A tu per tu col preparatore Luca Tasselli: «Pistoia ambiente di crescita ideale»

Luca Tasselli, preparatore atletico del Pistoia Basket, racconta la sua esperienza in biancorosso, con focus sulla preparazione stagionale

Non c’è stata una gara quest’anno, in cui al principio o al termine, se non entrambe le volte, l’avversario di turno del Pistoia Basket non abbia evidenziato l’eccezionale intensità dei ragazzi di coach Brienza.

Un livello atletico e fisico che ha radici lontane, figlio di una preparazione estiva accurata e di un programma di allenamenti altrettanto attenti. Merito dello staff tecnico biancorosso ed in questo caso particolare del preparatore atletico Luca Tasselli.

UNA PASSIONE PARTITA DA LONTANO

Una passione per la cura dell’attività fisica alla quale Tasselli ha unito quella per lo sport. Terminato il percorso universitario, il preparatore pistoiese si è addentrato nell’ambiente della palla a spicchi passando da Montale, Monsummano e Quarrata. Tutte esperienze propedeutiche al grande salto.

«Ho iniziato il percorso di scienze motorie proprio per arrivare un giorno ad essere preparatore atletico nello sport professionistico – ha raccontato -. Finita la triennale e la specializzazione mi sono affacciato al mondo della pallacanestro. Terminate alcune esperienze positive è poi arrivata l’opportunità di entrare nel Pistoia Basket. Il primo ruolo è stato quello di assistente preparatore, prima di diventare poi primo preparatore, ruolo che svolgo da due anni».

Un lavoro svolto per circa 10 anni, durante i quali non ha mai smesso di aggiornarsi e crescere professionalmente.

«Il corso di laurea ti apre tante strade ma quando decidi di entrare nel mondo sportivo ci sono tanti corsi di specializzazione da affrontare. In questo momento sto per terminare il corso nazionale di preparatore fisico previsto dalla Federazione Italiana Pallacanestro. L’aggiornamento è alla base del lavoro, tanto sulle tecniche che sulle tipologie di lavoro»

Non solo però grande conoscenza dei metodi di allenamento di squadra. Un bravo preparatore deve altresì aver chiaro quali siano le migliori metodologie di lavoro per ogni singolo atleta, sfruttando le diverse caratteristiche fisiche di ognuno.

«Negli ultimi anni sta diventando sempre più importante il lavoro personalizzato. Anche se lavori con una squadra diventa fondamentale cercare di tarare il più possibile i carichi di lavoro sul giocatore e le sue caratteristiche. Al contempo è inevitabile dover considerare il periodo della stagione in cui uno si trova. Si parte sempre dall’analisi della struttura fisica del singolo, per capire i suoi bisogni, e in seguito si passa al suo stato di forma nel momento attuale».

L’AVVENTURA AL PISTOIA BASKET

Giunto a Pistoia nell’estate del 2019 in contemporanea all’arrivo sulla panchina di Pistoia di Michele Carrea, Tasselli affronta quest’anno la sua quarta stagione in via Fermi. Un’avventura iniziata da assistente di Francesco Bruni, socio col quale ha fondato il JClub, prima di prendere in mano le operazioni da primo preparatore della squadra.

«Mi sono approcciato da assistente del precedente preparatore atletico, una persona dalla quale tutt’ora imparo ancora molto – ha ammesso -. Da quando sono arrivato lo staff si è modificato solo in parte. All’inizio il coach era Carrea con Fabio Bongi allenatore in seconda, la restante parte è rimasta la stessa. Posso dire di essere cresciuto assieme a loro».

All’inizio della scorsa stagione, con l’avvento di Nicola Brienza sulla panchina biancorossa, Tasselli ha effettuato così lo step successivo.

«Quando si è paventata l’opportunità di diventare il primo preparatore è stato decisivo il fatto di avere un forte rapporto con tutti i membri dello staff. Nicola credo sia uno dei migliori allenatori possibili dal punto di vista della crescita personale di ognuno. Il gruppo si è coeso ancora di più e ciò sta alla base di un ottimo lavoro quotidiano. Un primo bilancio di queste quattro stagioni non può che essere positivo, sono cresciuto personalmente e professionalmente. Spero di continuare ancora su questa linea».

LA FORZA DEL GRUPPO

Da sottolineare tra i punti chiave della fin qui ottima stagione di Pistoia è proprio la forza del gruppo. Un’unione visibile tanto sul parquet quanto nello spogliatoio.

«Lo staff lavora quotidianamente in un contesto di reciproca fiducia. Ognuno riesce ad esprime al massimo le proprie potenzialità. Credo sia il massimo in qualsiasi ambiente lavorativo. Ci tengo a sottolineare l’importanza all’interno dello staff anche di Leonardo Natali, il fisioterapista, e di Andrea Tronconi, un punto di riferimento per tutti, oltre ovviamente a Brienza, Angella e Della Rosa. Si è creato un grandissimo gruppo di rapporti umani oltre che di lavoro. Una coesione impressionante è visibile anche tra gli stessi giocatori. È rimasto un gruppo storico, il collante della squadra. Sono fondamentali nell’accogliere i nuovi ed è davvero piacevole lavorare in un contesto simile».

