Dopo il trionfo in Coppa del Mondo ad Almaty di inizio maggio, Rossetti ha messo a referto un’altra vittoria sulle pedane del Tav Roma
Prosegue il momento d’oro di Gabriele Rossetti, che nello scorso fine settimana si è imposto nel 2° Gran Premio FITAV di Skeet, formula ISSF. Ad accogliere i 159 iscritti sono state le pedane capitoline del Tav Roma, che a dicembre saranno sede della Finale di Coppa del Mondo ISSF. L’atleta di Ponte Buggianese si è imposto nella classifica di Eccellenza, sotto lo sguardo attento del direttore tecnico Luigi Lodde. Rossetti, dopo aver chiuso le qualificazioni con 122/125, in finale ha lasciato scappar via un solo piattello e ha concluso i lanci regolamentari sul punteggio di 35/36, pari merito con il collega Erik Pittini, secondo migliore nelle qualifiche con 123/125.
Allo shoot-off Rossetti ha avuto la meglio e si è meritato la vittoria, mentre è stata di bronzo la prestazione di Valerio Palmucci, primo in qualifica con 124/125 e poi terzo con 30/32. Un mese di maggio da incorniciare per il tiratore pontigiano, che a inizio mese aveva trionfato in Coppa del Mondo ad Almaty con record del mondo annesso. Le prossime tappe saranno la Coppa del Mondo a Lonato, a inizio luglio, mentre in autunno arriveranno gli impegni di spessore: prima gli Europei e poi i Mondiali, che metteranno in palio i primi pass olimpici.
«Sono molto contento per la terza vittoria consecutiva dopo il primo Fitav e la prova del Kazakistan – ha detto Rossetti ai canali ufficiali Fitav -. Devo dire che soprattutto sono venuto a Roma a gareggiare nel Gran Premio Fitav perché, grazie alla vittoria in Coppa del Mondo ad Almaty, mi sono qualificato per la finale che a dicembre si svolgerà proprio al Tav Roma. Quindi mi sono presentato al Gran Premio con il preciso obiettivo di provare i campi, ma nel momento che sei a fare una gara devi anche cercare di portare a casa il risultato, nonostante una certa stanchezza ereditata dalla più recente World Cup. Però, ripeto, quando affronti una gara, se anche stai eseguendo un test, come è avvenuto questa volta nel mio caso, devi puntare al miglior risultato possibile. Per me questa è la conferma della qualità del lavoro tecnico svolto fino ad ora: è la prova che sono sulla strada giusta».
«Mantenere la concentrazione costantemente non è facile. In questa gara mi sono accorto di aver fatto un paio di errori in qualificazione perché percepivo di non avere quella grande tensione che sperimento invece altre volte. Mi sono distratto e ho sparato un paio di piattelli con superficialità: forse appunto perché guardavo più al test che stavo eseguendo che all’obiettivo della vittoria. Poi, entrato in finale, per la presenza di tanti miei colleghi molto forti e per la tipologia di gara, a quel punto si è trattato di un bell’allenamento in vista della prossima Coppa del Mondo ed era giusto onorare quel momento con la miglior prova possibile. A livello di qualificazione, in questo caso il 122 è un buon risultato. In ambito internazionale magari è certamente preferibile puntare più in alto e infatti so che potevano esserci due piattelli in più, ma adesso va bene così: quando vinci tre gare consecutive ricevi una bella iniezione di fiducia».



