Da questa stagione a Chieti, l’ex biancorosso Martino Mastellari non nasconde le proprie emozioni: «Tornare a Pistoia è uno dei miei sogni»
Lasciare casa ad appena 18 anni per inseguire un sogno può essere tanto emozionante quanto spaventoso. Allontanarsi da casa, famiglia e amici può avere risvolti pesanti nell’animo di un ragazzo così giovane. Se si arriva nel giusto ambiente però, una simile esperienza può cambiarti la vita. Garantisce Martino Mastellari.
Arrivato a Pistoia nell’estate del 2014, il bolognese classe 1996 fu inizialmente aggregato all’U19 biancorossa prima dell’esordio in prima squadra nel corso del suo primo anno di A1. La seconda stagione fu il decisivo trampolino nel mondo dei grandi, facendo parte di quella squadra di eroi che ottenne il sesto posto in regular season e la qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia guidata da coach Vincenzo Esposito.
«A Pistoia ho vissuto i due anni più belli della mia vita. Ero un ragazzino, appena uscito di casa, vivevo con i miei coetanei e il gruppo dell’U19 era forte. Eravamo tutti molto uniti, ci allenavamo spesso con la prima squadra allora in Serie A e ci divertivamo un sacco. Il primo anno perdemmo lo scudetto U19 di un solo punto con Biagini in panchina e una settimana dopo invece vinse l’U17 il proprio titolo di categoria. Tutti eventi utili alla mia crescita personale. I due anni più divertenti in assoluto».
DUE ANNI COLMI DI RICORDI
Quest’anno tra le fila della Mokambo Chieti, Mastellari ha fatto ritorno al PalaCarrara per la gara d’andata dell’attuale campionato di A2. Un’occasione per rivedere tanti volti cari e rispolverare vecchi ricordi di due annate indimenticabili.
«Giocare contro Pistoia è sempre molto bello – ha detto -. Rivedo un sacco di persone che conosco, con cui fare due chiacchiere. Quando sono venuto al PalaCarrara con tutte le chiacchiere che ho fatto non sarei dovuto scendere in campo (ride ndr). Una partita che per me racchiude tanto affetto. Affetto per la società, la squadra e i suoi colori. Mi fa sempre tanto piacere giocarci contro. Due anni davvero bellissimi in cui si sono incastrate un sacco di belle cose. Il primo anno il gruppo dell’U19, il secondo il gruppo della prima squadra in A1 con il quale praticamente vincevamo sempre. Eravamo molto affiatati, stavamo tanto assieme e non ci si annoiava mai. C’era sempre un pretesto per trovarsi, fare una cena o banalmente passare ore a parlarci e ridere negli spogliatoi. Anche l’ambiente in campo era bellissimo, fu un anno strepitoso».
Quasi 10 anni dopo, sono rimasti intatti molti rapporti e tanti possono dire di aver visto un ragazzo crescere e diventare uomo.
«Con tante persone di quegli anni mi ci sento ancora. Tutti mi ricordano che quando mi hanno visto a quel tempo ero un ragazzino. Mi hanno visto crescere e ogni volta che torno, come accaduto questa stagione che ho 26 anni, per tutti è uno shock. Mi chiamano bambinello o meglio ancora pischello».
IN GIRO PER L’ITALIA
Conclusa l’esperienza a Pistoia, per Mastellari ha avuto inizio un peregrinaggio per tutto lo Stivale con il ritmo di una squadra cambiata ad ogni stagione. Ferrara, Brescia, Montegranaro, Napoli, Orzinuovi, Mantova e da quest’anno Chieti. Un tour divenuto col tempo faticoso per la guardia felsinea, oggi a 27 anni alla ricerca di una dimora fissa.
«Ultimamente mi sono un po’ stancato di cambiare ogni anno città e di non sapere dove giocherò l’anno successivo – ha ammesso sinceramente -. Se trovassi un posto dove stare per un po’ di anni rimarrei volentieri. L’unica volta che l’ho trovato, ovvero alla Poderosa Montegranaro, l’anno seguente la società è fallita… Per il futuro due dei miei sogni sono quelli di tornare a casa e giocare a Bologna o di tornare a giocare a Pistoia. Questo perché in Toscana sono stati i miei primi due anni lontano da casa ed è stata un’esperienza incredibile».
L’ESPERIENZA A CHIETI
Dall’estate scorsa alla Mokambo, Mastellari sta viaggiando ad una media di 22 minuti per partita con 8,7 punti e ottime statistiche al tiro. Con il 45% da 2 e il 30% da 3 è infatti tra i migliori marcatori della propria squadra.
Una città e un ambiente che lo ha accolto bene fin da subito, rivelandosi positivo per tanti aspetti eccezion fatta, giunti a tre giornate dal termine, per i risultati sportivi di squadra.
«Chieti si è dimostrata una piazza molto calda – ha raccontato -. I nostri risultati sportivi di inizio stagione purtroppo non hanno contribuito a creare grande entusiasmo attorno alla squadra. Adesso che siamo in un periodo di ripresa, al palazzetto viene tanta gente e il tifo si fa sentire parecchio. Ovviamente una cosa molto positiva per noi. Inoltre dopo gli anni di Covid senza tifoserie l’affluenza sta tornando verso la normalità. L’esperienza è fin qui molto buona. Si vive bene, la società è tranquilla e piena di ottime persone».
