Coach Cardelli analizza la vittoria sofferta contro Castelfiorentino: «abbiamo avuto un blackout, poi siamo stati bravi a reagire»
È vittorioso l’esordio in C Gold della Viking Montecatini, prevalsa su Castelfiorentino per 98-89. Una vera e propria gara-thriller quella andata in scena al PalaTerme, con i rossoblu protagonisti di un’altalena di emozioni. Prima schiacciati da un inizio coi fiocchi dei gialloblu, poi ancora più largamente avanti nella parte centrale del match e infine riacciuffati negli ultimi secondi. All’extra-time l’hanno spuntata proprio i ragazzi di coach “Jack” Cardelli, tirando fuori un cinismo decisivo di cui forse ci sarebbe stato bisogno prima. Ma aver subito ottenuto i due punti conta più di tutto il resto.
«Siamo un cantiere aperto. Abbiamo sicuramente bisogno di lavorare. Come ho sempre detto anche ai ragazzi, dovremo esser bravi a migliorare giocando» premette il giovane tecnico termale. «Con sole tre settimane a mezzo di preparazione non potevamo pensare di essere già pronti al cento per cento. Infatti abbiamo fatto degli errori. Quando mettiamo le mani sulla partita dobbiamo essere sul pezzo ed aggredirla, impedendo agli avversari di tornare. Stasera non è successo. Però sono contento della reazione e del fatto che alla fine l’abbiam portata a casa. Ci servirà da lezione». Un Cardelli che nonostante la vittoria non nega affatto le difficoltà presentate dalla sua squadra, ma conscio del suo pregiato potenziale, sceglie di prenderle lucidamente in esame.
«A premermi di più è la difesa, è vero che abbiamo segnato 98 punti ma ne abbiamo concessi 89. Questo mi lascia un po’ con l’amaro in bocca. Siamo una squadra prettamente offensiva, abbiamo grande qualità e sappiamo di averla. Spesso però siamo un po’ distratti in difesa» ammette “Jack”. «I primi quattro minuti abbiamo subito 17 punti su situazioni che conoscevamo e potevamo evitare. Sapevamo sia della loro abilità nel tiro che della loro propensione alla corsa, quindi ci siamo fatti trovare impreparati. Poi siamo stati bravi a rimetterla in piedi con qualche aggiustamento tattico in corsa, come la difesa a zona. Tant’è che nei secondi sedici minuti abbiam subito solo 19 punti. Infatti all’intervallo ho chiesto ai ragazzi quale fosse la nostra identità, se quella dei primi quattro minuti o quella dei secondi sedici».
Visto il prorompente break che al rientro in campo ha portato i padroni di casa fino a +18, la domanda dell’intervallo non poteva generare una risposta migliore. Ciò non è però stato sufficiente ad impedire a Castelfiorentino l’impresa di annullare il vantaggio e portare la gara al supplementare. «Nel terzo quarto abbiamo ripreso bene, rientrando col giusto piglio. Poi però abbiamo avuto un blackout totale in difesa che ha permesso loro di rimontare. Lungi da me giustificare questo calo, perché dobbiamo sfruttare la nostra esperienza ed essere più cinici per chiudere le partite. Però comunque credo che un po’ discontinuità sia fisiologica».
Per la gioia rossoblu, l’overtime ha poi spazzato via ogni minaccia incombente sui due punti. «Siamo stati bravi ad approcciare il supplementare nel modo più corretto, perché l’inerzia era nelle loro mani. Abbiamo messo la nostra qualità in attacco e abbiamo stretto le maglie in difesa, dimostrando che quando vogliamo possiamo farlo bene. Sono contento della prestazione, perché una settimana fa in amichevole ci eravamo scollegati alle prime difficoltà. Invece stavolta non siamo usciti dai binari della partita ma abbiamo reagito. Significa che stiamo migliorando, anche se è logico che siamo all’inizio del percorso e c’è tanto da lavorare».
Una lezione dolcissima quella ricevuta dalla Viking Montecatini, che senza pagare il prezzo della sconfitta ha potuto raccogliere dal parquet degli importanti spunti di evoluzione. «Questa vittoria ci dà autostima e una base importante su cui poter lavorare. Siamo soddisfatti del risultato, adesso non dobbiamo far altro che crescere». Rimarca Giacomo Cardelli, che chiude indicando la retta via da seguire. «Sappiamo di avere un buon tasso tecnico, quindi più che alla qualità offensiva mi riferisco soprattutto alla crescita sul piano dell’intensità difensiva e del coinvolgimento emotivo. Migliorando in questi aspetti, potremo poi affinare il nostro gioco con più serenità».



