Dal «Ci sentiamo competitivi» di Origlio al «Sento parlare fin troppo di crisi» di Barsotti: le voci al termine del derby vinto dalla Gema
Al termine del derby vinto dalla Gema abbiamo ascoltato gli umori dei due coach. Entrambi pacati, sanno l’importanza di questa gara, ma sono consci che la stagione è comunque lunga.
LA ZONA DI ORIGLIO
«Prima di tutto voglio dare un forte abbraccio a Carpanzano» esordisce così coach Origlio «perché il primo pensiero va a lui. Ritengo fantastica infatti l’accoglienza che il pubblico di Montecatini ha riservato in suo onore. Certo, da un punto di vista tecnico è stata una partita brutta, ma il pathos del derby la rendeva affascinante. Avevamo addosso non solo gli occhi di Montecatini, ma quelli di tutta l’Italia baskettara»
« Parlando della gara il primo commento va alla fase difensiva: «La zona? Credo che in questo momento stiamo trovando spunti interessanti in queste gare e ci stiamo identificando in questo modo di fare pallacanestro. Ciò ci rende contenti e ci permette di essere competitivi in un campionato molto difficile. Savoldelli? Pur senza di lui abbiamo interpretato benissimo le letture degli Herons. La mia pallacanestro d’altronde non è mai concentrata su un solo giocatore in attacco perché cerco sempre di responsabilizzare tutti»
«Contro Piombino più che i soli 55 punti pesarono le 25 palle perse, ma è se è stato uno schiaffo credo che la squadra l’abbia ampiamente preso e ridato agli avversari. Questo è un girone non facile, non ci sono gare già vinte prima di partire e mi pare che questo sia evidente con i risultati di ogni turno».
CRISI? QUALE CRISI?
«Non capisco perché in tutta la settimana si son cercati di cercare nessi negativi in questa gara. La città ha risposto in modo spettacolare con 1300 tifosi: sarei curioso di sapere quanti palazzetti riescono ad avere cifre del genere» apre così Barsotti. «Noi non siamo una squadra costruita per vincere il campionato quindi non capisco questa ventata di sfiducia dopo il ko di Piombino in una condizione fisica penosa tra infortuni e vari malanni»
«Certo, sembra che tutto vada male. Se si va però a vedere i dettagli si vede che è una gara decisa da episodi. Potevamo portarla a casa perché bastava un’azione diversa in un certo punto o un briciolo di lucidità in un altro momento. Questi ragazzi si impegnano, danno il massimo, ma sebbene facciano errori banali ci sono ancora 25 gare. Manca anche il nostro giocatore collante come Carpanzano che ha vissuto una vicissitudine tragica e questo lo stiamo pagando oltremodo nella serenità e nella sicurezza».
«Non siamo stati assistiti dalle percentuali e in qualche episodio siamo stati veramente sfortunati. Non possiamo condannarci in questa fase per questo, ma devono essere esperienze che ci aiutano a migliorare. Come ho già detto a Piombino l’errore non è sbagliare, ma non imparare dagli errori. Un rimprovero? Troppo morbida la difesa nel terzo quarto, ma se Guerra mette una bomba da 8 metri bravo lui. Ai miei ragazzi ho poco da rimproverare»




