Vincere aiuta a crescere: segnali e limiti della Pistoiese in Coppa

Il successo contro il Club Milano dà fiducia, ma restano nodi da sciogliere: incisività negli ultimi sedici metri e cattiveria sotto porta

La vittoria contro il Club Milano, nell’andata della semifinale di Coppa Italia, consegna alla Pistoiese un risultato importante e, soprattutto, continuità. Quando vinci, c’è sempre poco da dire: i tre punti in campionato a Imola e il successo in Coppa certificano un ritrovato momento positivo che regala fiducia e serenità per il prosieguo della stagione. Ma l’analisi, come sempre, serve per capire dove crescere. La prima indicazione arriva dalle scelte iniziali. Il ritorno al 3-5-2 ha permesso a Cristiano Lucarelli di ruotare gli uomini e dare spazio a chi aveva avuto meno minutaggio, in linea con quanto dichiarato alla vigilia. Una scelta funzionale non solo alla gestione delle energie, ma anche alla verifica della profondità della rosa, chiamata ad affrontare un calendario fitto tra campionato e Coppa.

Sul piano della prestazione, però, resta un tema che accompagna la Pistoiese dall’inizio della stagione, ovvero la difficoltà nel capitalizzare tutto ciò che viene creato. Le occasioni arrivano con continuità, la squadra occupa bene la metà campo avversaria e produce gioco, ma non sempre riesce a trasformare questo dominio in un margine di sicurezza più ampio. Un aspetto che non deve diventare una fissazione, né tantomeno un processo agli attaccanti, ma che va letto come un margine di crescita fisiologico all’interno di un percorso ancora in costruzione. Tra le note positive vanno comunque sottolineate diverse prove individuali.

Biagi si conferma elemento centrale per qualità e personalità, trovando anche il gol che indirizza la gara, mentre Alluci ha offerto una prestazione di grande sostanza e continuità. Buone risposte arrivano anche da Pellegrino e Cuomo, attenti e ordinati nelle rispettive zone di competenza. In attacco, Diallo garantisce profondità e lavoro per la squadra, mentre Rizq, all’esordio in maglia arancione, esce dal campo con il primo gol realizzato, siglato con freddezza dal dischetto: un segnale importante anche sul piano mentale. Segnali incoraggianti arrivano anche dall’impatto di Maldonado, che con il suo ingresso ha cambiato ritmo e volto alla partita: qualità, verticalità e pericolosità che alzano il livello della manovra. Peccato per l’ingenuità difensiva che ha regalato il vantaggio iniziale al Club Milano, ma la squadra ha avuto il merito di non scomporsi, reagendo e portando comunque a casa il risultato.

Alla fine, però, il punto resta uno: quando vinci, lavori meglio. La Pistoiese esce da questa settimana con tre punti in campionato e un successo nella semifinale d’andata di Coppa Italia. Un bottino che non risolve i problemi, ma permette di affrontarli con maggiore lucidità. Il mantra resta quello indicato dallo stesso Lucarelli alla vigilia: passo dopo passo, senza guardare troppo avanti. Per coltivare gli obiettivi, l’idea è chiara: chiudersi mentalmente “dentro un carrarmato”, lavorare e migliorarsi giorno dopo giorno, senza distrazioni e senza illusioni. La strada è ancora lunga, ma vincere, anche senza essere perfetti, è il modo migliore per percorrerla.

Emiliano Nesti
Emiliano Nesti
Da sempre pretoriano della tribuna del “Melani”, ama il calcio e crede ancora che una palla a scacchi bianchi e neri possa dettare i versi della poesia d’amore più bella del mondo. Anima blucerchiata e al tempo stesso profondo conoscitore di tutto ciò che ruota intorno all’Olandesina, è a Pistoia Sport dal 2019 dove si diverte un mondo insieme a tanti giovani penne del giornalismo pistoiese.

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