Una partita condotta a larghi tratti ma con diverse sbavature e senza troppe giocate degne di nota: Wheatle e Varnado i migliori
LORENZO SACCAGGI 5,5 (8 punti in 31’). Nell’economia di una gara tiratissima, l’antisportivo a 17” dalla fine pesa. Cantù, con Bucarelli dalla lunetta e Da Ros solo soletto sotto, l’ha chiusa lì. Questione di episodi, certo, decisivi in una gara in cui entrambe hanno fatto fatica specie nel finale ad andare oltre ad un buon catenaccio. Episodi come il canestro sbagliato poco prima in una gara in cui a Sacca non è mancata la grinta ma a volte la lucidità.
ZACH COPELAND 5 (9 punti in 29’). Mancano i suoi punti alla causa biancorossa, mancano le sue giocate in un finale stregato per l’attacco di casa in cui pur cercato dai compagni, non si accende mai. E non è questione del mancato bis dei fuochi d’artificio di Rimini, l’esterno americano paga l’ostica difesa avversaria ma anche una serie di scelte rivedibili (3/12 dal campo e 5 perse). Falsa (ri)partenza, meglio sintonizzare l’orologio.
CARL WHEATLE 6 (10 punti in 33’). Cala alla distanza ed è comprensibile, un po’ perché finora è stato tra i più spremuti di Brienza ed è visibilmente con la spia della benzina accesa, un po’ perché gli avversari lo braccano a vista. I suoi contropiedi, la sua energia spingono Pistoia alla rimonta due volte. Chiedergli di più è dura.
JORDON VARNADO 6 (19 punti in 32’). Altro insostituibile nello scacchiere di Brienza, altro che non può permettersi il minimo errore o una gara “normale” perché ha abituato agli straordinari o comunque al coniglio dal cilindro tirato fuori al momento giusto. In recupero da un infortunio, contro una squadra di alto livello, è il migliore anche se il coniglio stavolta probabilmente era a cercare le uova di Pasqua e non si è fatto trovare.
DANIELE MAGRO 6 (6 punti in 26’). Costretto al super lavoro, il suo minutaggio dopo l’infortunio di Del Chiaro si è impennato nonostante da inizio anno l’intenzione fosse quella di gestirlo e tenere la sua esperienza per i momenti più difficili. In una gara fisica, si fa sentite, tiene botta a rimbalzo (tirandone giù 7) e chiude una gara concreta senza magie ma anche senza sbavature.
GIANLUCA DELLA ROSA 6 (5 punti in 20’). Entra dalla panchina ed è un po’ come quando mettono la Carrà in discoteca, la pista si riempie e ballano anche i muri. Con la carica e una bella tripla (24- 25) spinge Pistoia al primo sorpasso e accende il pubblico. Almeno per un po’.
MATTEO POLLONE 5,5 (3 punti in 14’). Una bella tripla e poco più. La zanzara non punge e ce n’è un gran bisogno.
GABRIELE BENETTI 5 (13’ giocati). Gara tutta in salita, complicata ancor di più dai falli. Incide poco mentre c’è un gran bisogno di allungare le rotazioni.
ALL. NICOLA BRIENZA 6
In settimana è saltato pure il minimo legale per allenarsi, ma nonostante questo Pistoia ha retto l’urto di una Cantù più esperta, lunga e malandrina con tanti giocatori che sanno come far male. Chissà se è più arrabbiato perché alla fine ha perso per gli episodi, per i drink da offrire agli amici del Pianella che con Pistoia non è riuscito a battere o perché il gioco ora si fa davvero duro. Ma è proprio qui che i duri iniziano a giocare.
ACQUA SAN BERNARDO CANTU’
IL MIGLIORE
LORENZO BUCARELLI 7
Insacca i liberi decisivi dopo l’antisportivo, senza tremare di fronte al girone infernale della curva Pistoia. Come tutto il quintetto canturino (specie Rogic, Da Ros, Nikolic più che Baldi Rossi) gioca una gara di grande sostanza.
IL PEGGIORE
DARIO HUNT 5
Nel finale fa di tutto per tenere in gara Pistoia, gettando alle ortiche le caramelle servite dai compagni e sprecando molto. Altalenante come l’utilizzo finora in una squadra in cui non è partito in quintetto, chiudendo con 8 punti e 8 rimbalzi ma anche 4/11 dal campo e 4 perse.
ALL. ROMEO SACCHETTI 6,5
Rispetto all’anno scorso e rispetto alle squadre di Sacchetti, questa Cantù sembra assai più operaia e assai meno spettacolare. A Pistoia ha vinto di misura, ma è sembrata comunque squadra cinica, incisiva e difficile da affrontare.



