Casalguidi a Signa nel tempio di Puskas: perché lo stadio è intitolato al campione ungherese

Il Casalguidi affronta il Settimello a Signa. Lo stadio è intitolato al leggendario Puskas: la storia del legame fra la Toscana e il campione del Real

Correva l’anno 1958 e intorno ad un piccolo campo della Toscana stavano aspettando in trepidante attesa tantissimi appassionati, sicuramente molti di più rispetto a quelli che solitamente accorrevano per sostenere il Signa. Sì, perché questa storia è precisamente ambientata nel comune italiano della città metropolitana di Firenze, là dove il Casalguidi disputerà la partita contro il Settimello valida per la quinta giornata di Promozione. Tornando al nostro racconto, sorge spontanea la domanda: ma perché c’erano così tanti spettatori a vedere una sfida amichevole, contro la squadra giovanile dell’Empoli, in un modesto prato spelacchiato adiacente alla vecchia stazione del paese? Perché su quel terreno, sterrato e malmesso, correva e amoreggiava col pallone la più grande star calcistica del mondo: Ferenc Puskas.

Detto così può suonare strano, ed effettivamente lo è. Il grande Puskas (capitano della nazionale ungherese vincitrice dell’oro alle Olimpiadi del 1952 e leggenda del Real Madrid) con la maglia gialloblù del Signa, impegnato in un’amichevole contro dei ragazzini. Da non credere. E invece è tutto vero. A questa altezza storica il bomber era stato infatti squalificato dalla FIFA e dunque non poteva gareggiare ufficialmente in competizioni europee. Il fantasista aveva allora deciso di trascorrere questo periodo di inattività forzata nella nostra penisola, anche perché molte squadre del campionato italiano lo stavano cercando fiutando il colpaccio. Fra tutte la più vicina ad ingaggiarlo era la Fiorentina, il cui emissario Renato Bonardi era anche dirigente del Signa. I nostri lettori dovranno sforzarsi di immaginare un calcio ben diverso da quello odierno, un calcio in cui Puskas, che stava vivendo un momento assai drammatico, per ripagare la vicinanza dell’amico Bonardi decise di giocare una partita con la sua squadra. Ecco spiegata la curiosa apparizione con la maglia del Signa, con la quale il futuro campione del Real Madrid non segnò ma mise a referto due assist.

Inutile dire che il paese è rimasto incredibilmente legato alla leggenda ungherese, tanto da dedicargli un campo sportivo e un torneo calcistico a cadenza annuale. Una volta venuto a sapere della decisione di intitolare lo stadio a Puskas, lo stesso Real Madrid si è mobilitato, nella persona Emilio Butragueno, per ringraziare i toscani. El Buitre ha omaggiato i fiorentini sottolineandone lo spirito con cui coccolarono e si presero cura del campione in un momento per lui molto delicato. Dopo lo stop imposto dalla FIFA, infatti, il fantasista magiaro firmerà proprio con il Real Madrid dando vita, assieme ad Alfredo di Stefano, ad una delle squadre più forti della storia. Ora, a distanza di 65 anni dall’apparizione della leggenda ungherese, sul campo a lui intitolato giocherà il Casalguidi (che è probabile mantenga questo unicum per molto tempo, dato che in realtà la vera casa del club fiorentino è il “Neto”). Se dall’alto Puskas infonderà anche solo un centesimo del suo talento nei pedi dei gialloblù per Benesperi non ci saranno problemi nel portare a cada i tre punti. Poco ma sicuro. 

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