Saccaggi e Copeland fari verso la semifinale in casa Pistoia

In una combattuta gara4 Pistoia si affida a tutti i suoi effettivi per andare in semifinale. Oltre ai già citati, nota di merito anche per Varnado

LORENZO SACCAGGI 7,5 (9 punti in 27’). Dopo l’overtime beffa di gara3 e altri 35’ nel flipper del PalaBanca, Sacca ha deciso che poteva bastare così. Miaschi è stato bravo, lui è stato decisivo, firmando il pass per la semifinale senza ulteriori patemi con due siluri pesanti come il marmo della sua Carrara. Si arrabbia, si sbatte, segna e fa segnare: nel nome di Sacca, Pistoia va avanti.

ZACH COPELAND 7,5 (32 punti in 33’). Lo chiamavano Il trasformista. E Pistoia ormai lo sa, perché non è la prima volta che l’esterno “born in Usa” passa da comparsa a protagonista in 48 ore. Entra nella serie nella serata più importante, gasato probabilmente dalla sfida balistica stile playground che evoca Piacenza. Lui non se lo fa ripetere due volte e tira fuori il California Dream Man che è in lui.   

CARL WHEATLE 6,5 (4 punti in 27’). Carl is in the Air, nel senso letterale del termine, schizzando su buona parte della mole di rimbalzi (11) conquistati da Pistoia. Si prende diverse catapulte piacentine in faccia, rischia grossi coi falli, ma si gestisce e chiude con un’altra gara solida da insostituibile.

JORDON VARNADO 7 (21 punti in 34’). Da Catullo a Mina, sul “ti amo e poi ti odio” a chi ti fa battere il cuore, c’è una lunga letteratura. Lui che il cuore dei tifosi lo fa battere eccome, non fa eccezione: ti arrabbi quando si  accontenta di un tiro senza ritmo o si fa battere a rimbalzo da uno dei lillipuziani che gli girano intorno, ti spelli le mani quando rimedia con la mossa giusta al momento giusto. Genio ribelle.

DANIELE MAGRO 6- (13 punti in 18’). A Piacenza non riesce ad essere quel fattore che era stato a Pistoia, soffrendo le quattro gare ravvicinate e la sfida infinita con Davide Pascolo che lo fa dannare come in gara3. Nonostante l’autonomia limitata, nei minuti che contano gioca lui e la sua esperienza serve.

GIANLUCA DELLA ROSA 6 (22’ giocati). La miccia non si accende (0/3 da tre) e stavolta i fuochi d’artificio li lascia agli altri, impreziosendo però una gara ruvida ed intensa con il delizioso alley hoop per Varnado, tra i canestri più belli dell’allungo decisivo di Pistoia.

MATTEO POLLONE 5,5 (2 punti in 11’). Un bel canestro che dà il vantaggio a Pistoia sulla prima sirena, dopo un inizio faticoso. Potrebbe caricarsi, invece la riscossa della zanzara delle risaie si perde nella nebbia in Val Padana.

ANGELO DEL CHIARO 5,5 (3 punti in 14’). Gioca poco, il gigante è ancora fragile e non rientra dopo un contatto duro. Non è stata la sua serie, nonostante quel gancio ogni volta che si alza faccia malissimo agli avversari.

GABRIELE BENETTI 6,5 (9 punti in 14’). Mano elegante che accarezza la retina, spirito deciso quando si arrampica alla ricerca del rimbalzo perduto come Romeo sul balcone di Giulietta. Il principe azzurro gioca una delle migliori partite da quando è a Pistoia, rilanciandosi verso la semifinale.

ALL. NICOLA BRIENZA 6,5

Esce vincitore da una serie forse più faticosa del previsto, come dimostra anche la combattuta gara4 in cui Pistoia non riesce a sfruttare il vantaggio a rimbalzo ma regge l’urto del corri e tira di casa. Si conquista la seconda semifinale promozione filata con la sfida batticuore con la sua Cantù . Mettiamola così: nel ruolo di Davide contro Golia, lui e i suoi hanno sempre reso al meglio.

PIACENZA – IL MIGLIORE

FEDERICO MIASCHI 7,5

Dice 33 il giovane bombarolo genovese, che ha calato su Pistoia un settebello di triple con la stessa eleganza con cui alle taverne del porto si calano assi e accidenti. Il suo basket sapore di sale, travolgente e appiccicoso, non è bastato ad allungare la stagione di Piacenza che ora dovrà difenderlo da sicuri assalti di mercato.

IL PEGGIORE

KAMEROON MCGUSTY 6-

Parte bene, sembra poter bissare la positiva gara3 invece scompare nella tonnara sotto canestro e non riesce a dare il suo apporto alla squadra.

ALL. STEFANO SALIERI 6,5

Non tutte le dipendenze fanno male: quella della sua squadra per il tiro da tre lo ha portato a giocare alla pari con Pistoia nonostante acciacchi e problemi vari. I valori alla fine sono venuti a galla ma la sua squadra, che non ha mai mollato, merita comunque tanti applausi.

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.

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