Pino Sacripanti, coach di Scafati, presenta il match con Pistoia: «In palio punti importanti, sarà una A equilibrata. Promozione? Un capolavoro»
Ingaggiato nel marzo scorso per risollevare la precaria situazione di classifica di Scafati, Stefano Sacripanti si è guadagnato la riconferma sulla panchina conquistando la salvezza all’ultimo respiro nella giornata finale contro Brescia.
Per il coach nativo di Cantù, conosciuto da tutti come Pino, soltanto l’ultimo traguardo di una carriera vissuta ai vertici del basket nazionale per oltre un ventennio. Tutto è iniziato proprio nella sua città natale dove ad appena 20 anni allenava le giovanili e a 30 arrivò giovanissimo già ad essere appuntato head coach. Anche allora, era la stagione 2000/01, caso vuole il risultato fu una permanenza quasi insperata in massima serie.
SALVEZZA E RIPARTENZA
«Lo scorso anno abbiamo fatto una grandissima impresa salvandoci all’ultima giornata – ha esordito il tecnico dei campani – . La situazione era estremamente difficile ma nonostante tutto abbiamo ottenuto vittorie pesanti nel finale. La squadra è stata adesso parzialmente rivoluzionata. Siamo comunque riusciti a creare un giusto mix di esperienza e gioventù, adesso c’è soltanto da lavorare perché ci sono tanti nuovi giocatori da integrare per ritrovare la nostra identità».
Come Pistoia, anche Scafati è incappata in due KO nelle prime due uscite stagionali in Serie A. Alla sconfitta casalinga contro la corazzata Virtus Bologna (75-81) si è aggiunta la caduta esterna sul campo di Reggio Emilia (85-77).
«Non siamo partiti bene come risultati è ovvio, sono arrivate due sconfitte, ma in entrambe abbiamo lottato fino all’ultimo, un po’ come accaduto a Pistoia stessa – ha detto Sacripanti – . Fino ad un minuto e mezzo dalla fine eravamo solo a -3 con uno squadrone come la Virtus e con Reggio Emilia abbiamo fatto un ottimo primo tempo, non reggendo poi nel secondo. Ancora ci manca la continuità nei 40 minuti, cerchiamo di crescere e di conoscerci sperando di trovare la quadra il prima possibile».
OBIETTIVO SALVEZZA
Rispetto alla passata stagione, il roster della Givova ha subito ben 9 addii. Tra i più dolorosi senz’altro quello del centro Trevor Thompson, passato al Peristeri in Grecia, e Julyan Stone, playmaker ex Venezia.
Dopo il suo ingaggio per i play-off di A2, David Logan ha lasciato Cantù per far ritorno nuovamente a Scafati, dove a raggiungerlo vi è stato anche Alessandro Gentile, ex capitano dell’Olimpia Milano. All’importante conferma di Pinkins si sono poi aggiunti anche giocatori affermati quali Gerald Robinson, ex Sassari, e giovani interessanti quali Jack Nunge, lungo al suo primo anno in Europa.
«Sono contento del roster costruito – ha ammesso coach Sacripanti – . Abbiamo provato a fare la squadra più competitiva possibile in corrispondenza delle nostre risorse. Ci sarebbe piaciuto confermare Thompson, dopo esserlo riuscito a valorizzare lo scorso anno ma non ci siamo riusciti. Senz’altro ci vorrà pazienza per vedere i risultati. C’è da considerare anche alcuni ritardi di condizione dovuti ad una preparazione iniziata più tardi, penso a Logan e Pinkins».
«Il nostro obiettivo è rimanere in Serie A – ha affermato – e sarebbe bello riuscirci senza il rischio d’infarto come l’anno scorso, con tutto in bilico fino all’ultimo minuto. Sappiamo che è dura ma potremmo farcela se troviamo la nostra d’identità. Proveremo a fare più punti e magari ad ottenere qualcosa di più».
LA PROMOZIONE DI PISTOIA
Il 21 dicembre scorso Pistoia affrontava Ravenna al PalaCarrara. Sugli spalti, ad osservare l’amico e pupillo Brienza, vi era proprio Stefano Sacripanti. Solo una delle occasioni in cui Pino ha assistito ad un match dei biancorossi, visti nuovamente nella sua Cantù, per le semifinali promozione.
«La promozione di Pistoia è stata un capolavoro congiunto di società, allenatore, con lo staff tecnico, e giocatori. Una squadra dalla chiara identità tecnica, forse facilitati anche dal non avere addosso la pressione della vittoria. Si vedeva in campo come i giocatori stessero bene insieme, come fosse un bel gruppo che godesse di un’aria speciale attorno a loro».
«Nicola è stato bravissimo, i giocatori sono stati bravissimi – ha poi aggiunto il tecnico – . Senza nulla togliere a Torino, credo la vittoria vera sia arrivata contro Cantù. Ribaltare uno 0-2 è sintomo di una squadra tenace, con una mentalità forte. Sicuramente una squadra con poco da perdere ma è stato fatto tanto di buono».
