Della Rosa: «Ho ricevuto offerte, ma ho messo davanti Pistoia»

Capitan Della Rosa ha raccontato al Tirreno i primi difficili mesi di questa stagione: «Nessuno voleva che andassi via»

La vita del capitano non è mai stata semplice ma, quando ti chiami Gianluca Della Rosa e sei il punto di riferimento della squadra della tua città, il compito può essere ancora più arduo. Perché l’amore della piazza non deve mai venire solo in funzione della tua appartenenza, ma anche da come rappresenti i colori che tu stesso ami. Non che “Della” abbia ormai da conquistarsi la stima e l’amore di qualcuno, dopo i risultati ottenuti negli ultimi anni. Ma la stagione del ritorno in Serie A è stata, anche per lui, un’altra prova da superare.

Così, in un’intervista concessa al quotidiano Il Tirreno oggi in edicola, il capitano biancorosso torna sui primi difficili mesi di quest’annata. Un approccio ostico e complicato al massimo campionato, che il pistoiese doc ha pagato con tanti minuti in panchina, a volte anche senza mai alzarsi da essa. Così arrivano le prime voci di squadre di A2 interessate a portarlo dalla loro parte, con l’arrivo di Gerry Blakes che lancia un primo campanello d’allarme. Oggi Della Rosa ha raccontato per la prima volta la sua versione dei fatti.

«Era un periodo molto particolare – così esordisce – Il coach aveva bisogno di altro e io ero impiegato meno del solito. Sono stato contattato dalla Fortitudo Bologna e da Verona, ma poi ho fatto dei ragionamenti: non mi andava di lasciare la squadra. Ho messo davanti l’interesse collettivo, ho resistito alle sirene di mercato e, grazie al lavoro duro, ho superato quel momento».

La partita casalinga con Napoli fu infatti un momento magico da questo punto di vista, con Della Rosa assoluto mattatore dei suoi in un momento in cui i partenopei potevano anche scappare. Quello che è successo nell’immediato post-gara, i sorrisi, la commozione e l’abbraccio dei compagni rappresenta già una delle pagine più belle di questa stagione.

«Nessuno voleva che andassi via – prosegue il capitano – A partire dalla dirigenza: Marco Sambugaro, Ettore Saracca e lo stesso coach Brienza. Ma anche compagni come Wheatle, Del Chiaro e soprattutto Saccaggi. Non volevo andare via perché l’A1 me la ero guadagnata sul campo, da capitano. Ma determinante è stato anche il “vero capitano”, Claudio Crippa: non mi ha mai fatto mancare il suo supporto. Mi diceva sempre che mi occorreva la scintilla, quella scossa capace di rimettermi in carreggiata. E ciò è successo contro Napoli».

Il focus è adesso interamente sul campionato, che continua a dare soddisfazioni ai biancorossi. Manca poco all’obiettivo prefissato, così poco da poter anche immaginare oltre.

«Sicuramente siamo andati aldilà delle aspettative nostre e anche degli addetti ai lavori, che ci davano sfavoriti in partenza. Abbiamo un gruppo solido che lavora tutti i giorni e ha grande sintonia. Guardiamo un po’ a tutto, ma prima dobbiamo salvarci».

Redazione PtSport
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