Le prime parole di Fondatori da direttore di Pistoia Sport: «Un grande onore poter fare parte di questa splendida famiglia»
Di Fabio Fondatori
Il Giornalismo e lo sport sono due passioni che hanno sempre colorato la mia vita. Il Giornalismo, quello con la G maiuscola, è stato il sogno professionale da studente, che ammirava i cronisti di nera e le inchieste coraggiose. Sono diventato giornalista nel 1992. Ho avuto il privilegio di lavorare con maestri come Concita De Gregorio e Gabriele Capelli. Ho sempre ritenuto il giornalismo una professione bellissima e affascinante. Poi la vita mi ha portato a fare esperienze diverse (comunicazione pubblica e politica, marketing management in aziende private) ma ho sempre coltivato l’amore per questa professione e, quando ho potuto, ho cercato di praticarla. Di sicuro, lo sguardo giornalistico mi ha aiutato nelle professioni che ho svolto per capire meglio le realtà e i problemi che mi si presentavano.
Lo sport, prima praticato da dilettante (scarso) in varie discipline, poi da provetto allenatore di calcio giovanile e infine da dirigente di uno dei simboli sportivi della città come la Pistoiese, è stato la linfa della mia vita, la passione che ti fa litigare con il fisico, l’età e la moglie. Ci sarà tempo per scrivere di sport e raccontarne le storie. Oggi vorrei esprimere un pensiero su cos’è Pistoia Sport per me. Quando mi è stato proposto di assumere l’incarico di direttore di Pistoia Sport ho sentito la responsabilità, profonda e severa, di essere all’altezza di questo compito. Non solo perché, come giornalista, sono arrugginito ma per il concetto molto alto della professione dal punto di vista dell’etica e della deontologia.
Pistoia Sport ha una bellissima redazione di giovani giornalisti appassionati, racconta lo sport della provincia da 12 anni in modo autorevole ed è uno dei giornali più letti di Pistoia. In punta di piedi, per il rispetto e la stima che ho di questo lavoro e di questa storia, porterò il mio contributo di appassionato di sport, con una bussola ben orientata su alcuni principi imprescindibili del giornalismo. Oggi gestire le notizie, nell’immediatezza dettata dall’avvento dei social media, può portare ad una eccessiva semplificazione con una facile deriva verso la superficialità e la manipolazione dei fatti.
Il giornalista invece è colui che scava nella notizia, approfondisce il tema, va al nocciolo delle cose. Non si accontenta della prima risposta, scopre cose nuove e illumina le parti della realtà che sono nascoste o controverse per fornire un’informazione completa al lettore. Nell’era dei social spesso non c’è tempo di fare tutto questo ma, siccome non è saggio affidare le nostre conoscenze agli algoritmi o ai copia-incolla, è fondamentale poter contare su un’informazione approfondita, libera e autonoma.
Pistoia Sport ha fatto questo in questi 12 anni di attività. Ha costruito una palestra di giornalisti e comunicatori che, nel fare informazione sportiva, sono andati oltre l’apparenza, il mero risultato e la comunicazione ufficiale della società. Hanno fatto giornalismo sportivo vero e ricerca della verità dei fatti, senza paura di essere scomodi e con libertà di pensiero. Hanno fatto inca**are anche me, quando da dirigente sportivo avrei preferito una comoda versione ufficiale alla scomoda verità dei fatti.
L’esempio più limpido di questa professionalità è stato il modo in cui il mio predecessore, Federico Guidi, si pose in una conferenza stampa della proprietà dell’Us Pistoiese nel dicembre 2022 quando, in un clima di grande tensione, continuò a fare le giuste domande, quelle che interessavano ai lettori e ai tifosi. Non è una questione di coraggio o di provocazione ma di rispetto dei lettori e della verità.
Questo è il lavoro che è stato fatto in 12 anni di Pistoia Sport, è il giornalismo in cui ho sempre creduto ed è l’unica strada per tutelare la dignità delle persone, soprattutto oggi che viviamo in un ecosistema digitale che modifica la dimensione delle nostre vite, le nostre abitudini e conoscenze. Un ecosistema che offre enormi opportunità e rischi mai prima sperimentati, come la crescita del linciaggio e dell’odio digitale.
In questo quadro il mio unico compito sarà dare continuità ad un lavoro che Pistoia Sport svolge da anni contribuendo a far crescere giovani giornalisti e comunicatori con professionalità utili alle aziende, che hanno bisogno di professionisti brillanti e preparati nella comunicazione e nell’informazione, anche dello sport.