IL RAPPORTO SPECIALE CON BRIENZA
Tra i motivi principali della sua presenza alle partite di Pistoia vi è come detto il rapporto speciale che lega Stefano Sacripanti a Nicola Brienza. Entrambi canturini, i due si sono conosciuti quando il coach di Pistoia era ancora un giovane cestista e militava nelle giovanili della società lombarda allenate proprio da Pino.
Da allora le loro carriere si sono intrecciate prima da colleghi di staff, con Brienza suo vice dal 2004 al 2007 e poi di nuovo dal 2013 al 2015, e poi rivali con tanto di super vittoria di coach Nicola e la sua Cantù contro la Virtus di Sacripanti nel marzo 2019 (96-94). Un rapporto professionale sfociato ben presto in un’amicizia che va ben oltre la sola palla a spicchi.
«Il rapporto tra di noi è riassumibile con la sua richiesta di fargli da testimone di nozze – ha raccontato Sacripanti – anche se purtroppo non ho potuto farlo per gli impegni con la Nazionale U20. Quando l’ho avuto da giocatore abbiamo vinto due titoli nazionali e quando si è infortunato al ginocchio sono stato io ad averlo convinto ad intraprendere la carriera di allenatore».
«Mi ha fatto da assistente poi per diversi anni – ha continuato – e si può dire che ha vissuto il mondo della pallacanestro da quando era bambino fondamentalmente con me. In seguito ha fatto esperienze con bravissimi allenatori come Trinchieri, Dalmonte e Molin, facendosi le ossa. A Pistoia ha trovato un ottimo posto dove poter sviluppare il suo talento. Ci sono luoghi dove vieni messo in discussione dopo poche partite negative o altri con aspettative altissime, bisogna trovare il posto ideale. Pistoia è una città dove si vive di basket ma è consapevole dei propri limiti, difatti non aveva chiesto a Nicola una tale vittoria».
«SARÀ MATCH IMPORTANTE»
Domenica al PalaMangano, Scafati riceverà Pistoia per la terza giornata del campionato di Serie A1 2023/04. I biancorossi, per Sacripanti, sono una squadra ostica, a cui è difficile far male e con talento sugli esterni.
«La Pistoia di quest’anno mi sembra una squadra molto solida. Ha mantenuto gli stessi principi e ha confermato diverse pedine dell’anno precedente. A questa base ha aggiunto il talento offensivo del play – Charlie Moore – e della guardia – Payton Willis. Due giocatori che avevamo adocchiato anche noi in sede di mercato prima che venissero fatte scelte diverse da entrambe le parti. Ricordo di aver affrontato parte di questo gruppo, quando era Carrea l’allenatore, nei quarti di finale dei play-off di A2. Sono ragazzi che tengono alla maglia, che giocano per Pistoia».
Come anticipato, le due formazioni arrivano da due delusioni in termini di risultati. Entrambe hanno giocato un ottimo basket ma senza riuscire ad ottenere i 2 punti. Ecco perché il match di domenica potrebbe rivelarsi decisivo a sbloccare una delle due squadre.
«Non c’è dubbio, sarà una partita importante – ha affermato -. Entrambe arrivano da due sconfitte, Pistoia ha dominato a Varese e perso all’ultimo, in casa ha ceduto con Trento ma giocando alla pari fino in fondo e stando sopra per buona parte di gara. Poteva avere tranquillamente 4 punti».
«Anche noi siamo arrivati lì lì con Bologna e abbiamo fatto una bella prima parte con Reggio, ma entrambe siamo a 0 – ha proseguito – . L’importanza vera della sfida sarà prettamente sull’aspetto dei punti. Le due squadre sono certo vorranno imporre il loro gioco e non faranno sconti. Pistoia ha dalla sua la solidità, noi, giocando anche in casa, speriamo qualche punto in più nelle mani e riuscire ad avere un ritmo alto».
UN CAMPIONATO IMPREVEDIBILE
Dall’alto della sua esperienza, Sacripanti ha infine tirato le conclusioni sulla possibile stagione di Serie A che ci attende. Superpotenze, vedi Olimpia e Virtus, e squadre appena dietro a parte, le altre potrebbero giocarsela per tutti gli obiettivi fino alla fine.
«Credo quest’anno in Serie A, escluse 5-6 squadre più forti tra cui spiccano ovviamente Milano e Bologna, tutte rischiano di retrocedere o “rischiano” di fare i play-off. Non vedo un gap verso il basso in nessuna delle altre formazioni ma tanto equilibrio generale. Chi saprà rubare dei punti alle big avrà più chance di farcela. Basta vedere cosa è successo l’anno scorso a noi. Ci siamo salvati all’ultimo giro di orologio e da penultimi e retrocessi siamo finiti addirittura decimi. Con una vittoria in più saremmo stati ai play-off. La forbice è così stretta che può davvero succedere di tutto».