L’inizio complicato di Chieti si riflette nel probabilmente solo momentaneo ultimo posto occupato nel Girone Rosso ma la squadra abruzzese è in grande ripresa nell’ultimo mese. Sono ben 3 le vittorie nelle ultime quattro giornate tra cui spicca l’ultimo trionfo ottenuto allo scadere contro una corazzata come Udine. Proprio per questo tipo di gare è lecito credere che qualche risultato favorevole in più sarebbe potuto arrivare.
«Sicuramente avremmo meritato qualcosa di più. Abbiamo lasciato davvero tanti punti in giro. Sarebbero bastate 2-3 vittorie in più per essere molto più tranquilli. Abbiamo pagato caro l’inizio di stagione, quando per certi aspetti la squadra era più inesperta. Adesso dopo aver lavorato questi mesi assieme si vede il potenziale di questo gruppo. C’è da considerare la giovane età del roster, io con 26 anni ero il terzo più “vecchio” ad inizio stagione».
Un roster giovane e talentuoso tra le cui fila figurano anche giocatori esperti e di qualità come Andrea Ancellotti, Darryl Jackson e l’ultimo arrivato Terrence Roderick.
«Da noi ci sono giocatori molto interessanti, ad esempio Saverio Bartoli. Secondo me un play davvero molto forte che nei prossimi anni giocherà sempre in squadre per vincere il campionato. Come spesso gli dico credo possa anche tranquillamente fare un’esperienza in A1. Per il resto gli stranieri sono molto solidi. Abbiamo avuto la sfortuna che Vrankic si sia fatto male e con Roderick al suo posto abbiamo dovuto ritrovare gli equilibri. Ora che però li abbiamo nuovamente siamo in gas».
A CHIETI ARRIVA PISTOIA
Archiviato il successo con Udine, per Chieti è tempo di pensare al secondo impegno casalingo consecutivo. Al PalaTricalle arriva la seconda forza del Girone, quella Pistoia con la quale all’andata fu battaglia vera e tirata fino alla fine.
«Non credo sarà una partita tanto diversa rispetto a quella dell’andata. L’indole delle due squadre è sempre la stessa, entrambe hanno una identità ben definita. Ultimamente anche noi abbiamo alzato molto la difesa, stiamo subendo molti meno punti. Credo come il match dell’andata sarà una partita dal bassissimo punteggio. In questo momento Pistoia è un’isola felice dell’A2 italiana – ha proseguito -. Si vede che è un gruppo sano, hanno mantenuto tanti punti fermi dall’anno scorso. Stanno cercando di costruire qualcosa e quando a questo ci unisci gli ottimi risultati che stanno ottenendo sai che affronterai una squadra dalla grande organizzazione».
TRE GARE DA VINCERE
Oltre a Pistoia, sulla strada della salvezza Chieti troverà un’altra big come Cento e la sempre pericolosa Nardò. Il tutto in uno scenario modificato dall’esclusione al campionato di Ferrara. Una classifica talmente corta che con un filotto la compagine abruzzese potrebbe salire fino alla zona play-off.
«Le tre gare da qui alla fine saranno tutte importantissime per noi. In un ipotetico tre su tre, considerando il caso Ferrara, per assurdo potremmo addirittura chiudere al nono posto. Avendo vinto anche con Udine adesso guardiamo alle prossime avversarie con molta più possibilità di batterle. Arriviamo da vittorie buone, siamo su un’onda positiva. Poi non si può mai sapere, essendo a fine stagione puoi trovare squadre più forti come Cento o la stessa Pistoia più stanche, magari con la testa in parte già ai play-off».
Oltre alle proprie forze non guasterebbe una mano dalla dea bendata, soprattutto dopo aver dovuto incassare tanti duri colpi nella prima parte di stagione.
«Noi siamo in mano anche al destino per certi aspetti. Dobbiamo sperare che si incastrino una marea di risultati a favore. Se poi gli incastri dovessero essere quelli giusti per noi sarebbe una vittoria enorme. Abbiamo fatto tanta fatica quest’anno, ingoiato tanti bocconi amari. Arrivare a fine regular season e vedere che il nome della tua squadra è al nono posto e hai la chance di giocare i play-off sarebbe una soddisfazione incredibile».
PISTOIA TRA LE FAVORITE
Umore totalmente opposto in casa Pistoia la quale, dopo aver ottenuto la qualificazione al Girone Giallo, cercherà di preservare il secondo posto dall’assalto della Tramec. Al termine della regular season si aprirà la fase a orologio, una finestra insidiosa per qualsiasi squadra.
«La fase a orologio è una parte ostica della stagione, mal digerita da tanti giocatori. Si arriva già stanchi adesso, avendo giocato un bel po’ di gare e comunque essendosi allenati tutto l’anno, ed ancora devono arrivare i play-off – ha sottolineato -. È una fase delicata. Ti vai a scontrare con squadre che non hai mai affrontato tutte in brevissimo tempo. Ci sono tante informazioni che devi assimilare il più in fretta possibile per poter giocare al meglio. Puoi trovare trasferte molto lunghe a seconda degli incroci. Secondo me chi esce bene specialmente a livello fisico dalla fase a orologio poi ha le migliori chances di arrivare fino in fondo ai play-off».
Nel caso specifico di Pistoia, per l’ex Mastellari, è molto probabile vedere i biancorossi già in lizza per la promozione quest’anno. Un grande salto che se rimandato potrebbe comunque arrivare nel giro di un paio d’anni.
«Secondo me Pistoia quest’anno si giocherà almeno la semifinale se non la finale, anche considerando il retaggio del gruppo. Sono sicuro che nei prossimi due anni punterà senz’altro a tornare in A1».