L’INCREDIBILE INTENSITÀ DI PISTOIA

Se Pistoia sta ottenendo risultati formidabili in questa stagione, tanto lo deve anche ad una forma fisica invidiabile. Una squadra capace di mettere sul parquet un’intensità unica, base sulla quale coach Brienza ha potuto lavorare tecnicamente esponendo la sua idea di gioco. Livello fisico frutto di un’ottima preparazione estiva e di studiati allenamenti.

«Le stagioni oramai le devi considerare settimana per settimana – ha spiegato Tasselli -. Dall’inizio fino a marzo la squadra ha viaggiato su livelli di intensità altissimi. Le due soste ci hanno permesso di rilassarci fisicamente e mentalmente, dopo esser stati sul pezzo tutti i giorni da agosto. La preparazione anche per la prossima fase sarà questa lunghezza d’onda. Non considereremo i cosiddetti richiami di preparazione, aumentando i carichi di lavoro, ma cercheremo piuttosto di ridurli per aumentare invece l’intensità».

Un ritmo forsennato in grado di annichilire la maggior parte delle avversarie, mantenuto per tutto l’anno. Un livello ottenibile soltanto grazie ad una unità di intenti.

«Vi sono una serie di fattori – ha ammesso -. Alla base un gruppo di giocatori con grandissima disponibilità e predisposizione al lavoro. La voglia di sacrificarsi è imprescindibile per raggiungere certi obiettivi. Da un punto di vista della programmazione fisica si è cercato sempre di andare a braccetto con quella tecnica. Brienza in questo è eccezionale, la comunicazione su questo fronte è sempre apertissima. La direzione comune è stata sempre la stessa, tanto in sala pesi quanto sul campo, con l’idea di creare i giusti presupposti per affrontare le partite. Non sempre ciò è possibile chiaramente, essendo una stagione lunga non sempre puoi mantenere una certa intensità per 40 minuti. Con la volontà al sacrificio dei ragazzi però credo sia un obiettivo spesso raggiungibile».

UN CALENDARIO ATIPICO

Dopo aver giocato ininterrottamente dall’estate, i biancorossi stanno affrontando un calendario atipico. Il 19 febbraio la trasferta di Chiusi, due settimane di pausa ed una nuova trasferta a Chieti seguita da due ulteriori settimane di stop prima di affacciarsi ad un tour de force da tre match in appena una settimana.

«L’aver staccato un po’ credo che obiettivamente ci abbia aiutato. Non è facile rimanere sempre al massimo per tutto l’anno. Il rischio poteva essere quello di spezzettare troppo il ritmo partita ma a vedere le ultime settimane di lavoro posso dire che è stato evitato. I ragazzi si sono ripresentati in condizioni ideali per riprendere il lavoro. Stiamo bene e credo ci siano i presupposti fisici giusti per affrontare le prossime tre gare e successivamente la post season».

L’ATLETISMO DEI BIANCOROSSI

Nonostante le numerose avversarie affrontate quest’anno, diventa difficile per lo stesso Tasselli pensare a giocatori più incisivi dal punto di vista fisico degli stessi con cui si trova a lavorare ogni giorno. Pistoia è tra le squadre più forti dell’A2 in questa caratteristiche, potendo contare tra le proprie fila cestisti dalle doti atletiche fuori dal comune.

«Credo che nella nostra squadra siano tanti gli esempi di giocatori in grado di esprimere un potenziale incredibile. Ci riconoscono tutti questo grande atletismo, quindi pur essendocene altri forti nelle altre squadre diventa difficile non nominare Jordon Varnado o Carl Wheatle per esempio. Entrambi hanno grandi caratteristiche di partenza unite alla predisposizione al lavoro. Quando le due cose coincidono il margine per lavorare bene è davvero ampio. Credo sia giusto sottolineare inoltre il gruppo di italiani in generale. Tante volte si pensa subito agli atleti stranieri ma i nostri ragazzi davvero hanno una intensità eccezionale tanto in partita quanto in allenamento».

UNO SGUARDO AL FUTURO

Passando al basket giocato, impossibile non essere soddisfatti per quanto raccolto fin qui dalla Giorgio Tesi Group. La qualificazione al Girone Giallo ha rappresentato soltanto il primo tassello di un puzzle possibilmente ancora più ricco di gioie. Con la post season alle porte è arrivato anche il momento di sognare in grande.

«Non sono un amante dei pronostici, specialmente quando mi coinvolgono da vicino (ride, ndr). L’obiettivo resta quello di fare il meglio possibile. Finora è stato fatto un lavoro eccezionale ma vogliamo continuare a stupire. Continuando a lavorare così potremmo toglierci tante soddisfazioni».

Dal futuro di Pistoia a quello personale, Tasselli non nasconde di avere una forte ambizione professionale. La parola d’ordine per questo e i prossimi anni resta soltanto una: crescita.

«Mi piace tantissimo lavorare nell’ambito dello sport professionistico. A Pistoia mi trovo benissimo ed è casa mia. Per me è un motivo di orgoglio e sono davvero contento. Nell’attività lavorativa però non si sa mai cosa possa riservare il futuro. Il mio obiettivo resta sempre crescere ma ciò non significa farlo lontano da Pistoia. Credo sia giusto non vedersi troppo a lungo in un contesto come stimolo, senza però poi dover davvero affrontare dei cambiamenti. Cercherò sempre di migliorarmi con l’idea di lavorare in un ambiente in cui crescere personalmente».

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