Larcianese, la “finalina” con la Sansovino vale il terzo posto nei play off

Nell’ultimo impegno stagionale i viola sfideranno la Sansovino. Dalla difesa impermeabile all’impronta lasciata da Sarri: conosciamo gli aretini

La delusione post sconfitta con la Geotermica è ancora cocente, ma per la Larcianese è già tempo di voltare pagina. Gli uomini di Cerasa, infatti, saranno impegnatidomenica 7 maggio (calcio d’avvio alle 16) allostadio “Santa Lucia” di San Gimignano nella “finalina” play off per il terzo e quarto posto contro la Sansovino (messa ko dal Lanciotto). La posta in palio non è così succulenta come la promozione diretta in Eccellenza, però i viola hanno il dovere di dare il 100% provando a concludere al meglio questa stagione. La vittoria, comunque, consentirebbe al club del patron Carbone di ottenere un miglior piazzamento nella classifica per i ripescaggi, lasciando aperto un piccolissimo spiraglio per il salto di categoria. Andiamo allora a conoscere la squadra aretina, prossima avversaria di Pinto e compagni.

DIFESA ERMETICA

Il modulo prediletto da mister Iacomoni è il 4-3-3, e non a caso questo è stato lo schieramento più usato in stagione. Nonostante il vestito tattico degli aretini faccia pensare ad una mentalità offensiva, il vero punto di forza della squadra è la difesa. In campionato, infatti, la Sansovino ha subito solamente 15 gol, perdendo esclusivamente una partita. La Larcianese dovrà quindi essere brava ad aspettare il momento giusto per colpire, stando parallelamente attenta a non scoprirsi troppo. Questo perché, comunque, anche i numeri offensivi degli arancioblu non sono affatto male: 38 reti messe a segno nel girone D, soltanto 3 in meno rispetto agli uomini di Cerasa.

L’IMPORTANZA DEL GRUPPO

Per una fase difensiva di tale livello serve soprattutto una cosa: cooperazione tra i reparti. Che tradotto significa avere una squadra con la s maiuscola, composta da un gruppo affiatato. Nonostante i tantissimi infortuni patiti durante l’anno (per lo più di natura traumatica), lo spogliatoio è sempre rimasto unito, evidenziando una forza di volontà invidiabile. Forse è proprio questa la caratteristica principale della Sansovino, che anche a detta del proprio allenatore non avrebbe raggiunto certi traguardi senza una rosa così compatta. Lo stesso Iacomoni, infatti, a specifica domanda sui giocatori più importanti, ci ha risposto che non ce n’è uno che spicca sopra gli altri: tutti sono essenziali allo stesso modo, e ognuno di loro ha dato il 100% durante questa stagione.

IN LINEA CON GLI OBIETTIVI

In estate la dirigenza aveva allestito una rosa di alto profilo, composta da giocatori con un certo status. Questo perché l’obiettivo era quello di stare stabilmente fra le prime posizioni. Detto fatto. La Sansovino ha chiuso il proprio campionato da seconda della classe – a cinque punti di distanza dallo Sport Club Asta – andando poi a vincere anche i play off del girone D. La cavalcata degli arancioblu si è conclusa lo scorso week end contro il Lanciotto Campi, ma questo non toglie niente alla grande stagione fatta dagli uomini di mister Iacomoni.

INDIETRO NEL TEMPO

Prima parlavamo di una Sansovino estremamente prolifica e contemporaneamente impermeabile. Ecco, c’è una squadra nella nostra serie A che forse più delle altre rispecchia questa descrizione: la Lazio di Maurizio Sarri. Perché vi portiamo questo paragone? Perché il tecnico classe 1959 ha mosso i primi passi in panchina sedendosi proprio su quella degli aretini. Le sue tre stagioni in arancioblu sono state a dir poco fantastiche, con il passaggio dall’Eccellenza alla C1 e la vittoria della Coppa Italia Serie D nel 2003. Già all’epoca Sarri si distingueva per un atteggiamento prettamente offensivo, seguendo però in modo maniacale anche la fase difensiva. La ricercatezza calcistica della sua Sansovino gli valse il soprannome di “mister 33”, numero che indicava quante soluzioni tattiche avesse brevettato per la squadra.


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