L’upset dell’Estra a Milano è soprattutto la vittoria del duo delle meraviglie formato da Nicola Brienza e Marco Sambugaro
In tempi non sospetti aveva dichiarato di essere a proprio agio sotto i riflettori. E per chi non lo avesse avuto ancora chiaro dopo due anni e spiccioli di miracoli e record, Nicola Brienza ha ribadito il concetto con l’Estra-impresa del Forum, conducendo per la prima volta Pistoia al successo a Milano dove aveva sempre perso. Diciassette su diciassette i ko nostrani nello sconfinato impianto di Assago, sette su sette quando l’Olimpia toscana saliva a casa della gloriosa Olimpia meneghina, dieci su undici nell’era Pistoia Basket.
PISTOIA TORNA A INCANTARE LA SCALA DEL BASKET
Almeno prima che Niki Manero alzasse di nuovo il volume e incantasse la Scala del basket, prendendosi la scena che solo 24 ore prima era stata di una certa Maria Luisa Veronica Ciccone, in arte Madonna. Evento epocale si è detto del super show milanese della regina del pop mondiale, 65enne solo per la carta d’identità, tornata in Italia dopo 8 anni, richiamando 22 mila fans tra i concerti di giovedì e sabato scorso. Roba da rimanere per un bel po’ di tempo l’argomento principale tra i gradoni già di suo lustrini e paillettes del Forum, dove l’Armani baskettara solitamente fa i suoi assoli. Molto meno intensi in verità quest’anno per la corazzata di Messina che dopo nove gare è incappata in due ko interni. Tanti quanti ne ha rimediati in tutta la stagione scorsa da 21 vittorie su 23 in casa dove nei playoff scudetto è stata imbattibile.
Marco Sambugaro è arrivato a Pistoia portandosi dietro la stima di una piazza che lo aveva liberato a malincuore. A ragione visto che i successi e i record di Nicola Brienza, brianzolo con origini lucane, che in un’intervista disse di “non poter vivere in un altro posto che Milano” dove abita la sua famiglia, sono da condividere con un ambrogino doc come il diesse biancorosso. Nato in Germania ma cresciuto tra i campetti di Milano 2 e il PalaLido dove ha vinto uno scudetto con le Scarpette Rosse.
DOVE ERAVAMO E DOVE SIAMO
La consacrazione a casa loro è l’ennesimo successo di questa strana coppia che continua a far parlar bene di sé. La Cenerentola biancorossa, matricola da ultimi posti in tutti i ranking del globo terracqueo ad inizio stagione, esce principessa almeno per una sera dal castello griffato Armani. Ma è solo l’ennesima (speriamo non l’ultima) pagina di una favola iniziata due estati fa. Insieme hanno riportato Pistoia in A1 a meno di mille giorni dall’autoretrocessione con un biennio d’oro da oltre il 60% di vittorie, tenendo duro quando, all’inizio di quella che è stata una scalata trionfale, a festeggiare la SuperCoppa di A2 nell’estate 2021 c’erano sì e no quattro amici al bar (chiuso) del PalaCarrara. Dando gas al motore “made in Pistoia” già costruito da Sambugaro, Nicola Brienza ha diretto l’orchestra in un tour di notti magiche che da due anni a questa parte non smette di dare emozioni.
Quelle notti “che son proprio quel vizio che non vuoi smettere mai”. Quelle notti in cui non dormi mai come forse amerebbe di più il vascofilo Brienza. Perché l’adrenalina è troppa e bisogna godersela tutta. E servirà per continuare la strada, perché la strada è lunga, l’obiettivo della salvezza è tutto da conquistare. Ma intanto la Pistoia di Brienza e Sambugaro continua a fare rumore e visto da dove siamo partiti e dove siamo arrivati (in un’A1 mai così diseguale per forza economica tra big e resto del mondo) non era scontato.
Aver conservato lo spirito spavaldo, di chi non vuole fare la comparsa, averlo attaccato ai nuovi è la miglior notizia di questo scorcio di campionato. In cui si vedono i frutti della nuova pesca miracolosa di Sambugaro, che ha portato in Italia talenti come Moore e Willis, stelle di una squadra che non ha rinnegato gli eroi della promozione che collaborano e convivono pur con nuove gerarchie e ruoli nel progetto coraggioso e stimolante del quasi ingegnere di Cantù, novello archistar del nostro basket.
Vincere a Milano non è riuscito a Paolo Moretti che pur nella prima stagione di A1 con i diavoli volanti in quell’indimenticabile serie playoff del maggio 2014 fece tremare Hackett e soci poi tricolori. Non è riuscito a un’altra rockstar come Vincenzo Esposito, unico ad aver condotto Pistoia al primo posto in A1 e alle finali di Coppa Italia. Moretti ed Esposito, mica due a caso. E dire che Paolino e il Diablo erano supportati da un altro stratega come Giulio Iozzelli. Partiti per la salvezza e diventati coach dell’anno in questo pezzo di provincia innamorata del basket che ha un disperato bisogno di qualcuno che le dica che bisogna osare e non bisogna aver paura di sognare.



