Il percorso della Virtus in Serie A e in Eurolega lascia pochi spiragli e speranze. Ma il “fattore stanchezza” può essere un vantaggio
Il nome e la storia bastano a comprendere chi verrà in visita al PalaCarrara sabato sera. In una cornice da tutto esaurito, l’Estra Pistoia dovrà vedersela con un’avversaria che sta proprio adesso rivivendo l’emozione di essere al top del basket europeo. La vittoria di martedì sera contro l’Olympiacos e la sconfitta di giovedì contro il Valencia hanno mantenuto la Virtus Bologna al terzo posto in Eurolega. Un traguardo parziale certo, ma comunque sorprendente viste le super-potenze che gravitano all’interno della massima competizione continentale.
In primo piano c’è la convinzione e l’affiatamento di un gruppo che, ancor prima di iniziare la stagione, ha dovuto far fronte ad un cambio di leadership molto complicato da gestire. Il passaggio del testimone tra Sergio Scariolo e Luca Banchi ha rappresentato un preambolo capace di sbloccare un collettivo già scottato da due finali scudetto perse e costretto a rinunciare al giocatore più funambolico, ossia Milos Teodosic.
Non sono rimaste certo macerie, ma un più che ottimo materiale umano su cui lavorare. E l’anteprima della Supercoppa è stata una prima dimostrazione, semmai ce ne fosse stato bisogno, di quanto le VuNere sarebbero state la squadra da battere: sia in riferimento all’Olimpia Milano, sia per tutto il resto della Serie A. Parlando dello strapotere di Bologna, ci si può anche soffermare sulla copertina, o meglio sull’uomo-copertina.
I LEADER TECNICI E MORALI DELLA VIRTUS
Tornike Shengelia, nella varietà di soluzioni che può offrire, è senza dubbio l’MVP di questa prima parte di campionato. Il georgiano, limitatamente al campionato italiano, è una vera e propria fucina di punti: segna e fa segnare, oltre a rappresentare una sicurezza sotto canestro e a rimbalzo. Il gioco in post-basso su di lui sarà sicuramente il primo grattacapo per gli uomini di coach Brienza.
Ma la Virtus, prima ancora di essere squadra offensivamente letale, ha un’identità multiforme. L’intensità di Daniel Hackett e Alessandro Pajola, oltre alla loro capacità di far girare la squadra, è l’ingrediente equilibratore di un modo solidissimo di stare in campo. La superiorità fisica delle VuNere parte proprio da loro e prosegue nell’atletismo di giocatori come Isaia Cordinier, Awudu Abass o Achille Polonara. Il tutto senza dimenticare Jordan Mickey, che tornerà solo a metà gennaio.
Due lunghi come Bryant Dunston e Devontae Cacok sono infine presenze davvero ostiche da arginare sotto canestro. Soprattutto per la capacità di difendere su un ampio ventaglio di pariruolo: qualità che le VuNere hanno finora sfruttato solo in parte, anche a causa di un’ovvia fase di ambientamento dei due.
LA POTENZA E IL CONTROLLO
Un altro espediente di coach Luca Banchi risiede nell’abbassare alla bisogna i suoi quintetti. Ciò permette di poter disporre di più tiratori in momenti in cui c’è da recuperare terreno o semplicemente aumentare la produzione. Chi meglio di Marco Belinelli può essere il giocatore in grado di spaccare la gara? A 37 anni, il “Beli” rimane ancora il giocatore che più di tutti può accendere la luce alla Virtus. Insieme a lui, è sempre lecito aspettarsi qualcosa dal reintegrato Gabriel Lundberg e dal neoarrivato Ognjen Dobric: entrambi però hanno mostrato spesso di avere problemi di continuità.
Chiacchierato e messo in bilico, invece, Jaleen Smith: altro giocatore che, col suo contributo e il suo talento, può diventare determinante. Infine il gruppo italiano si completa con il play Bruno Mascolo e il lungo Leo Menalo.
SFRUTTARE IL FATTORE STANCHEZZA
Stabilita l’obiettiva difficoltà ad affrontare un team così completo di risorse, cosa può aiutare l’Estra a sovvertire ancora una volta il pronostico? Senza dubbio il punto sarà come sempre la tenuta difensiva e la capacità di tenere gli uomini chiave sotto le loro percentuali. Ma dinanzi ad una Virtus che può sfoderare anche la grande prestazione del comprimario, ciò che potrebbe aiutare la truppa di coach Brienza è qualcosa di ancora più ovvio.
Come sottolineato anche da Claudio Crippa in un’intervista rilasciataci qualche giorno fa, il “fattore stanchezza” potrà essere decisivo: le VuNere saranno infatti alla quarta partita in una settimana e avranno quindi avuto poco tempo per preparare il match del PalaCarrara. Ovviamente il talento che possono mettere in campo potrà risultare sufficiente, ma una scarsa lucidità nelle scelte, unita ad uno smalto che col passare dei minuti potrebbe diminuire, potrebbe indirizzare la gara nelle mani di Della Rosa e compagni. O quantomeno, tenerla in equilibrio.


