Una Pistoia affamata e aggressiva mette in crisi Varese per oltre 30′ prima di cadere nel finale. Resta la prestazione ma servirà cinismo
È ancora un mattone nello stomaco il boccone al fiele ingoiato forzatamente nel finale della Itelyum Arena. Una dolce vittoria assaporata fino praticamente all’ultimo giro di orologio e nuovamente sfiorata sull’ultimissimo possesso del match prima di vederla sfumare definitivamente.
Questo il riassunto breve della splendida, per oltre 30′, e poi nera, serata di Varese. Pistoia ha guidato il match dal secondo quarto, ha lottato nell’ultimo periodo ed è dovuta soccombere alla dura legge dell’ex. Nonostante la sconfitta, è restata negli occhi una squadra vera, unita e combattiva. Un preludio, risultato a parte, che fa davvero ben sperare.
VOGLIA, FAME E INTENSITÀ
Ci eravamo lasciati con una Pistoia affamata, fresca dall’aver azzannato anche l’ultima preda in quel di Torino. Ci ritroviamo, a distanza di un’estate, con una squadra dai volti diversi ma la cui aggressività in campo è restata la medesima.
«Questo deve essere il nostro mantra durante tutta la stagione se vogliamo salvarci. Pistoia deve sempre essere più cattiva e più vogliosa degli avversari per portare a casa punti utili a centrare il nostro obiettivo», ha risposto Brienza nel post partita a precisa domanda. Una conferma alle sensazioni avute già nella costruzione del roster, tra le diverse conferme e le caratteristiche atletiche e fisiche dei giocatori arrivati alla corte del tecnico canturino.
A Masnago è andato in scena un primo show delle capacità di Pistoia in questo senso. Difesa aggressiva dal primo al ventiquattresimo secondo, tuffi sui palloni vaganti e attaccanti avversari lasciati a tratti senza fiato. Il marchio di fabbrica di Estra è ben visibile e, con allenamenti e un amalgama crescente, può essere un’arma decisiva anche in questa stagione di Serie A.
UNIONE CRESCENTE
Proprio il raggiungimento di una chimica di squadra è stato tra i temi caldi del pre gara. Pochi i buoni allenamenti fatti nell’arco della preparazione tra infortuni e stop di vario genere capitati a Moore, Ogbeide e soprattutto Jordon Varnado, ancora fermo per la lesione al piede. Nonostante solo una manciata di sessioni dall’arrivo di Basile, il quale ha riportato numericamente la squadra in pari, i risultati appaiono già ottimi. L’impronta dello zoccolo duro italiano è stata subito forte tanto caratterialmente che in termini di apporto nel punteggio (6 punti per ogni azzurro).
Anche i nuovi arrivati hanno già dato la sensazione di essersi integrati al meglio e al netto di qualche ingranaggio ancora da rodare, l’asse play-pivot Moore-Ogbeide sembrerebbe essere in grado di offrire numerose soddisfazioni. In generale, i biancorossi hanno dato segnali molto più che incoraggianti sotto il punto di vista dell’affiatamento e della prestazione collettiva.
TROVARE IL “KILLER INSTINCT”
L’unica nota dolente sulla quale Pistoia è sbattuta nel finale di gara riguarda il cinismo. Il cosiddetto “killer instinct”, come sottolineato da Brienza in sala stampa. Diversi i sottomano sbagliati nell’ultimo quarto di gara, pesanti i palloni persi da un pur eccellente Moore nel finale, decisivo il mancato canestro di Ogbeide allo scadere.
Inserendo senza dubbio il fattore stanchezza tra quelli da considerare, sicuramente Estra è mancata nel momento di “ammazzare” la partita. Il discreto vantaggio accumulato, +11 al 30′, era un bottino troppo succulento da farsi scivolare via dalle mani. Vuoi per frenesia, vuoi per il talento degli avversari ed un pubblico che li ha sospinti fino all’ultimo.
TESTA A TRENTO
A proposito di pubblico, domenica Pistoia torna al PalaCarrara e lì avrà tutta la spinta del popolo biancorosso. In attesa dei numeri definitivi sugli abbonamenti, con la speranza di aver toccato quota 2000 come auspicato in società, la certezza è quella di riabbracciare il catino infernale pistoiese.
Una forza in più che ha fatto la differenza per Varese e siamo certi la farà per Pistoia come ogni stagione. La costruzione del proprio fortino casalingo è già partita. Contro Trento sarà una festa per il ritorno della Serie A in terra biancorossa e, magari, per la prima vittoria dell’anno in massima serie.


