Per omaggiare l’evento, abbiamo proposto ai nostri lettori un derby “in salsa pistoiese”. Con i dream team dei tanti che hanno giocato a Pistoia, prima o dopo Basket City
Non è solo il regalo per il Natale di Basket City. Ma è un pacco da scartare per tutti i baskettari d’Italia. Perché il derby di Bologna, che nella sera del 25 alle 20,30, torna a dieci anni di distanza dall’ultima grande sfida a canestro sotto le torri, è patrimonio mondiale dell’umanità votata al basket.
Era il 29 marzo 2009, Vuckevic a 3” dalla fine metteva il canestro della vittoria virtussina nell’ultimo derby di serie A. Nel Natale 2019 si ritrovano contro due squadre diverse ma entrambe ambiziose e affamate, come la matricola Fortitudo di Antimo Martino e la corazzata Virtus di Sasha Djordjevic. Noi per omaggiare l’evento, abbiamo proposto ai nostri lettori un derby “in salsa pistoiese”. Con i dream team dei tanti che hanno giocato a Pistoia, prima o dopo Basket City. Che per noi “provinciali” come dice Guccini, anche sotto canestro, rimane sempre “una Parigi minore”. Soprattutto se hai la fortuna di essere la sua vicina di casa.
DEDICATO A MATTEO BERTOLAZZI, il nostro unico 7 cresciuto nel vivaio delle Vu Nere
VIRTUS
CLAUDIO CRIPPA
Crippa alla Virtus è l’epilogo della fine di un’era, anche perché c’è anche lui in campo nella gara che nella primavera 1999 decreta la retrocessione dell’Olimpia. E’ anche il giusto riconoscimento ad un grande giocatore e grande uomo: che alle Vu Nere si reinventa operaio dopo anni da protagonista. Tra i tanti derby giocati, la semifinale di Eurolega vinta a Monaco dalla Kinder davanti a 10mila bolognesi. Poesia.
PAOLO MORETTI
Non è l’unico che ha fatto il grande salto, giocando da entrambe le parti di Basket City. Anzi la storia del derby è piena di gente che ha toccato le due sacre sponde di una città divisa in due. Ha vinto con entrambe ma, per tutti, il suo nome rimane legato ad una delle Virtus più forti. Anche perché se Danilovic salta un derby (per squalifica il 30 ottobre 1994), c’è Morettinovic a mandare il popolo bianconero in estasi. 26 punti rispondendo sul campo alle critiche per la goliardata fatta insieme a Morandotti qualche giorno prima, l’iscrizione al club fortitudino degli Orfani, burloni e non violenti tra cui avevano molti amici.
MATTEO LANZA
Quando arriva a Pistoia il “samurai” ha già vinto uno scudetto e una coppa Italia con le Vu Nere: la sua Virtus anni ’80 è uno squadrone dove dominano i vari Buonamico, Brunamonti e Villalta. Una Granarolo che porta tutti a scuola ed è padrona della città: per lui 4 derby giocati in due stagioni e tutti vinti.
ARISTIDE LANDI
Il ragazzo di Potenza è stato svezzato al basket a Basket City: con la Virtus ha vinto due scudetti giovanili, guadagnandosi la scomoda etichetta del predestinato che ti si ritorce contro quando il ruolino di marcia s’inceppa. Al giovane gladiatore dell’OriOra, che si sta guadagnando sul campo lo spazio in serie A, auguriamo di giocare un derby dei grandi. Tra molti anni, dopo molte vittorie con Pistoia naturalmente.
CLIVO RIGHI
Gran lottatore, uomo squadra, il bolognese che poi porterà la sua classe operaia anche alla Kleenex, è in Virtus dal 1983 al 1987 e dopo nella stagione 1989- 1990. Condividerà con Lanza, squadre straordinarie dove trovar spazio non è facile. Ma per farsi amare, basta la sua determinazione infinita.
FORTITUDO
RICCARDO CORTESE
Cresciuto nel vivaio della Fortitudo per poi far fortuna altrove, l’esterno di Cento è tra i protagonisti del biennio d’oro della ritorno al vertice di Pistoia. Vittoria del campionato di Legadue e primo fantastico anno di A1.
VINCENZO ESPOSITO
Il suo primo è del 12 settembre 1993. Lo scugnizzo di Caserta (pagato 6 miliardi da Giorgio Seragnoli) è appena arrivato e in quell’ottavo di Coppa Italia ne piazza subito 27. Ce ne saranno altri 5, tra cui quello del 4 marzo 1995. In una data che a Bologna non è mai banale, va in scena il derby “dei colori” con 6 mila fortitudini che danno spettacolo con una coreografia a colori per esorcizzare il bianconero. Con i 28 punti del Diablo, la Effe torna a vincere un derby dopo 5 anni e nella diretta pomeridiana della Rai (nostalgia vera), si vede benissimo il “cinque” che sua maestà in casa Virtus, Sasha Danilovic, gli dà dopo un timeout. Il Diablo in coppia con Djordjevic, infiamma il popolo fortitudino e apparecchia la tavola per gli attesi trionfi ormai nell’aria.
DAN GAY
Prima e dopo Pistoia, Danilo scrive la storia del derby e della Effe. 32 derby tra campionato, playoff e coppe, di cui 17 vinti. Sono gli anni d’oro di Basket City, verso cui si inchina l’Italia. Nel derby del 30 marzo 1996, Dan Gay e Roberto Brunamonti, amici- rivali entrano insieme con la maglia dell’Italia. Per la colonna della Virtus è il saluto ad Azzurra, per il “tenente Dan” la prima volta con la maglia della Nazionale. Giocatore dominante e amatissimo a Pistoia, dove è stato uno dei simboli dello splendore della Kleenex.
GIACOMO GALANDA
A Pistoia, prende il posto di Gregor Fucka, seguendo il copione che è stato il fil rouge della sua carriera. Riuscendo ancora a non far rimpiangere l’Airone di Kranj, due giganti del basket che hanno chiuso la carriera in biancorosso. Non so se mi spiego. In Fortitudo hanno giocato insieme nelle stagioni dell’orgoglio della Effe, alzando quello scudetto del 2000 atteso da anni di sofferenze e sfottò dei cugini abituati a vincere. Quel dream team, ossatura della Nazionale (c’erano anche Myers e Basile), vincerà entrambi i derby nella stagione 1999/2000.
GREGOR FUCKA
Tanto eclettico e personaggio mediatico Carlton, tanto riservato e silenzioso Gregor. Ma la coppia Myers- Fucka è una delle più vincenti nella storia del basket italiano. Tanto da segnare una generazione di baskettari che si sono affacciati alla retina a cavallo del Nuovo Millennio, attirati dal talento del Molleggiato del basket e dell’allievo prediletto di Boscia Tanjevic. Due icone di Azzurra e della Fortitudo.
ARBITRO
GUIDO ROSSELLI
Conoscendolo Guidone nelle vesti di arbitro non ce lo vediamo proprio. Ma nella storia recente di Basket City, quella della sofferenza prima del ritorno in gloria, ha riportato in serie A sia la Virtus che la Fortitudo e quindi nonostante il suo carattere sanguigno, alla fine è stato il paciere di una città che finalmente ritrova il derby in serie A1.



