Eseguito lo sgombero coatto al Lungobisenzio da parte del Comune di Prato dopo che Paolo Toccafondi si era rifiutato di riconsegnare le chiavi
AGGIORNAMENTO 3 SETTEMBRE
Sembra essere arrivata al capolinea la vicenda riguardante la diatriba intorno allo stadio “Lungobisenzio” di via Firenze a Prato. Come da cronoprogramma, come riporta l’edizione online de Il Tirreno di Prato, nella mattina del 3 settembre si sono presentati i vigili urbani ed i legali del Comune di Prato per provvedere a sfondare i cancelli d’ingresso allo stadio dopo che il 20 agosto scorso, come si può leggere poco sotto, lo stesso presidente del Prato Paolo Toccafondi si era rifiutato di riconsegnare le chiavi dello stadio.
E’ stato così eseguito lo sgombero coatto e adesso il “Lungobisenzio” è tornato ufficialmente nelle mani del Comune di Prato che potrà decidere cosa fare in tutto e per tutto: rimane il grosso dubbio legato a dove il Prato, a questo punto, giocherà le gare del prossimo campionato di Serie D che inizierà il prossimo 16 settembre con i lanieri che sono inseriti nello stesso girone dell’Aglianese.
AGGIORNAMENTO 24 AGOSTO
Tornano a farsi sentire anche i tifosi del Prato, che nelle notte hanno affisso allo stadio – annoso nodo del contendere – tre striscioni a favore del sindaco Matteo Biffoni e, ovviamente, contro il presidente Paolo Toccafondi
Insomma, è sempre più evidente come buona parte della tifoseria appoggi la decisione del sindaco di negare la disponibilità del rinnovato Lungobisenzio al Prato Calcio (o “Toccafondese”, come si legge a più riprese sui social) in seguito alla mancata cessione della società.
Tra i tre striscioni brilla per simpatia quello che recita “Matteo non mollare, dispiace solo per il cane”, con chiaro riferimento al cane da guardia che Toccafondi avrebbe lasciato all’interno dell’impianto dopo la visita dei funzionari del Comune.
I FATTI DEL 20 AGOSTO
Non accenna a placarsi il caos intorno al Prato. Come riportato da Il Tirreno, oggi i funzionari del Comune si sono presentati allo stadio per ritirare le chiavi dal vecchio gestore, ovvero la società biancazzurra: il presidente Paolo Toccafondi si è però rifiutato di consegnarle.
L’ennesimo capito di una storia iniziata mesi fa con le varie trattative per la cessione del Prato, tutte naufragate. A quel punto l’amministrazione – che sulla voce in capitolo è stata irremovibile – ha negato la concessione dello stadio ai lanieri, influendo negativamente sul potenziale ripescaggio in Serie C (poi in effetti rigettato).
E adesso il Prato sarà costretto a prendere parte al campionato di Serie D (primo impegno con l’Aglianese in Coppa Italia, tra l’altro), senza che sia ancora noto dove giocherà le gare interne.





Ho 68 anni, sono nato a vivo a Montale in provincia di Pistoia. Ho vissuto per 21 anni a Prato e da quando avevo 10 anni con mio padre SI andava a vedere la partita casalinga della Pistoiese, quando giocava al Monteoliveto. Quindi capite VOI il mio attaccamento per la maglia arancione. Leggendo l’articolo relativo al campo sportivo del Lungobisenzio di Prato. VISTO IL CAPANILISMO anche pesante che c’è stato tra le due squadre, PERCHE’ la dirigenza della PISTOIESE o chi per esso aprà le porte in segno di amicizia e di vicinanza per le partite che il PRATO non potrà giocare sul proprio campo.
BASTA con questi CAMPANILISMI INUTILI, siamo nel 2018, non siamo più nel Medioevo. Saluti