La Pistoiese non riesce a segnare, Cascione: «Le punte non giocano serene»

Ancora zero reti per la Pistoiese che fa 0-0 anche con la Bagnolese. Cascione: «Abbiamo un problema ma tutti lavoriamo uniti»

Ancora un pomeriggio nero per la Pistoiese che per l’ennesima gara pareggia per 0-0, questa volta contro la Bagnolese. Si tratta del terzo pari a reti bianche casalingo per gli arancioni, che in quattro gare al “Melani” hanno realizzato la miseria di una sola rete. Stavolta anche la prestazione non è stata convincente, con un dominio nel possesso palla ma poco altro. A complicare il tutto l’espulsione di Benassi all’ora di gioco, che ha lasciato in dieci la Pistoiese per mezz’ora abbondante. Nella conferenza post-partita è intervenuto un amareggiato Emmanuel Cascione: «Nonostante un primo tempo senza intensità – dice il tecnico arancione – abbiamo creato, poi nel secondo tempo abbiamo alzato il ritmo e, anche dopo essere rimasti in dieci, siamo stati sempre propositivi. Giocare bene, fare possesso palla, non serve a niente però. Se non segniamo non vinciamo le partite e in questo momento gli attaccanti stanno soffrendo mentalmente questo digiuno. Non abbiamo subìto nulla, la Bagnolese ha superato la metà campo in tre circostanze appena».

Il problema della mancanza del gol inizia ad essere veramente pesante per la Pistoiese: «Oggi siamo stati prevedibili e lenti nel girare la palla, ci siamo limitati al compitino, senza rischiare la giocata. Abbiamo preso una traversa, impiegato il loro portiere, ma siamo stati poco lucidi. Serve un maggior contributo offensivo dai centrocampisti oltre che dagli attaccanti, spetta a me il compito di stimolare gli attaccanti e far ritrovare loro serenità. Le punte vivono per questo, per la voglia di attaccare lo spazio e la porta. In tutte queste partite abbiamo fatto poco in attacco, se vado a vedere le squadre in testa alla classifica sia Giana che Aglianese hanno segnato 20 reti a testa. Ci vuole la bava alla bocca, ci vuole rabbia, fame di vittorie. Senza queste caratteristiche la palla non entra in porta, c’è poco da fare. I discorsi stanno a zero, purtroppo. Non conta come gioca la squadra, conta solo buttarla dentro».

Come si può risolvere una situazione che per la Pistoiese sta diventando sempre più problematica? «In settimana abbiamo lavorato tanto con le punte – ribatte Cascione – e cercato di metterle nelle condizioni di rendere al meglio. Possiamo contare le palle gol nitide degli attaccanti: sono state tante, in tutte le partite giocate. A Sant’Angelo abbiamo avuto quattro chance pulite e segnato un solo gol, idem a Gorgonzola con un legno e un gol annullato. A Prato lo stesso, però in quei casi abbiamo trovato il gol e oggi no. L’unico problema è questo, il gruppo è compatto e non ci sono problemi personali o di altra natura. Noi lavoriamo tutti i giorni sotto l’aspetto mentale e quello tattico, cercando di invitare i centrocampisti di inserirsi in area, ai terzini di accompagnare sulle fasce. Nel calcio di oggi, soprattutto in questa categoria, bisogna vincere i duelli, le partite si decidono lì».

Per la prima volta il tecnico ha schierato Barbuti e Ortolini insieme dal primo minuto, pur senza ottenere i risultati sperati: «La scelta di due punte davanti la rifarei – dice l’allenatore della Pistoiese. Ho scelto loro due perché Ortolini è capace di giocare spalle alla porta e Barbuti ad attaccare lo spazio. Purtroppo l’errore è stato cercarli poco, abbiamo scelto più volte la soluzione del cross dalle fasce laterali, mentre ai ragazzi avevo chiesto di giocare per vie centrali proprio per aggirare la densità fatta dalla Bagnolese. Il cambio di Sighinolfi dopo 35 minuti? Ho visto un calo di concentrazione di personalità. Dopo i primi minuti Christian ha cominciato a fare scelte semplici senza rischiare la giocata, preferendo il passaggio indietro al dribbling. A maggior ragione dopo l’espulsione avevo bisogno di un giocatore tra le linee perciò ho scelto Boccardi. L’arbitraggio? Disastroso, difficile aggiungere altro. Nel primo tempo c’era rigore su Mehic e l’espulsione di Benassi mi è parsa molto dubbia. Il direttore di gara si è complicato la vita da solo fischiando una miriade di falli, purtroppo a volte si trovano arbitri che vogliono dimostrare di avere polso ma in realtà creano soltanto problemi».

Michele Flori
Michele Flori
Nato nel 1999, studia attualmente scienze politiche. Amante del calcio e delle statistiche, non perde mai l'occasione di passare la domenica sui campi da gioco del territorio pistoiese.

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