«Remedi un campione un po’ pazzo, Merlonghi attaccante completo» così il doppio ex Amedeo Ballardini sul match di mercoledì
Amedeo Erik Ballardini, figlio di Davide (allenatore di Lazio, Genoa, Cagliari e Bologna fra le altre), è doppio ex di uno dei big match in programma nel turno infrasettimanale di Serie D. Sì perché il passato recente del centrocampista classe 1995 racconta di due parentesi, per altro molto fortunate, con Aglianese e Forlì, che mercoledì pomeriggio incroceranno i guantoni al “Tullo Morgagni“. Chi meglio di lui, allora, per raccontarci una sfida che si preannuncia fondamentale per entrambe le squadre.
DOLCI RICORDI
Amedeo, partiamo da un’affermazione che non può essere smentita: con le maglie di Aglianese e Forlì hai vissute le tue migliori stagioni in assoluto…
«Direi di sì, sia a livello di presenze che a livello di prestazioni. Lato Aglianese, sono arrivato in neroverde dopo un’annata non positiva, quindi avevo voglia di riscatto. Di mezzo c’è stato anche il Covid, che ha fatto aumentare la fame del gruppo: nel campionato successivo, infatti, sfiorammo clamorosamente la Serie C. Ricordo che passammo un sacco di giornate in testa al girone, anche se purtroppo alla fine la promozione ci sfuggì di mano per un soffio. Un po’ di amaro in bocca c’è ancora, devo ammetterlo, però in generale mi sono portato dietro anche tanti bei ricordi. La mia Aglianese era una corazzata, capace di imprese memorabili come la vittoria per 3-0 nel derby col Prato o il successo contro il Rimini. Quel campionato fu intensissimo, una girandola di emozioni».
Di quella Aglianese di cui facevi parte solo Remedi veste ancora la casacca neroverde. Che ricordi hai di lui?
«Tutti positivi. Sicurante “Lollo” è un giocatore eccezionale per la categoria. Oltre alle sue innate qualità palla al piede, a fare la differenza è il suo carisma. Nei momenti difficili riesce a trascinare la squadra assumendosi le responsabilità, un centrocampista come lui al momento mancava nel roster a disposizione di Baiano. Con lui in campo la squadra si muove meglio, hanno fatto bene a riportarlo al “Bellucci”. Ogni tanto anche “Reme” impazzisce (ride ndr), ma è fatto così: i grandi giocatori sono sempre un po’ pazzi, e lui è uno di questi».
L’IMPORTANZA DEL COLLETTIVO
Mi sembra tu sia ancora legato alla maglia neroverde e a quel gruppo. Qual era il vostro punto di forza?
«Ti direi l’affiatamento nello spogliatoio. Tra noi compagni si era venuta a creare un’intesa speciale, che poi si rivedeva anche in campo. Purtroppo non siamo riusciti a chiudere la stagione nel modo in cui volevamo, ma il nostro percorso rimane comunque importante. Oggi tante società partono per vincere, scordandosi però che prima di tutto c’è da assemblare una squadra. Avere tanti campioni non basta, loro aiutano nei momenti di difficoltà, ma non possono fare tutto da soli. Domenica scorsa sono andato a vedere Forlì-Carpi, ed entrambe le formazioni mi hanno dato proprio l’impressione d’essere affiatate, compatte. La loro classifica, infatti, è molto buona, anche se per adesso la vetta occupata dal Ravenna dista qualche punto. I giallorossi non li ho ancora visti ma me ne hanno parlati tutti bene, d’altronde se sono al primo posto un motivo ci sarà».
A proposito, pensi che il Forlì possa insediare il Ravenna?
«Non saprei. Sicuramente giocano un ottimo calcio e possono contare su individualità di livello. Conosco Merlonghi che ha giocato con me a Lucca…adesso agisce più centralmente, come punta vera e propria, con dei numeri mostruosi. Se non sbaglio è il capocannoniere del girone: Iacoponi, Pupeschi e Viscomi dovranno stare molto attenti. Merlonghi infatti ha un calcio sopraffino, e in più riesce anche a dialogare coi compagni facendo giocar bene la propria squadra».
VOGLIA DI RISCATTO
Anche a Forlì, come dicevamo, hai vissuto momenti importanti…
«Sì, in biancorosso mi sono divertito. Ricordo che l’inizio non fu dei migliori, dato che arrivai a gennaio e dopo poco iniziarono a cambiare vari allenatori, sintomo che qualcosa non andava. La squadra però c’era, bisognava solamente trovare la giusta scintilla, cosa che poi effettivamente è accaduta nel campionato seguente. I numeri dicono che l’anno scorso è stato il mio migliore sotto tanti punti di vista, e anche a livello di squadra per la maggior parte del tempo siamo stati in lotta per i primi posti. Purtroppo, però, in estate mi sono rotto il ginocchio in uno sventurato calcetto, cosa che poi mi ha ovviamente messo ai box. Adesso però sono pronto a rientrare, ormai l’infortunio è alle spalle, voglio cercare di tornare ai miei livelli. Mi sono operato subito proprio perché non volevo perdere troppo tempo, per gennaio sarò al 100%».
Chi vince mercoledì?
«Non sono bravo coi pronostici. Non ho ancora avuto il piacere di vedere dal vivo l’Aglianese, ma gente del calibro di Bocalon e Iacoponi non hanno certo bisogno di presentazioni. Il Forlì cercherà sicuramente di fare la partita, che secondo me sarà in equilibrio fino all’ultimo. Mi aspetto comunque tante belle giocate, non scordiamoci che sia biancorossi che neroverdi sono partiti in estate con ambizioni importanti, e chissà che non possano rientrare in corsa per la vetta. Se mi devo sbilanciare in questo senso, però, spero che quella continui a mantenerla il Ravenna, essendo la squadra della mia città avrei piacere se riuscisse ad andare in Serie C».




