Dopo Roberto Maltinti, durante la presentazione della sfida fra Pistoia Basket e Brescia coach Vincenzo Esposito torna sull’argomento della sua permanenza, o meno, in biancorosso
“Non è cambiato nulla dalla scorsa settimana, contano i comunicati ufficiali e non c’è nulla a parte il contratto firmato 11 mesi fa”. Così Vincenzo Esposito, nella conferenza stampa pre-ultima gara della sua The Flexx contro Brescia, ripassa velocemente la palla alla società nel dibattito centrale di queste ore con il campionato biancorosso ormai ai titoli di coda e la piazza proiettata al primo grande tema con vista futuro, ovvero la permanenza del suo condottiero anche per la prossima stagione.
Dibattito acceso dai tanti interessamenti che El Diablo ha, comprensibilmente, ricevuto da altre piazze. Sirene di cui Esposito ha, schiettamente, ammesso l’esistenza, passando la palla alla società- sabato scorso, prima della gara del Forum- perché si pronunciasse.
Un confronto, quello stimolato dalle parole di Vincenzo Esposito, evidentemente più sui fatti e sui progetti che sui dettagli di quel “contratto” che lo lega a Pistoia fino a giugno 2019. Contratto su cui ha puntato Roberto Maltinti nella sua risposta che abbiamo pubblicato su Pistoia Sport, ribadendo la convinzione della società sulla scelta che ha portato l’anno scorso alla firma dell’accordo che fa di Vincenzo Esposito l’unico nome sul piatto della società per il futuro.
Tutto passa dal contratto insomma, o forse no visto che in virtù delle carte non ci sarebbero dubbi sul continuo del matrimonio tra il Pistoia Basket e il coach che in tre anni l’ha portata a due qualificazioni playoff, alla prima storica partecipazione alla Coppa Italia e quest’anno ad una salvezza senza patemi (né fuochi d’artificio) in una stagione che ad un certo punto sembrava risucchiare tutto.
Invece, anche alla luce del botta e risposta garbato tra due sportivi sanguigni come il presidente Maltinti e Vincenzo Esposito, è evidente che la questione è un po’ più complessa. Perché, se nel mondo del lavoro la parola contratto, diventata una rarità in via d’estinzione, dice tutto, spesso nello sport dice poco. E la storia recente, anche in via Fermi, ha evidenziato che le carte contano poco di fronte alla volontà delle parti.
Ecco che dalle parole di Esposito sull’importanza della voce, della valutazione della società su quelli che “mercoledì potrebbero essere l’ultima gara con questa maglia e per questo devono fare bene”, è evidente la necessità di un confronto a tutto tondo. Più sulle idee che sui numeri, più sulle linee da seguire da giovedì insieme che sul budget come Vincenzo Esposito ha fatto capire in questi giorni.



