Sono uomini o sono macchine? La stagione della Virtus conferma che Belinelli e compagni sono la squadra da battere
“Ain’t no mountain high enough”, cantavano Marvin Gaye e Tammi Terrell. Il messaggio era “non esiste qualcosa di abbastanza grande ed imponente da rendere i nostri sogni impossibili”. Ma dopo un’annata ad ammirare cosa è riuscita a fare la Virtus Bologna, è più che lecito che emergano i dubbi. La squadra di coach Luca Banchi, nell’ultimo periodo, ha mostrato un’evidente flessione in Eurolega: più che naturale, vista anche una prima parte aldilà delle aspettative. Ma tutto, nella stagione delle VuNere, fa perdurare un clima di ottimismo e di sicurezza.
OBIETTIVI ALLA PORTATA
Rimanendo alla più prestigiosa competizione continentale, Belinelli e compagni hanno già la certezza di accedere, come minimo, ai play-in per accedere ai quarti di finale e quindi essere nell’Elite Eight del basket europeo. Naturalmente le prossime gare saranno fondamentali per evitare di doversi giocare un posto e per staccare un pass diretto: guarda caso, la prossima sfida sarà il derby italiano con l’Olimpia Milano, ormai fuori da qualsiasi discorso di qualificazione. Se poi lo spirito sarà quello mostrato nella sera di venerdì contro il Panathinaikos, attuale seconda forza del torneo, tutto sarà possibile.
Quella che affronterà Pistoia sarà la Virtus reduce da un grandissimo secondo tempo contro la compagine greca. Dal -17 al vantaggio, prima di arrendersi al buzzer beater di una vera e propria stella come Kendrick Nunn. In Italia, invece, abbiamo da poco assistito alla dimostrazione di forza delle VuNere nello scontro di vertice contro Brescia. Un punto esclamativo atto a ribadire che questo campionato di Serie A, da qui in avanti, avrà una sola padrona e che, dopo due anni, lo scudetto tornerà in Emilia. E con la fine della regular season di Eurolega, ciò che prima non era impensabile diventerà ancora più probabile.
UOMINI O MACCHINE?
Dalla vittoria d’autorità al PalaCarrara, la Virtus ha aggiunto ad un roster già imponente il lettone Rihards Lomazs e il croato Ante Zizic. Due pedine in più per reggere il doppio impegno, ma soprattutto per far ruotare un roster spesso sensibile a stop di varia natura. Le VuNere infatti, insieme all’Olimpia, sono la squadra con la media di età più alta in campionato e anche in Eurolega. A dimostrazione che l’obiettivo è vincere subito, con i vari Belinelli, Dunston e Hackett che ormai si avvicinano alle loro ultime stagioni sul parquet.
Ovvio che, aldilà dei colpi del “Beli”, l’altra star del gruppo rimane Tornike Shengelia, ancora serio candidato all’MVP di regular season col suo 18.6 di valutazione. Difficile poi fare una sintesi di tutte le armi di cui dispone coach Banchi, ma una delle più interessanti è senza ombra di dubbio il recupero ormai completo di un giocatore come Awudu Abass. L’ex Milano e Brescia infatti, in questa stagione, tira da dietro l’arco con un impressionante 44.9%: praticamente un cecchino. Per non parlare poi del dato più clamoroso. Nella top five dei migliori giocatori della Serie A per plus-minus, ben quattro sono della Virtus: Jordan Mickey (10.4), Shengelia (9.5), Isaia Cordinier (8.5) e Daniel Hackett (8.4), cui si possono aggiungere anche Belinelli (6.2) e Achille Polonara (5.8). Ben sei giocatori a roster, capaci di incidere così in positivo lungo l’arco della partita.
La macchina Virtus dunque rappresenta l’Ivan Drago di questa stagione da Rocky, per l’Estra Pistoia. Una prova proibitiva, ma che deve anche essere quella che può convincere gli uomini di coach Brienza di poter inseguire un sogno chiamato play-off. Ovviamente non conterà vincere, ma la capacità di resistere ai colpi di questi funamboli del parquet. E se, alla Segafredo Arena, Della Rosa e compagni saranno in grado di battagliare, allora tutta la Serie A verrà definitivamente a conoscenza del fatto che, per un posto play-off, bisognerà fare meglio degli indomiti biancorossi. A Bologna, questa è la speranza, due squadre manderanno un messaggio. Dopo una tripla dei felsinei, ad esempio, bisognerà dire “Non fa male”.



