Tanti i temi toccati da De Simone: «Al Melani solo noi, impensabile dover condividere lo stadio. Rimborsi? Non abbiamo obblighi federali»
Tanti e delicati i temi toccati da Maurizio De Simone a margine della conferenza stampa del ritorno di Andrea Caponi alla Pistoiese. Prima delle parole del centrocampista, De Simone, in qualità di garante del trust, ha parlato della decisione di interrompere il rapporto col diesse Rosati, ma anche della questione “Melani” e delle voci su possibili mancati pagamenti dei rimborsi a giocatori e collaboratori. Proprio sull’aspetto economico e su ciò che circola in città, De Simone ha voluto fare chiarezza.
«Sono tante le voci non veritiere che circolano in città – esordisce il garante del trust. La verità è che in Serie D non abbiamo obblighi federali, se non quello di essere in regola coi pagamenti entro il 31 maggio. La Pistoiese è un bene comune e chi tiene ai colori arancioni non dovrebbe diffondere certe voci in un momento così difficile. Credo che sia necessaria chiarezza e da questo punto di vista la proprietà è in contatto quotidiano con la squadra. A prescindere dagli stipendi, chi indossa questi colori ha il diritto e il dovere di rispettarli fino all’ultimo secondo. Però dico questo: se ci fossero problemi economici Trotta e Caponi sarebbero venuti a Pistoia? Noi stiamo facendo grandi sforzi per cercare di far uscire la Pistoiese dall’inferno della Serie D, ma sarà possibile riuscirci solo con l’unione di intenti di tutte le componenti».
Nella giornata di ieri ha fatto molto discutere la volontà dell’Aglianese di voler cambiare impianto di gioco. Tra le opzioni al vaglio, secondo le indiscrezioni, ci sarebbe anche l’ipotesi Melani. Ma De Simone la pensa diversamente: «Il “Melani” non può ospitare due squadre. Ciò significherebbe un ulteriore danneggiamento del manto erboso e rappresenterebbe una problematica enorme per chi gestisce gli impianti. Voglio essere chiaro una volta per tutte: il “Melani” dovrà essere la casa dell’Us Pistoiese. Rivolgo un appello all’amministrazione comunale affinché prenda la giusta decisione. Per me è impossibile pensare di dover condividere lo stadio con altre squadre: la riteniamo un’opzione non praticabile».
Sull’addio di Rosati e sull’eventuale nuovo ingresso in dirigenza, De Simone parla chiaro: «Non abbiamo allontanato Rosati perché è tornato Caponi. Ci sono state delle incomprensioni e delle differenze di visioni che hanno portato a questa decisione. Quando i risultati non arrivano la proprietà ha l’obbligo di fare il tutto il possibile per tentare di invertire il trend. E le novità non sono finite, perchè presto nell’organico qualcuno farà le valigie: chi non vorrà più indossare la maglia della Pistoiese sarà libero di farlo. Ci tengo a precisare che termineremo la stagione senza direttore sportivo e che gli attuali membri della dirigenza non cambieranno il proprio ruolo. Raniero Calliari resterà responsabile del settore giovanile e Davide Carfora resterà collaboratore tecnico».
De Simone ha poi ribadito come la Pistoiese stia lavorando per un progetto a medio-lungo termine: «Quello su cui stiamo lavorando è qualcosa di grande. Passano i dirigenti, i giocatori, gli allenatori, ma ciò che resta è la Pistoiese. Stiamo ponendo basi importanti a livello giovanile e femminile e il ritorno di Caponi serve anche a dare un messaggio a queste due realtà. Tutte le nostre azioni sono rivolte a far uscire i colori arancioni da questa categoria che anche economicamente è per noi un bagno di sangue. La LND non dà sostegno alle società, i finanziamenti ci arrivano dagli sponsor e dagli aumenti di capitale del club. Abbiamo un accordo quinquennale con Magma, un’altra azienda che avrà un futuro roseo. Il tutto accompagnato da un percorso sportivo che è iniziato in modo negativo ma che sono sicuro possa presto tornare sulla retta via».



