«Voglio un gruppo coraggioso e spregiudicato. Le giocatrici cedute? La Serie C è anche merito loro», parla il coach del Volley Aglianese Federico Guidi
È del tardo pomeriggio di martedì 14 luglio 2020 l’ufficialità del reintegro del Volley Aglianese in Serie C. Notizia che era ormai ad un passo dal divenire realtà, il cui ultimo step era semplicemente legato al “via libera” da parte del Comitato Regionale.
A seguito della modifica strutturale dei campionati regionali – con tre gironi da dodici squadre in Serie C, non più due -, il quarto posto ottenuto dalla prima squadra nero-verde nell’ultimo torneo di Serie D, prima della sospensione dell’attività, è stato sufficiente per consentire al main team presieduto da Luciano Bonacchi di rientrare nell’organico di società in possesso dei diritti per disputare la massima competizione regionale.
Quello del Volley Aglianese, di fatto, è un ritorno in Serie C, categoria che mancava dalla stagione 2017-2018, dopo quell’amara retrocessione che vide prevalere all’ultimo tuffo il Pistoia Volley La Fenice, non senza sorprese.
La società nero-verde ha accolto positivamente la proposta pervenuta dal Comitato Regionale, dopo essersi confrontata con staff tecnico e giocatrici, valutandola come un’opportunità interessante per favorire la crescita di un roster – come riportato di recente – fortemente ringiovanito (età media di 20 anni) e chiamato a conquistare la salvezza.
Un giovane gruppo che avrà al suo timone Federico Guidi, alla sua quinta stagione ad Agliana, dopo il biennio 2014-2016 – con promozione in Serie C – quindi il ritorno nell’estate 2018, dopo un altro bellissimo trionfo personale, rappresentato dal raggiungimento della Serie B Maschile con la Robur Scandicci.
Sul Volley Aglianese che sarà protagonista in Serie C, nonché sulle profonde modificazioni intervenute sul gruppo, abbiamo avuto modo di ascoltare le parole dello stesso head-coach Guidi.
Federico, adesso non ci sono più dubbi: il Volley Aglianese è in Serie C…
«Sì, una notizia che era nell’aria, sebbene giunta ufficialmente nelle ultime ore, come da nota societaria. Una decisione presa insieme da dirigenza, staff tecnico e atlete. Cambia notevolmente la prospettiva della nostra stagione: il comune denominatore rimane sempre la crescita delle ragazze. In caso di Serie D, però, la nostra rosa avrebbe potuto lottare per i vertici della classifica. In Serie C, invece, giocherà per garantirsi la permanenza in categoria. Di questo siamo consapevoli, inutile pensarla diversamente, così come sappiamo che il gruppo costruito rappresenta una forte scommessa che ci auguriamo di poter vincere attraverso il duro lavoro».
Cosa rispondi a chi pensa che questo salto di categoria sia immeritato?
«A me piacciono le promozioni sul campo. Ho avuto la fortuna di conquistarne tre. Questa è un’opportunità che ci è stata data: definirla come immeritata credo sia ingiusto, perché siamo arrivati, nell’ambito di un ranking, in una posizione che ci ha permesso di accedere alla categoria superiore. Ci sono società più blasonate della nostra che, invece, non posso fregiarsi del reintegro in Serie C, in quanto arrivate dietro. Il merito di questo risultato è delle ragazze, protagoniste di un campionato di buon livello.
Ci tengo a precisarlo perché vedo dei proclami da parte di squadre reintegrate come noi, quindi con lo stesso criterio, in base alla riforma dei campionati: ecco, ci tengo a dire che, almeno la metà delle compagini che in questo periodo sono approdate in Serie C, senza il Covid-19 non avrebbero potuto celebrare il salto di categoria proprio per una ragione matematica, non per altro. Quindi, secondo me, festeggiare una promozione del genere non lo reputo così corretto, da parte di nessuno.
Credo che vada riconosciuto il merito delle società in grado di essere state ricomprese nel novero di quelle che, a seguito dello sfortunato evento di carattere sanitario, si sono guadagnate la possibilità di rientrare negli organici di Serie C, a seguito della modifica dei campionati stessi».
Quest’anno avrai un roster giovanissimo, si potrebbe parlare di “Aglianese 2.0” …
«Sì, è stato un ringiovanimento massiccio, nonché un passaggio dovuto. Io amo le squadre miste, cioè atlete esperte che possano affiancare quelle in rampa di lancio. Stavolta, però, abbiamo diminuito l’età media del gruppo e delle atlete di maggiore esperienza: sono curioso di analizzare gli aspetti legati al piano gestionale, nel senso che non vi sono soltanto fattori legati alla quantità di ore di lavoro in palestra, ovvero squisitamente tecnici. I buoni risultati derivano anche dalla buona gestione di un gruppo, quindi creare l’alchimia giusta quale base per lavorare bene. La mia ambizione è quella di plasmare una squadra che sia coraggiosa e spregiudicata».
Sono arrivate Fedini, De Stefano e Giusti ad inserirsi in un roster per 9/12 di proprietà nero-verde…
«Saisa Fedini la conosco per averla allenata a Campi Bisenzio in Serie C, giocando per altre sei stagioni in questa categoria. Porterà esperienza pur essendo molto giovane (classe 1997), cercando di crescere tecnicamente in molti fondamentali.
Alessia De Stefano è una giovane con grandi potenzialità, mezzi fisici di categoria e tanta dedizione al lavoro. Dovrà crescere in continuità, come tutta la squadra, ma siamo certi che il suo contributo sarà importante nella ricerca della salvezza.
Greta Giusti è un prodotto del nostro vivaio, cresciuta nel suo ultimo trascorso in Serie D a Le Signe, tornando ad Agliana per giocarsi le sue carte. Rientra in un progetto tecnico nel quale crediamo molto, ma che necessita di grandi impegno e pazienza, valori che dovremo dimostrare anche quando non arriveranno i risultati, cercando di esprimere il nostro miglior gioco».
Federico, inevitabile un pensiero per le atlete non facenti più parte del roster…
«Ho già avuto modo, personalmente, di ringraziare le ragazze che nella prossima stagione non indosseranno più la maglia del Volley Aglianese. Se abbiamo ottenuto questo risultato, come detto, è merito del lavoro svolto in palestra da tutte!
Cecilia Torracchi e Gaia Romagnani protagoniste della promozione del 2016? Quello è stato un anno bellissimo, incredibile ed indimenticabile. Ma appartiene ormai al passato. Mi piace rivedere video e foto di allora, ma nello sport è sempre necessario guardare avanti, verso nuove sfide, e fare di tutto per rivivere quelle emozioni. Con Cecilia e Gaia ho condiviso tanti anni in palestra e sono due atlete a cui resterò per sempre molto affezionato.
Sono comunque legato anche alle altre ragazze con cui ho avuto una condivisione più breve come Sara Pastacaldi, Ilaria Mungai, Giulia Boso e Chiara Perselli. Ho avuto modo di parlare con tutte loro e salutarci affettuosamente… Spero di incrociarle presto da avversarie».
Per te è la prima volta come coach del Volley Aglianese in Serie C dopo quattro anni di Serie D…
«A livello personale ho raccolto una bella sfida: giocare per la salvezza è psicologicamente molto difficile perché è più grande il peso di ciò che puoi perdere rispetto a quello che puoi guadagnare. Con una squadra giovane la vera missione sarà riuscire a tirare fuori la personalità che deve accompagnare lo sviluppo tecnico delle giocatrici. Sarà dura e difficile ma “tutte le cose sono difficili prima di diventare facili”. L’importante è non mollare!».



