Pistoia Basket, Brienza: «Stagione pazzesca, con la finale ci saremmo meritati la lode»

«Avevamo fame: io sono sceso in A2 per rilanciarmi e anche la squadra doveva farlo» l’analisi di coach Brienza sulla stagione biancorossa

In casa biancorossa l’anno appena concluso ha portato tante soddisfazioni. Un terzo posto nella regular season, fino ad una semifinale playoff nella quale la GTG si è dimostrata all’altezza di una corazzata come Verona: «Tra di noi non abbiamo mai parlato di Serie A, un obiettivo tosto anche per chi se lo pone dall’inizio – ha commentato coach Nicola Brienza intervistato dai colleghi del Corriere Fiorentino -. Però ci siamo immaginati di essere in missione: il nostro scopo? Non farci mettere i piedi in testa da nessuno. Ci siamo riusciti».

«Una stagione pazzesca — ha proseguito Brienza — vincendo gara 5 della semifinale contro Verona ci saremmo meritati la lode. Cosa manca a Pistoia per tornare în A? A livello dirigenziale niente. La società si sta muovendo bene, ha comprato un immobile per la foresteria e aperto le proprie quote ai tifosi, poi è chiaro che quel che è successo si può sistemare solo con il tempo, Il problema non è andare in A, ma avere le basi per rimanerci. Quando ci saranno, ci proveremo con forza. Intanto in città si è riaccesa la passione, il palazzetto si è riempito e questo fa ben sperare».

«Nel mio passato da canturino, a proposito ringrazio la gente per non avermelo fatto pesare, ho visto accadere cose impossibili a causa della spinta dei palazzetto. Anche Pistoia era famosa per questo e da subito ho avuto la percezione che bastasse poco per riaccendere quell’atmosfera, che ai playoff è stata determinante. Quando in estate abbiamo vinto la Supercoppa mi hanno scritto in tre, dopo gara 5 avevo migliaia di messaggi. Con una base così sarà più facile ripartire».

«Qual’ è stata la chiave che ci ha permesso di andare oltre le aspettative? Avere un gruppo speciale, con la motivazione di superarsi ogni giorno. A maggio c’era la stessa applicazione e mentalità delle prime settimane, non è scontato. In più i giovani sono cresciuti parecchio. Avevamo fame: io sono sceso in A2 per rilanciarmi e anche la squadra doveva farlo. Ai colloqui estivi dicevo: “Deve essere un anno speciale” e vedevo il fuoco negli occhi».

Infine, coach Brienza ha speso parole sulla vicenda riguardante Jazz Johnson: «Jazz ci ha scombussolati. Nel bene, perché imprescindibile, e nel male, restando fuori tre mesi nel momento migliore. È stato come prendere un cazzotto in faccia; Quando ci siamo confrontati con i ragazzi, però, tutti ci hanno garantito che avrebbero vissuto il suo ritorno con tranquillità. Ha sbagliato nella gestione della vita privata, ma meritava un’altra chance. L’ho detto, è un gruppo fantastico».

Redazione PtSport
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