In queste amichevoli estive il Pistoia Basket ha dimostrato di avere buona attitudine in difesa e propensione al sacrificio. Ramagli adesso dovrà oliare i meccanismi di gioco
«Nel precampionato abbiamo fatto registrare un numero di palle recuperate molto alto – spiegava l’allenatore del Pistoia Basket nella sala stampa del dopo-Udine -, una caratteristica che è insita nella nostra struttura di squadra. Inoltre, mancava un giocatore come L.J. Peak che è quello che più di tutti lavora sulle linee di passaggio».
«Il contropiede dovrà essere un nostro marchio di fabbrica – proseguiva Ramagli -. Abbiamo giocatori che recuperano palla dal palleggio, altri che lo fanno dalle linee di passaggio e altri ancora sulle rotazioni difensive. Abbiamo questo tipo di attitudine e anche gli avversari se ne stanno rendendo conto. Del resto, siamo pronti per un campionato lacrime e sangue, che vuol dire sedere abbassato e difendere, soprattutto nei momenti chiave della partita».
Al Lovari di Lucca Pistoia ha chiuso al terzo posto dopo la vittoria nella finale di consolazione contro Torino. Nella giornata precedente era arrivata una sconfitta contro Venezia. Analizzando i numeri evidenziati da Ramagli scopriamo che sono identici in entrambe le gare. La OriOra ha terminato la due-giorni di precampionato con 14 palle recuperate per partita e dopo aver forzato gli avversari, ogni volta, a perderne 18.
Un trend che si è ripetuto contro Udine, ma con cifre al ribasso, e che alla fine ha permesso di ribaltare il Trofeo Bertolazzi e di vincere la gara nel quarto finale. Contro Cortese e soci i biancorossi hanno recuperato 8 palloni ma hanno costretto – come elogiato da Ramagli – l’Apu a perderne 14.
Da sottolineare che entrambe le squadre avevano un buon numero di amichevoli e allenamenti nelle gambe, mentre a Lucca Pistoia si era presentata con il solo scrimmage con Piombino alle spalle e anche Torino era un cantiere apertissimo.
L’ultimo test è stato disputato a Siena contro la Mens Sana di Paolo Moretti. In questo caso il rapporto tra palle perse e recuperate non ha sorriso alla OriOra. Troppe le 17 perse a fronte delle 6 recuperate ma la formazione di Paolo Moretti è stata costretta a gettarne alle ortiche 11 sotto la pressione di Pistoia.
Quello che fa ben sperare è che sia i titolari che la panchina hanno dimostrato il giusto tipo di atteggiamento nella metà campo difensiva. Gambe piegate, pressione sui palleggiatori, linee di passaggio interrotte, per poi scappare in contropiede o giocare la transizione. Un segno già distintivo di questa Pistoia targata Alessandro Ramagli, che con le «maniche arricciate» proverà a salvarsi.



