzazione impeccabile degli allenamenti. Tutti i giorni mi portavano il video delle sedute, potevo tagliare e correggere alcune cose, poi Lunardon le applicava sul campo. Non avete idea di quanto sia stata brava la macchina Piacenza, faccio un applauso a tutta la società, a partire dal presidente Pighi per arrivare fino ai medici».
E anche per questo motivo il tecnico biancorosso è fiducioso in ottica della gara con la Pistoiese, seppur consapevole delle qualità degli arancioni. «Senz’altro ci aspetta una gara difficile come tutte le altre, andremo a Pistoia per cercare di proporre il nostro gioco senza mai buttare via la palla sapendo che ci saranno dei momenti in cui, invece, dovremo saper soffrire. Riconquistarla velocemente pressandoli con molti uomini ed evitare di allungarci, dovremo essere bravi in questi due aspetti».
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