Dopo un avvio di stagione complicato e un sofferto cambio in panchina, Tortona verrà al PalaCarrara per coltivare le sue ambizioni
Per l’Estra Pistoia, dopo tutti quei big match e la sosta, non poteva esserci peggior avversaria di una squadra in cerca di riscatto. La prima metà di stagione di Tortona è stata, senza usare eufemismi, profondamente deludente. Dopo essersi imposta da neopromossa in Serie A e aver centrato traguardi di grandissimo valore, questa doveva essere l’annata del passo in più per la società piemontese. Roster ambizioso e più lungo, oltre ad un ingresso in Europa con la Basketball Champions League.
E invece il bilancio ad oggi parla di eliminazione ai play-in della manifestazione continentale e mancata qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia, quest’ultime sicuramente alla portata. E invece non sono bastati gli arrivi di giocatori come Kyle Weems e Chris Dowe a dare continuità al progetto Bertram. Anzi, la partenza di Mike Daum, con il conseguente arrivo di Amine Noua, ha fatto sprofondare in classifica Tortona, tanto da doversi guardare dietro. L’esonero di Marco Ramondino rimane discutibile nei modi e in relazione a ciò che è riuscito a fare per questa piazza: il momento di défaillance della squadra ha quindi portato all’arrivo di Walter De Raffaele.
LO SWITCH
Il record di 5-2 dal suo arrivo mostra lo switch di un team che, evidentemente, aveva bisogno di una scossa. Se si guarda poi alle singole partite, escludendo il debutto con Napoli a quattro giorni dall’insediamento, vediamo vittorie più che convincenti contro Reggio Emilia e Scafati (trentello o quasi), poi successi contro Sassari e soprattutto Venezia, oltre ad una sempre non facile sfida contro Brindisi in terra pugliese. Infine, una sconfitta di misura contro Milano al Forum, mettendo davvero paura a Messina e ai suoi giocatori.
Ma a fare la differenza è stata anche la capacità di intervenire sul mercato. In primis mettendo al centro del villaggio un giocatore del calibro di Colbey Ross e facendolo interagire con i vari Dowe e Obasohan: un colpo che in 8 partite ha già prodotto 11.5 punti e 5.4 assist di media: scusa se è poco, diceva qualcuno. Non contenti, si è rinforzato anche il reparto lunghi, aggiungendo ai discontinui Radosevic e Thomas un giocatore dal sicuro avvenire come Ismael Kamagate, in prestito dall’Olimpia.
TORTONA AL PALACARRARA
Quindi, con la sosta ormai alle spalle, gli uomini di Walter Raffaele si ritroveranno sul parquet del PalaCarrara, forti delle quattro vittorie consecutive prima dello stop del campionato e di una posizione in classifica più consona alle loro ambizioni. Settimo posto a -2 da Napoli e Reggio Emilia, a parimerito con Scafati e Trento e con Cremona e proprio Pistoia a -2. Quindi niente per cui iniziare a tirare il fiato, ma già tutt’altra musica rispetto a quella sentita fino all’anno nuovo.
Domenica quindi sarà gran battaglia in via Fermi, con Tortona che però ha qualche interrogativo sulle disponibilità effettive all’interno del proprio roster. Quello che, ad oggi, risulta più in dubbio è il pivot Tashawn Thomas, che potrebbe dare forfait a causa di un problema al ginocchio. Si monitora invece la situazione di Retin Obasohan, tornato con qualche acciacco dagli impegni con la nazionale belga. Due assenze che, se così fosse, comunque non ridurrebbero affatto la pericolosità di una squadra profondissima e di grande qualità tecnica.


