Vitiello, dalla Pistoiese al Ponte: ora vuole prendersi la Promozione

Leandro Vitiello torna a Pistoia, dai contatti con l’olandesina al rapporto con Fanucchi: il Ponte Buggianese fa il colpaccio

È proprio vero, il mercato non dorme mai. Dopo una sessione invernale senza squilli, il Ponte Buggianese torna assoluto protagonista con un colpo da novanta. È infatti ufficiale l’arrivo del centrocampista classe 1985 Leandro Vitiello, che solo un mese fa giocava in Serie C con la Paganese. Il colpo è di quelli che fanno sognare la piazza: un giocatore con tanta qualità ed esperienza che sarà senza dubbio un valore aggiunto nella seconda parte di campionato. Un colpo sensazionale, che rimarca in maniera evidente le gerarchie all’interno del girone A di Promozione. I biancorossi adesso sono ancora più temibili.

«OCCASIONE IMPERDIBILE»

L’artefice del trasferimento, il direttore sportivo Daniele Fanucci, ha commentato così l’arrivo del centrocampista: «Appena abbiamo capito che c’era margine per operare abbiamo agito in fretta. Non capita tutti i giorni di vedere un giocatore come Vitiello passare dalla Serie C alla Promozione, era un’occasione imperdibile. Nella sessione di calciomercato invernale non avevamo fatto né cessioni né acquisti perché non ne avevamo bisogno. Abbiamo sempre detto che il gruppo era questo e avremmo continuato con gli stessi giocatori. Inevitabilmente, però, davanti a certe occasioni non si può rimanere indifferenti. A nostro modo di vedere questo è un grandissimo colpo. Vitiello ci darà un’enorme mano – conclude il ds Fanucci -, è in gran forma, fino a poco tempo fa giocava ad altissimi livelli».

DOLCI RICORDI

Quello di Leandro Vitiello è un ritorno in Toscana. Lui, originario della Campania, si era trasferito qui per la prima volta in occasione del suo passaggio al Grosseto, poi ci è tornato militando con Gavorrano e Pistoiese. Fin da subito si era instaurato un legame quasi simbiotico, che lo ha portato a tornare in terra nostrana.

Leandro, dopo il tuo addio alla Pistoiese hai continuato a seguire la squadra? «Certamente – apre Vitiello -, essendo una delle realtà in cui mi sono trovato meglio, la seguo sempre con grande piacere. Ho letto del cambio di proprietà e spero che questo sia un nuovo punto di partenza per la società. Non conosco i nuovi proprietari, penso che anche nelle loro idee l’obiettivo primario sia quello di salvare la Pistoiese per poi disputare un buon campionato l’anno prossimo. Mi è dispiaciuto un sacco per la retrocessione. Speravo che dopo il ripescaggio dell’anno corso si potesse vivere una stagione più serena, invece per ora non è così».

Se ti guardi indietro, com’è stata la tua esperienza con la Pistoiese? «Per quanto riguarda la mia avventura con la casacca arancione ho solo ricordi positivi, sono stati due anni speciali. La prima stagione lottammo per non finire in zona play out, fu un campionato tosto e travagliato. Al secondo anno, invece, con l’arrivo di Pancaro in panchina, le cose andarono molto meglio. Secondo me il mister fece veramente un grandissimo lavoro, infatti mi dispiacque molto quando decisero di non riconfermarlo. A mio modo di vedere c’erano tutte le basi per far bene, smantellando il tutto si è andato a perdere il lavoro fatto precedentemente. Mantenendo l’ossatura di quella squadra e trattenendo mister Pancaro, si potevano fare grandi cose».

Ci sono stati dei contatti con la Pistoiese? «Ufficialmente no, ma ho avuto modo di parlare con l’ex-presidente Ferrari e con Valiani. Con la vecchia dirigenza ci fu una chiacchierata interlocutoria, ma senza niente di concreto. Parlai anche con Ciccio Valiani sulla possibilità di tornare alla Pistoiese, poi con il cambio di proprietà i discorsi non sono proseguiti. Se questo ritorno si fosse concretizzato, inevitabilmente mi avrebbe fatto molto piacere. Il punto di partenza, che è la cosa più importante, è che io in Toscana vivo benissimo, quindi tutto quello che viene dopo è una felice conseguenza. Vestire nuovamente la maglia arancione mi sarebbe piaciuto, alla fine non se ne è fatto niente e va bene così».

IL FUTURO È BIANCOROSSO

Come nasce l’idea Ponte Buggianese? «Dopo la mia parentesi alla Pistoiese, sono andato a giocare nella Vibonese e poi nella Paganese. Ho deciso di lasciare il professionismo per motivi personali, in più il mio lavoro mi ha spinto a tornare nuovamente qui in Toscana, adesso infatti sono a Lucca. Tramite Jacopo Fanucchi (attaccante del Ponte anche lui ex arancione, nda) che è un mio grande amico, ho conosciuto il presidente e il direttore sportivo del Ponte Buggianese, c’è stato subito feeling. Ho giocato con Fanucchi alla Pistoiese, da lì abbiamo costruito un bellissimo rapporto, tanto che è stato proprio Jacopo a spingermi ad accettare».

Come vedi il passaggio dal professionismo al dilettantismo? «Quello dalla Serie C alla Promozione è un grande salto, ma l’ho fatto soprattutto per esigenze lavorative. Cercavo un modo per non appendere definitivamente gli scarpini al chiodo e continuare con il calcio, il Ponte Buggianese è la soluzione perfetta. Adesso devo dare la priorità al lavoro, giocare in Promozione mi permette di farlo. Fanucchi mi ha proposto di venire al Ponte per dare una mano alla squadra, cercando di centrare l’obiettivo scudetto. Passando dai professionisti ai dilettanti ho l’opportunità di divertirmi ancora e continuare a fare ciò che amo, ovvero giocare a calcio».

Prima del Ponte Buggianese hai ricevuto altre offerte? «Sì, mi hanno contattato alcune squadre di Serie D e Promozione. Sicuramente mi ha fatto piacere essere cercato, vuol dire che sanno cosa posso dare. Io stesso sono sicuro di poter essere ancora un valore aggiunto. Ad ogni modo, fra le varie proposte ricevute, ho deciso di accettare quella del Ponte Buggianese. Avevo dato la mia parola a loro. I biancorossi mi hanno dato anche un po’ di libertà sotto l’aspetto lavorativo, purtroppo alle volte dovrò mancare per impegni di lavoro, la società mi ha rassicurato, per me questo è molto importante».

Ti sei già calato in questo nuovo contesto? «Sono arrivato da poco, ma ho già capito che il campionato è estremamente equilibrato. Dovremo battagliare fino all’ultimo con il Quarrata, io e i miei compagni siamo pronti. Da fuori sapevo a grandi linee quale era la situazione, adesso che anche io faccio parte della squadra non vedo l’ora di iniziare questa seconda parte di stagione. Ho fatto un allenamento con il gruppo, gli altri ragazzi sono motivati. Si respira un bel clima – conclude Vitiello -, grazie a Jacopo l’inserimento sarà più veloce, avere un amico all’interno della squadra fa sempre comodo».

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