Pistoia chiude l’anno contro Ravenna, penultima forza del girone

Solo tre successi per l’OraSì Ravenna, che a Pistoia si affiderà all’esperienza di Anthony e Lewis per provare ad arginare la GTG

Obiettivo salvezza per l’OraSì Ravenna che vuol mantenere l’A2 in una stagione comunque di forte ridimensionamento. Coach Lotesoriere, architetto delle tante vittorie conquistate durante l’ultimo campionato dai giallorossi, terminato con la semifinale di Coppa Italia e quella nei playoff, oltre al terzo posto nel girone rosso in stagione regolare, ha il suo bel da fare con la squadra al penultimo posto, forte di appena sei punti conquistati. In trasferta i giallorossi non girano e sin qui hanno rimediato solo ko. I fari della squadra sono l’asse play-pivot americano composto da Anthony e Lewis, entrambi debuttanti in Italia, e il veterano Musso. A inizio mese è stato aggiunto Tommaso Oxilia, recuperato dopo un lungo infortunio.

IL QUINTETTO

Il giocatore più talentuoso della squadra è il play americano Kendall Anthony. Regista tutto fosforo, a dispetto dell’altezza (172 centimetri dichiarati) sul parquet sa come farsi valere e lo dimostra anche la sua lunga carriera. Prodotto di Richmond University, 29 anni, ha giocato anche in Repubblica Ceca, Turchia, Brasile, Israele e Francia, ora Ravenna dove segna 13,6 punti a cui vanno aggiunti anche 4,3 rimbalzi in 33,9’. L’altro straniero è il centro statunitense 33enne Wendell Lewis. Libano, Georgia, Bulgaria e nella seconda parte dell’ultima stagione anche Portogallo. Adesso è il miglior realizzatore dell’OraSì, con 15,4 punti in 29,5’, senza dimenticare i 7,8 rimbalzi. Nel pacchetto italiani esperienza e qualità sono garantite da Bernardo Musso, italoargentino veterano dei palazzetti nostrani. Nell’ultima stagione era a Chiusi, mentre in maglia giallorossa fattura 14,6 punti, 3,6 assist e altrettanti rimbalzi in 31,6’. Come guardia titolare c’è Federico Bonacini, ex Rieti, Trapani e Piacenza, approdato in Romagna in estate e autore di 11,2 punti e 4,6 rimbalzi in 28,5’. Completa il quintetto titolare Danilo Petrovic (8,5 punti e 3,6 rimbalzi in 28,1’), lungo serbo naturalizzato italiano, classe ’99, con già alle spalle parecchi campionati di A2 (Virtus Bologna, Montegranaro, Forlì, Cento e Ferrara).

LA PANCHINA

Il sesto uomo, di lusso, è Tommaso Oxilia, aggiunto a inizio mese dopo essere tornato a vestire ancora i colori dei romagnoli già indossati anche nelle ultime due stagioni. Reduce da uno stop di sei mesi (lesione ai legamenti del menisco nel ginocchio sinistro), in 4 gare porta in dote 2,5 punti in 15,5’. Dalla panchina si alza il play Nicola Giordano, 2003 che a dispetto della giovane età si è già messo in mostra in questo campionato sin dal 2018 con le divise di Roseto, Stella Azzurra Roma e Orzinuovi. A Ravenna mette insieme 3,8 punti in 14,9’. Il primo cambio dei lunghi è il 2002 Vittorio Bartoli, arrivato da Capo d’Orlando e importante con i suoi 6,2 punti in 16,9. Nel roster giallorosso trovano minuti e responsabilità anche l’esterno 1998 Pietro Bocconcelli (0,5 punti in 8,5’), reduce da buone stagioni in B con Legnano, Sangiorgese e Padova, ed il lungo del 2003 Ivan Onojaife (1,5 in 8,2’), approdato in Romagna dopo aver difeso per due stagioni i colori della Libertas Livorno in B.

IL COACH

In panchina c’è il tecnico pugliese, classe 1986, Alessandro Lotesoriere. Chiamato la scorsa estate a ricoprire il ruolo lasciato libero da Massimo Cancellieri, per lui è stato un ritorno a Ravenna, dove era già stato come assistente dal 2015 al 2019. Sulla panchina dell’OraSì ha fatto molto bene, conducendo la squadra alle semifinali di Coppa Italia e alla semifinale playoff, dopo aver chiuso al terzo posto nel girone rosso in stagione regolare. Nelle due annate precedenti era stato il vice di Antimo Martino alla Fortitudo Bologna e alla Pallacanestro Reggiana in A1.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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