Luca contro Matteo: Forlì-Pistoia è anche la sfida dei Pollone

I fratelli Pollone per la prima volta da avversari in un match ufficiale. A raccontarci la loro storia è Federico Danna, ex responsabile del vivaio di Biella

Domenica all’Unieuro Arena di Forlì si sfideranno i padroni di casa e Pistoia. Il match tra due delle capolista del girone rosso sarà anche l’occasione per la prima sfida in carriera da avversari per Matteo e Luca Pollone, fratelli che fino ad oggi non si sono mai affrontati da rivali in gare ufficiali. Per farci raccontare qualcosa di più sulla storia cestistica dei due fratelli abbiamo chiesto a chi li ha fatti arrivare nel basket dei grandi, ovvero coach Federico Danna, oggi allenatore nel settore giovanile di Varese Academy, ma ex responsabile del settore giovanile di Biella da dove i fratelli Pollone hanno dato la scalata all’A2.

«Se tutti i ragazzi e i giocatori fossero come i fratelli Pollone – esordisce Danna – tutto sarebbe più semplice su parquet». Parole al miele, per Matteo e Luca, da chi li ha visti crescere, fino a diventare dei giocatori in grado di debuttare in prima squadra e poi costruirsi una carriera in A2. E se la loro carriera è decollata, il merito è anche del coach piemontese che li ha scovati e portati all’ombra del Mucrone. «Luca, il più grande, lo vidi ad un camp a Vercelli e lo portai a Biella. Per due anni ha fatto avanti e indietro tutti i giorni tra le due città, senza mai saltare un allenamento. Preciso, era anche un eccellente studente oltre che un forte giocatore». E proprio grazie al fratello più grande, a Biella è arrivato anche il più piccolo. «Matteo – racconta ancora l’ex responsabile del settore giovanile dei rossoblu – veniva a veder giocare suo fratello, lì lo abbiamo conosciuto. Lui però è approdato direttamente in foresteria. I Pollone hanno una famiglia super, il merito è anche dei genitori che gli hanno dato grande autonomia e gli hanno permesso di provare a inseguire i loro sogni, senza che trascurassero gli studi». Passando agli aspetti più tecnici, coach Danna tratteggia i due fratelli che ha visto crescere sul parquet del Biella Forum: «Luca ha più fisico e potenzialmente forse è un po’ più forte se devo dare un giudizio di merito. Matteo invece ha una grande determinazione e una grande personalità, non si faceva mettere sotto da nessuno, neanche a 13-14 anni quando era più piccolo. Hanno fatto una grandissima strada, sono felice che giochino entrambi a buon livello e sono sicuro che continueranno a migliorare perché la loro arma non è il talento vero ma piuttosto la dedizione e il lavoro».

Deus ex Machina della fucina di talenti venuti fuori dal settore giovanile di Biella, Federico Danna ha lanciato anche un altro biancorosso, Carl Wheatle, di cui svela la storia con cui è approdato in Italia e anche un episodio degli esordi, quando della nostra nazione non voleva già più saperne nulla. «Ero a Praga con mia moglie, un po’ facevamo i turisti e un po’ seguivo il Mondiale Under 19. Lì, l’ex Biella Daniele Baiesi, ai tempi scout per i Pistons e oggi direttore sportivo al Bayern Monaco, mi ha presentato il procuratore serbo Marko Jelic, che il giorno successivo mi avvicina per parlarmi di un suo ragazzo inglese, Carl Wheatle. Decido di andare a vederlo giocare fino a Sarajevo, agli Europei B Under 16 e ci vado insieme al caro e compianto amico Gabriele Fioretti, con un viaggio di ritorno epico per le disavventure avute nello scalo a Istanbul. Così, portiamo Carl a Biella, ma dopo dieci giorni voleva già tornarsene a Londra e non sentiva ragioni: per convincerlo a restare dovetti far venire sua mamma in Italia e lei riuscì fortunatamente a fargli capire che quello era il posto giusto per lui». E anche sull’ala inglese coach Danna spende parole splendide, come solo un mentore può fare: «Non capisco cosa ci faccia ancora in A2 Wheatle, per me vale l’A1. Parliamo di un giocatore forte e di un ragazzo d’oro: gli auguro che possa tornare nella massima serie con Pistoia o con un’altra squadra perché se lo merita davvero e vale quella categoria».

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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