Il difensore scuola Inter racconta l’annata vissuta alla Pistoiese: «Vogliamo la salvezza a tutti i costi, a Lucca dovremo dare il massimo»
La rincorsa della Pistoiese alla salvezza diretta non è andata a buon fine e così gli arancioni dovranno necessariamente passare dai playout per centrare la permanenza in Serie C. Nonostante il clou della stagione debba ancora arrivare, tra le fila arancioni ci sono alcuni elementi che si sono distinti durante l’anno per rendimento e crescita. Uno di questi è il difensore classe 2002 Lorenzo Moretti, arrivato la scorsa estate dalla primavera dell’Inter dopo una vita nel settore giovanile nerazzurro. Il promettente difensore centrale, abile a giocare come terzino, ha commentato lo stato di forma della Pistoiese e il suo rendimento individuale nel corso del campionato, gettando uno sguardo anche all’ultima giornata e agli imminenti playout.
«Il mio rendimento è stato buono – dice Moretti – e sono soddisfatto di aver collezionato 30 presenze e tre assist. L’obiettivo prioritario è però la salvezza. Buona parte del mio giudizio dipenderà dalla permanenza in categoria. Una volta raggiungo l’obiettivo penserò al mio futuro. A Pistoia sto bene, mi trovo a mio agio sia coi compagni che con lo staff e la dirigenza. Terminata la stagione farò tutte le valutazioni del caso per capire cos’è meglio per il futuro e per la mia carriera. Adesso però la testa deve andare alla trasferta con la Lucchese. Rialzarsi subito è la medicina migliore per guarire tutti i mali. Sappiamo che i rossoneri venderanno cara la pelle e non ci regaleranno nulla, ma per noi vincere è fondamentale per avere un posto migliore nella griglia playout. Domenica i tre punti saranno essenziali».
Moretti vanta un’esperienza decennale nel settore giovanile dell’Inter, club con cui ha collezionato anche alcune convocazioni in Serie A sotto la guida di Antonio Conte: «Sono arrivato all’Inter a cinque anni – prosegue il difensore arancione – assieme a mio fratello e a un altro ragazzo. Poi, eccezion fatta per una parentesi a Novara, ho sempre vestito la maglia nerazzurra. Sottini mi ha raggiunto all’età di 14 anni, perciò nelle ultime stagioni abbiamo sempre fatto un percorso parallelo. Crescere in una realtà come l’Inter mi ha aiutato molto, anche se non mi aspettavo un primo anno così buono, soprattutto sul piano delle statistiche. Ciò che mi dà più fiducia è la consapevolezza di migliorare settimana dopo settimana. Di questo sono molto felice».


