Gema, a tu per tu con l’uomo derby Tommaso Molteni

Dopo esser stato il migliore nel derby di marzo – anch’esso vinto dalla Gema – Molteni è risultato l’MVP anche nel successo dell’ultimo turno

Con il derby vinto alle spalle e con una grande sfida come quella di Legnano all’orizzonte abbiamo voluto fare due chiacchiere con Tommaso Molteni, play-guardia della Gema Montecatini. Protagonista riservato del roster di coach Origlio, la sua tripla arrivata a 30 secondi dalla fine ha ribaltato l’unico brevissimo vantaggio degli Herons in un match stradominato da Marengo e compagni.

«Quando ti rendi conto che hai segnato il canestro decisivo dentro di te hai subito grande contententezza anche se lì per lì non lo realizzi» conferma Tommaso. «Eravamo solamente andati sopra di due e non ho pensato ancora alla vittoria, ma ad andare di là e difendere. Alla fine però ciò che mi ha “moralmente” riempito è stata la festa dei nostri tifosi al fischio finale: lì ho capito di aver fatto una grande cosa»

L’UOMO DERBY

23 anni, 188 cm d’altezza. Questo è Tommaso Molteni che dopo aver vestito la maglia di Cantù («Il mio primo amore»), di Piombino, Bisceglie e Teramo, dall’estate del 2021 indossa quella della Gema Montecatini. E quello di domenica scorsa non è il primo derby che ha deciso dato che anche nel derby di marzo risultò decisivo con i suoi 31 punti

«Fu una grandissima emozione realizzare così tanti punti in un’atmosfera meraviglioso nella prima assoluta di un derby però già molto sentito. Fu la mia prima volta da professionista che sfoderai una prestazione del genere. Eravamo contati con 6-7 giocatori in un momento di difficoltà e la vittoria nel derby ci dette ancor più linfa. Anche se ormai quella partita è solo un bellissimo ricordo…».

Infatti è ora di pensare al presente e ad una stagione ancora tutta da scoprire…

«Potrebbe essere ancora prematuro parlarne, ma abbiamo già dimostrato che tipo di squadra siamo. Possiamo vincere con tutti, ma anche perdere con tutti e trovare difficoltà in ogni match. Contro la Pielle abbiamo perso molto di più di quanto meritavamo mentre contro Piombino abbiamo peccato nei troppi palloni persi, pur giocandocela fino in fondo. Le altre sfide vinte non sono state semplici, ma ci hanno dato consapevolezza mentre nel mio caso è aumentata la responsabilità. Speriamo di poter crescere ancora!».

Come ti trovi nella difesa a zona di Origlio?

«Ci stiamo lavorando tanto quindi a mano a mano che si va avanti la stiamo perfezionando, come trovarci, cosa fare e sta andando sempre meglio in generale con tutta la difesa. Con il passare del tempo sta migliorando e speriamo di farla diventare il nostro punto di partenza. Infatti sono sicuro che per noi è più facile vincere una gara su punteggi bassi che 100 a 94».

«Le altre squadre? Ancora si può parlare soltanto sulla carta con le due di Livorno, Legnano e Vigevano che vedo un po’ più avanti. Anche Piombino è una squadra da prendere con le molle. Tra le formazioni più indietro ci sono Varese anche se ha tanti talenti in squadra. Noi e gli Herons? Sotto le prime quattro sulla carta: credo finiremo nel gruppo di quelle medio-alte».

«Rispetto allo scorso campionato Gema ed Herons sono sicuramente meno protagoniste, ma non meno interessanti. Loro hanno mantenuto l’identità di squadra aggressiva e fisica che pressa dal primo minuto, ma con la cessione di Radunic sono più dinamici rispetto al finale di campionato. Detto questo, è sempre tosta affrontarli! Noi invece siamo meno sotto pressione rispetto alla C Gold, con un mix di giocatori giovani ed esperti che si sono già ben amalgamati nonostante i solo 4 riconfermati».

IL PROSSIMO IMPEGNO

«Sabato andremo a Legnano ad affrontare una squadra forte che però non sta passando un bel momento. L’infortunio di Mazzantini si fa sentire, ma son sicuro che con il passare delle partite torneranno a primeggiare. Noi? Dovremo continuare a giocare così, con una certa “leggerezza” tra il difendere bene e lo stare attaccati alla partita senza dimenticarci il giocare per vincere. Contro Livorno questo è stato il segreto. Poi quando nel riscaldamento eravamo venuti a sapere dell’infortunio a Savoldelli così ci siamo compattati e vinto per lui!».

Ma alla fine, cosa fa Tommaso Molteni al di fuori del parquet?

«Sono fidanzato da alcuni anni con una ragazza di Cecina, conosciuta quando giocavo a Piombino. Inoltre sto per laurearmi nella triennale di scienze motorie, ma non ho tempi morti. Sia quest’anno che lo scorso ho la fortuna di avere nello spogliatoio un gruppo formidabili che ci permette di creare un’ottima sinergia anche al di fuori del parquet. L’importante per noi è continuare a divertirci: fino a quando non verrà meno questo grande rapporto che ci lega tutti sapremo di aver dato il massimo!»

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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