Dinanzi ai campioni d’Italia, l’Estra Pistoia gioca alla pari in diversi momenti. Ogbeide e Hawkins faticano, poco dalla panchina
LE PAGELLE
PAYTON WILLIS 6,5 – Ormai è chiaro che, quando vede Milano, qualcosa gli scatta. I 12 punti messi insieme nel primo quarto sono un dato spaventoso, vista l’avversaria. Naturale che, allora, provino a mettere della sabbia nei suoi ingranaggi, ma il numero zero ha il merito di non perdersi e di contribuire al recupero del terzo quarto. Dinanzi alla migliore difesa del campionato, però, non trova colpi nel momento decisivo, ma la risposta di oggi è importante dopo gli ultimi passaggi a vuoto.
GIANLUCA DELLA ROSA 5,5 – Non è esente neanche il capitano dal trattamento speciale dei piccoli di Messina, che subito spengono la sua lampadina. Quando viene ributtato nella mischia prova a dare fosforo in un momento favorevole ai suoi, ma l’intransigenza dei grigi gli fa perdere nuovamente la quadra.
LORENZO SACCAGGI 5,5 – Con l’Olimpia che aggredisce appena i biancorossi varcano la metà campo offensiva, le sue spallate servono come il pane. Qualche imprecisione di troppo, quando potrebbe andare tranquillamente in comodo terzo tempo. Il resto della gara lo guarda dalla panca, con soli 5 minuti sul parquet.
ANGELO DEL CHIARO 5,5 – Per “Angelone” ritrovarsi accanto a Kyle Hines equivale ad un battesimo del fuoco, l’ennesimo in questa stagione. E oggi la sua prova è scevra di acuti e contraddistinta solo da un’applicazione davvero encomiabile. Purtroppo, non era una partita per lunghi, in particolare per quelli di Pistoia.
JORDON VARNADO 7 – Riprende da dove si era fermato a Brescia, ossia con due triple al fulmicotone. Sfrutta bene il vantaggio fisico con Shields, ma è chiaro che non può contenerne sempre la classe. Spostato, non perde la sua verve e rimane il più efficace, fino a riportare avanti i suoi. Nel quarto e decisivo periodo, Milano trova la medicina anche per lui, ma nelle ultime due gare il segnale è stato mandato: l’MVP è pronto a trascinare Pistoia dove vuole andare.
CARL WHEATLE 5,5 – Non manca la sua energia, così come la sua capacità di scivolare sul tiratore designato. Al tiro non è palesemente giornata, anche se prova costantemente a mettersi in ritmo. E quando Shields entra in modalità supereroe anche lui è costretto a chinare il capo. Don’t worry Carl, è solo il giocatore più decisivo dell’intera lega.
RYAN HAWKINS 5 – Voigtmann gli fa vedere i sorci verdi ed è l’unico che non cavalca l’onda dell’eccellente primo quarto. Gli servono altri cinque minuti per impattare con la specialità della casa, anche se le fatiche in difesa non accennano a dargli pace. Un suo tiro a fine terzo quarto viene risputato dal canestro: un presagio, visto come non riesce più ad essere un fattore, tanto da essere messo fuori nell’ultima parte di gara.
DEREK OGBEIDE 5,5 – Solo lunghi atipici per lui: Messina lo vuole chiaramente più lontano possibile da canestro, ma non fa mai mancare la sua fisicità a rimbalzo. Peccato per i due falli in un amen, anche perché Pistoia perde parecchio senza il suo totem. Nel secondo tempo trova maggior solidità e sicurezza, ma rimane il rimpianto per non averlo sfruttato di più sotto canestro.
COACH NICOLA BRIENZA 5,5 – Contro Milano i suoi ragazzi scendono in campo con l’elmetto e con l’approccio di gioco migliore possibile. A quel punto resta solo da capire quando, e non se, i meneghini prenderanno l’inerzia. In quel momento i biancorossi non trovano sempre la calma necessaria per limare quei piccoli dettagli che avrebbero potuto far venire davvero i brividi al collega Messina. Sarebbe troppo parlare di rimpianti per un colpaccio mancato, ma l’amarezza di cui parla nell’immediato post-partita è testimonianza di come, anche oggi e con questi avversari, si sarebbe potuto fare ancora qualcosa di più. Il che, naturalmente, è assolutamente positivo per il futuro.
IL SORRISO DELLA GARA È DI…
CHARLIE MOORE 7,5 – La pressione dei meneghini su di lui è uno dei temi della partita. Il play di Chicago trova però, in mezzo alle mani dell’Olimpia, una magia degna di David Copperfield. C’è bisogno della sua imprevedibilità e del suo cambio di passo e, quando Milano inizia ad accusare la stanchezza, riesce a crescere anche nei numeri. Il suo orgoglio, infine, lo spinge a dare a Pistoia il gap più consono a ciò che si è visto in campo. Chiude con 21 punti, 7 assist, 5 rimbalzi e 26 di valutazione, fregando di poco a Varnado la palma di MVP.
Le pagelle di Estra Pistoia-EA7 Emporio Armani Milano sono offerte da Cieffe Odontoiatrica, così come lo speciale riconoscimento della redazione di Pistoiasport “Il Sorriso della gara”, che va all’MVP della partita.



