Contro Rimini il Pistoia Basket ha messo in evidenza ancora una volta la grande forza del gruppo, che ora guarda con fiducia al girone giallo
Il Pistoia Basket ha ancora tanta fame e voglia di vincere. E lo ha dimostrato a Rimini, dove in una partita che ai fini della classifica per i biancorossi toscani aveva poco o nulla da dire, la squadra di coach Brienza ha fatto vedere ancora una volta di che pasta è fatta. Un successo, quello in terra romagnola, arrivato in volata, segno della durezza mentale che contraddistingue questo gruppo sin da agosto. E dire che di ragioni per alzare bandiera bianca ce ne sarebbero state parecchie, a partire dal futuro scritto per la Giorgio Tesi Group, certa di partecipare al gironcino giallo con due punti già prima della palla a due del Flaminio, passando per il non utilizzo a scopo precauzionale di Varnado, senza dimenticare poi il passivo pesante della prima metà di gara e le espulsioni in corsa di coach Brienza e del direttore sportivo Sambugaro.
Proprio sui tanti punti incassati nei primi venti minuti e ancor di più sulla reazione vincente della squadra biancorossa nel secondo tempo merita spendere alcune parole. I 54 punti subiti da Pistoia sono un record in questa stagione sui venti minuti di metà gara. Eppure, nonostante la formazione del presidente Capecchi fosse priva del suo giocatore più talentuoso in campo, è riuscita a rialzarsi ed ammortizzare il passivo, riaprendo prima la gara e poi andando anche a vincerla contro un’avversaria che si giocava la certezza di partecipare ai playoff senza dover poi sperare nella qualificazione alla post season durante la fase a gironcini. Merito, ancora una volta, di una solidità difensiva che nei momenti chiave diventa l’aspetto su cui questo gruppo può fare affidamento per ritrovare la strada verso il successo, con un sistema assimilato e performante al punto da dare certezze, energie e fiducia extra con le quali ribaltare le partite.
E poi c’è Copeland, cecchino in grado di vincere la gara a suon di canestri, prendendosi sulle proprie spalle l’attacco biancorosso, proprio nella serata in cui la GTG si specchiava contro il suo recente passato, avendo Rimini tra le sue fila l’ex fromboliere biancorosso Jazz Johnson, uno specialista nel crivellare le retine. E Copeland, ancora una volta, ha mostrato la validità del lavoro portato avanti in primis dallo staff tecnico di Pistoia, con il direttore Sambugaro che con un budget non certo di prima fascia ha saputo pescare un’altra perla rara, mentre gli allenatori biancorossi hanno saputo valorizzarla al punto da farlo diventare uno dei grandi protagonisti di questo campionato. I suoi 33 punti sono l’emblema di come questi ragazzi e questo gruppo riescano sempre a trovare quel che serve alla squadra per vincere, adattandosi ad avversari, contesto e necessità, con soluzioni, spesso vincenti, ad avversità e problematiche contingenti.
Adesso, archiviata la prima e più corposa parte di stagione con un terzo posto nel girone rosso, per altro a pari punti con Cento che resta al momento l’unica squadra ad aver battuto Pistoia sia all’andata che al ritorno, c’è da guardare avanti. Aprile e l’inizio di maggio saranno un tripudio di eccellenze, con le re corazzate del raggruppamento verde, Cantù, Cremona e Treviglio, che sfideranno Pistoia. La base acquisita è il sesto posto assoluto per entrare nella griglia playoff, con l’obiettivo di provare a migliorarlo in queste sei partite, scalando una o meglio ancora due posizioni, per guadagnarsi un accoppiamento più facile nei quarti o addirittura il fattore campo anche in un’eventuale semifinale. Le sfide che aspettano la Giorgio Tesi Group sono quelle che più emozionano e stimolano, rappresentano un palcoscenico prestigioso in cui Pistoia si è ritagliata il diritto di stare a suon di vittorie e che intende vivere con ruolo da protagonista, continuando ad emozionare come ha fatto negli ultimi mesi.
Si parte domenica, in casa, contro Cantù. Una sfida che profuma di Serie A, che riporta alla mente battaglie epiche e festeggiamenti memorabili al PalaCarrara. Ma giocare queste gare non può essere il punto di arrivo, vietato accontentarsi e sedersi: stare tra i grandi vuol dire esserlo e avere l’irriverenza per continuare a stupire tutti, contro ogni pronostico, deve continuare ad essere lo spirito con cui questo gruppo splendido approccia ogni partita, consapevole di potersela giocare con tutti e di avere ancora pagine epiche da scrivere in questa stagione.


