L’Estra con l’accesso alle Final Eight ha scritto un altro capitolo di storia. L’obiettivo rimane la salvezza e i precedenti fanno ben sperare
La notizia di copertina è giustamente una e una sola: l’Estra Pistoia, vincendo domenica contro Cremona, ha staccato il pass per le Final Eight di Coppa Italia. Un traguardo che, nella storia del club, è stato raggiunto solo un’altra volta: nella stagione 2015/16, quella passata agli annali come “la più bella di tutte”. Tra oggi e allora, tuttavia, il minimo comun denominatore era l’obiettivo finale, ossia il mantenimento della categoria.
Per questo, pur dinanzi ad un risultato così impronosticabile, il focus di coach Nicola Brienza e del suo staff rimane quello di raccogliere più punti possibili per poter chiudere il discorso salvezza il prima possibile. La Serie A infatti è un campionato ricco di insidie, dove qualche passo falso di troppo può farti ritrovare di nuovo in bilico. Il bilancio è oggi in positivo e diversi elementi e precedenti fanno pendere l’ago a favore dei biancorossi.
FINAL EIGHT = SALVEZZA?
Un’equazione e un calcolo non infallibili, ma estremamente validi a livello statistico. Difatti nessuna squadra che abbia partecipato alle Final Eight di Coppa Italia (quindi dall’introduzione di questa formula nel 2000) è poi retrocessa in A2. Il precedente è stato sfiorato solo l’anno scorso, quando Varese (qualificata come quinta al giro di boa) fu penalizzata di 16 punti per frode sportiva a cinque turni dalla fine. In seguito alla riduzione a 11, la squadra lombarda si salvò alla penultima giornata di campionato.
Andando più indietro possiamo vedere come, nel 2008, Capo d’Orlando entrò da terza forza nel tabellone per poi non essere ammessa alla stagione successiva per non aver ripianato il debito con l’ENPALS: quindi tutt’altro che una retrocessione sul campo. Insomma si può dire che chi compete per la Coppa solitamente ha già un piede nella stagione di Serie A successiva. I tifosi dell’Estra hanno tutto il diritto di fare i debiti scongiuri, ma la storia parla comunque chiaro.
LA QUOTA DA RAGGIUNGERE
Il discorso adesso si sposta sulla quota salvezza ideale. Inutile andare tanto lontano negli anni, anche perché il numero di partecipanti e di retrocesse è sempre variato. Perciò meglio affidarsi ai precedenti con la formula attuale: 16 squadre e due retrocesse a fine stagione. Nello scorso campionato di A1, a Trieste non sono bastati 22 punti per rimanere nella massima categoria: Reggio Emilia invece, a pari punti e con lo scontro diretto a favore, la spuntò proprio all’ultima giornata. Verona chiuse infine a 18, retrocedendo con una settimana di anticipo.
Nel 2021/22 i 22 punti finali bastarono e avanzarono a Napoli e Trento per il mantenimento della categoria, con Fortitudo Bologna e Cremona che chiusero rispettivamente con 18 e 16 punti salutando la Serie A. Il 2020/21 rappresenta infine un caso anomalo, visto che la Virtus Roma non chiuse neanche la stagione a causa dei problemi economici che portarono alla rinuncia al campionato e poi all’esclusione. L’unica retrocessa fu allora Cantù, che terminò con soli 18 punti in tasca, a -2 dal gruppo formato da Reggio Emilia, Fortitudo, Pesaro e Varese.
Ogni campionato ovviamente ha storia a sé e, per tante squadre, il girone di ritorno spesso non è uguale a quello di andata. Quest’anno la quota salvezza potrebbe benissimo alzarsi così come rimanere immutata. La prima opzione, con la bagarre accesasi nelle zone basse della classifica, sembra tuttavia una possibilità da tenere altamente in considerazione. Tuttavia, in base a quello che emerge dai precedenti campionati e anche a quella che era stata la previsione di coach Nicola Brienza, a Pistoia non mancherebbe tanto per potersi sbottonare. Quattro o cinque vittorie nel girone di ritorno potrebbero effettivamente bastare a Della Rosa e soci per non essere più raggiungibili.
CHE RITORNO SARÀ PER L’ESTRA?
Archiviare il discorso salvezza nel minor tempo possibile, con il numero di vittorie che abbiamo visto, consentirebbe a Pistoia non solo di potersi guardare intorno e coltivare altre ambizioni, ma anche di programmare una nuova stagione in Serie A. Ma ancor prima di poter pensare a ciò, come già detto, serve inanellare altri successi: a partire, magari, già dalla gara di Sassari di domenica. L’Estra avrà poi un vantaggio non indifferente in questa seconda parte di campionato, ossia giocare in casa diversi scontri diretti.
Scafati il 20 gennaio, Tortona il 3 marzo, Treviso il 24 marzo, Brindisi il 21 aprile e Varese nell’ultima giornata del 5 maggio. Tutte date da cerchiare sul calendario per il peso specifico che hanno in chiave salvezza e non solo, senza dimenticare anche le trasferte di Cremona (10/03) e Pesaro (13/04). Insomma tanti, tanti punti a disposizione. Diverse possibilità per raggiungere l’obiettivo grazie ad un calendario che, si spera, avrà voluto premiare in anticipo Pistoia per l’ottimo percorso sin qui mostrato.
Il tutto senza dimenticare che saranno proprio queste le gare che metteranno più alla prova la tenuta mentale e nervosa dei biancorossi. Otto partite, quelle che abbiamo citato, delle quindici che restano per concludere l’annata: un patrimonio da non disperdere, specie se le Final Eight ti hanno messo la voglia di continuare a volare. Ma volendo rimanere coi piedi per terra, pensare che potrebbe bastare vincere anche solo la metà di queste sfide è già di per sé un qualcosa che non avremmo mai pronosticato.



