Varnado e Della Rosa: le note più liete della Gtg sono loro

In un precampionato segnato dalle difficoltà legate alle assenze, i due protagonisti della Gtg sono loro. Huggins non ha convinto invece

Il precampionato del Pistoia Basket si è chiuso con la terza gara del girone bianco di Supercoppa e i biancorossi, pur in emergenza, l’hanno archiviato cogliendo una vittoria clamorosa contro la Fortitudo Bologna. Fare un bilancio del cammino di Della Rosa e compagni in questo primo mese è complicato, anche perché il lavoro di coach Nicola Brienza è stato costantemente ritardato e complicato dalle molteplici assenze. Prima quella di Jordon Varnado, bloccato alcune settimane negli USA per problemi burocratici non legati al Pistoia Basket mentre i suoi compagni già sudavano sul parquet di via Fermi, oltre che quella preventivata di Carl Wheatle, protagonista agli Europei con la sua Gran Bretagna. Infine, i guai fisici in serie di Lorenzo Saccaggi e di Braxton Huggins. DI fatto nessuno, nemmeno l’allenatore biancorosso, ha potuto vedere la nuova squadra tutta insieme e al completo all’opera in una partita, amichevole o Supercoppa che fosse. Dunque, le effettive potenzialità del quintetto biancorosso e del gruppo intero sono soltanto immaginabili, raccogliendo comunque le molte indicazioni di queste prime uscite.

Tra le note più liete di questo precampionato c’è certamente Varnado, un giocatore che in Supercoppa ha già fatto intravedere le sue qualità e che si candida ragionevolmente ad essere la nuova stella della Giorgio Tesi Group, pronto potenzialmente a raccogliere l’eredità di Jazz Johnson. Sin qui, pur con la squadra sempre incompleta e con una condizione che per sua stessa ammissione è appena al 60%, è già guardato a vista dagli avversari e ha prodotto 18,3 punti, 6 rimbalzi e 2 assist in 27,3’ di media. Forza fisica, visione del gioco e personalità non gli fanno difetto e con queste premesse può davvero lasciare il segno nel prossimo campionato di A2 che partirà a ottobre. La Supercoppa ha regalato anche un capitan Gianluca Della Rosa motivato e responsabilizzato dall’assenza temporanea di Saccaggi. Il play pistoiese è stato probabilmente il più continuo della Giorgio Tesi Group nell’arco delle tre gare, chiudendo con 9 punti di media a cui vanno aggiunti anche 4,3 rimbalzi e 4,7 assist. Un segnale importante, in un momento in cui già la squadra aveva bisogno che lui facesse uno step in avanti per aiutarla. Sabato sera, contro la Fortitudo, si sono subito visti anche l’importanza e il peso in questo roster di Wheatle, fondamentale per dare identità e anche certezze a livello difensivo alla squadra. Non solo però, perché la combinazione nel reparto ali con Varnado può, in prospettiva, offrire molte soluzioni tattiche a Pistoia su entrambi i lati del campo.

I tifosi biancorossi hanno conosciuto anche Matteo Pollone, molto utilizzato da coach Brienza in Supercoppa. L’ex Biella è stato speso in più ruoli sul perimetro e con compiti differenti a seconda delle necessità pratiche della squadra. Che fosse un giocatore molto diverso da Riismaa, di cui ha preso il posto nel roster, lo si sapeva già prima che arrivasse sul parquet di Pistoia. Tra i due, nonostante il ruolo ricoperto sia lo stesso, ci sono differenze notevoli tra come lo interpretano e soprattutto come caratteristiche tecniche e tattiche. Per paradosso, tra i punti forti di Pollone c’è la difesa e l’intensità con cui riesce a giocare nella propria metà campo, ma in queste prime uscite ha aiutato anche e soprattutto con altro, spendendosi in più ruoli con duttilità e portando il suo contributo in attacco, chiudendo il girone bianco in doppia cifra (10 punti di media in 27,7 minuti di utilizzo), tirando con il 50% da due e con il 56% da tre punti.

Tra tutti i nuovi arrivati chi ad oggi ha destato più di una perplessità tra tifosi e addetti ai lavori, anche in virtù del ruolo che deve ricoprire all’interno della squadra, è la guardia americana Huggins. Nelle due gare giocate di Supercoppa, contro Rieti e Chiusi, ha viaggiato ad una media di 12 punti 6,5 rimbalzi e 3 assist in 28,5’, numeri che decontestualizzati non sono nemmeno male. Certo, bisogna considerare anche il 14% da tre punti con 1/7 dal campo, ma soprattutto è il suo modo di giocare e di stare in campo che non ha pienamente convinto. Nonostante sia con la squadra praticamente da un mese, nel gioco è apparso spesso poco allineato al gioco dei compagni, con una propensione alle giocate individuali e soprattutto peccando di letture e scelte efficaci, specie in attacco. A questo, che può essere legittimamente dovuto anche un periodo di ambientamento al basket italiano e al sistema di gioco della Gtg, ci sono però da sottolineare alcuni atteggiamenti del ragazzo in panchina che non sono passati inosservati: l’impazienza e il fastidio per non essere stato utilizzato in campo nel quarto periodo contro Chiusi, se non per i cento secondi finali di gara in cui è stato comunque protagonista in positivo, da sommare all’atteggiamento apatico e disinteressato con cui ha vissuto la partita di sabato contro la Fortitudo, a cui non ha preso parte, ed ora anche la possibilità concreta di una separazione con la squadra biancorossa.

L’aspetto più complicato di questo primo mese, come già detto, è stata però la mancanza di lavoro del gruppo al completo, in campo come in palestra. Una problematica che chiaramente ha rallentato l’amalgama e la creazione di identità per Pistoia. Partire forte è fondamentale e la stagione scorsa lo testimonia, per questo un avvio di campionato lanciato per Pistoia a ottobre passerà anche e soprattutto da queste due settimane in cui la squadra lavorerà sperando finalmente di essere al completo e di poter debuttare in campionato, a Ravenna, con tutti gli effettivi a disposizione, così da poter mostrare e scoprire tutto il potenziale del nuovo gruppo in partita.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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