Praticamente tre roster in uno, ma Milano rimane un cantiere aperto. Il successo dominante contro Venezia può rappresentare il vero inizio
Dici Milano e già pensi alla sfida più proibitiva di tutte. In casa dell’Olimpia, al Forum di Assago, diventa poi quasi impossibile. Una sfida esterna storicamente indigesta a Pistoia e non solo, dove spesso il principale obiettivo è non rimanere sovrastati dalla potenza di fuoco delle Scarpette Rosse, da ormai un decennio tornate ad essere la squadra da battere in Serie A. Campioni d’Italia in carica, gli uomini di coach Ettore Messina hanno tuttavia attraversato diverse difficoltà in quest’avvio di stagione, subendo ben tre sconfitte in otto partite. La vittoria roboante di domenica scorsa ai danni di Venezia potrebbe però rappresentare la svolta per i meneghini, forti di un roster ricco di alternative.
LO STARTING FIVE
Con tante frecce al proprio arco, coach Messina può permettersi di variare spesso i giocatori a referto e quindi anche il quintetto iniziale. Quello che ha abbattuto Venezia ha visto nello spot di play il tedesco Maodo Lo, uno dei due campioni del mondo presenti nel roster di Milano. L’altro è infatti Johannes Voigtmann, al suo secondo anno in Lombardia e anch’esso schierato dall’inizio nell’ultimo impegno di campionato.
Uno degli elementi più imprescindibili per Messina è la guardia Shavon Shields, un giocatore che in Italia non necessita di presentazioni per quanto fatto prima a Trento e poi nell’attuale squadra. Non necessitano di presentazioni neanche gli ultimi due dello starting five: uno è l’attuale capitano di Milano e della Nazionale Italiana Nicolò Melli, l’altro è un vero e proprio campione e di nome fa Nikola Mirotic, vero colpo di mercato di questa stagione.
LA PANCHINA
Il pacchetto esterni dell’Olimpia prosegue con diversi nomi altisonanti. Kevin Pangos, per cominciare, è ormai dato per partente, non essendo mai schioccata la scintilla tra lui e l’ambiente meneghino. In attesa di un sostituto, Messina può però godersi le giocate dell’ex NBA e Bamberg Devon Hall, condottiero contro Venezia. Un calvario, invece, per Billy Baron, i cui tempi di recupero dall’infortunio al gomito si sono costantemente prolungati. Il pacchetto italiani giunge però in soccorso, per usare un eufemismo. Stefano Tonut e Diego Flaccadori sono infatti due profili che possono dare tantissime garanzie in quanto a qualità ma anche quantità. In più, ad allungare le rotazioni, c’è anche il prodotto di casa Giordano Bortolani, rientrato dopo diversi anni in prestito.
Si passa poi alla sezione lunghi, e anche qui non manca certo il materiale umano. Nuovi arrivati e molto utilizzati sono l’ex Maccabi Alex Poythress e il francese classe 2001 Ismael Kamagate. Gli italiano sono invece il senatore Giampaolo “Pippo” Ricci e l’ex Varese Guglielmo Caruso, altro investimento per il futuro da parte di Milano. Senza dimenticare che, al netto delle ormai 37 primavere, a disposizione c’è anche un signore di nome Kyle Hines, uomo chiave degli ultimi due scudetti e, in passato, delle vittorie europee di Olympiacos e CSKA Mosca.



