Stefano Baldi:«Pensare di preparare al top una pista da corsa in un mese o poco più è da ingenui»
“Tanto tonò che piovve”. E’ stato purtroppo sospeso il primo convegno di corse della stagione all’Ippodromo Sesana di Montecatini Terme. La tanto attesa kermesse di Pasqua è stata sospesa dopo una caduta, e non è stato possibile ripristinare la pista.
Stefano Baldi, il famoso gentleman toscano, presente per assistere il fratello Edoardo impegnato con cinque cavalli e partente nella sesta corsa con la debuttante Divina Stella, ha cercato di sintetizzare a La Nazione quello che è successo.
Quando vi siete accorti che la pista non era in condizioni idonee per correre?
«Durante le sgambature l’ospite Giorgio Cassani ha sollevato il problema della pista sconnessa notando appunto numerose buche soprattutto sull’ultima curva. Nel frattempo però il convegno è andato avanti e possiamo dire che fino a un certo punto la pista ha retto abbastanza bene. Poi con il passaggio continuo dei cavalli a una certa velocità che scalfiscono lo strato di sabbia superiore, la situazione è precipitata. C’è stata la caduta che per fortuna non ha causato danni».
Come si è potuti arrivare alla riapertura della stagione con una pista impraticabile?
«Il problema lo associo a due fattori: sono andati in pensione due addetti alla pista formidabili. Loro non avevano bisogno di ordini dall’alto. Dopo cinquant’anni di servizio conoscevano la pista come casa loro e sapevano bene tempi e modalità per arrivare alla riapertura con una pista invidiabile. Secondo passaggio l’abbandono della struttura nel periodo invernale: una pista usata tutto l’anno, come accadeva quando il Sesana era centro di allenamento con i suoi oltre cento cavalli stanziali nelle scuderie, garantisce una continuità nella manutenzione. Pensare di preparare al top una pista da corsa in un mese o poco più è da ingenui. Peccato perché avevamo la pista piccola più bella d’Italia».



