Aglianese beffata anche dal modesto Progresso: dall’approccio sbagliato alla flebile motivazione, dove sono mancati i neroverdi
Un solo successo nelle ultime otto gare. Poco, pochissimo, per una squadra come l’Aglianese, che a livello di qualità individuali, almeno sulla carta, ha da invidiare ben poco alle altre formazioni facenti parte del girone D. E, proprio a tal proposito, il fatto che nelle ultime due uscite non sia arrivata la vittoria contro compagini modestissime come Mezzolara e Progresso non può che far aumentare i rimpianti neroverdi.
QUESTIONE DI TESTA
Partiamo dunque da qui. Com’è possibile che una formazione come quella allenata da Baiano non riesca a battere Mezzolara e Progresso, rispettivamente sedicesima e tredicesima in classifica? Alla base c’è ovviamente un discorso legato alle motivazioni, poiché incontrare in questa fase compagini in lotta per non retrocedere è tutt’altro che semplice. Come è chiaro ormai da qualche settimana, infatti, i neroverdi non hanno più alla portata nessun obiettivo tangibile e, di conseguenza, un po’ di energie nervose se ne sono certamente andate. Dall’altra parte, poi, seppur inferiori a livello di forza, le squadre che in questo momento si trovano nelle retrovie del campionato sanno di non poter più commettere passi falsi, convinzione che porta quest’ultime ad affrontare ogni partita con la bava alla bocca, quasi fosse una finale.
Questa, però, non può e non deve essere una giustificazione. Anzi, tutt’altro. Il fatto che formazioni abbordabilissime riescano ad annullare l’Aglianese solo perché più motivate e in lotta per qualcosa, dovrebbe accendere un’enorme spia rossa dalle parti del “Bellucci”. A maggior ragione se consideriamo il periodo negativo da cui i neroverdi sembravano essere usciti in seguito alla roboante vittoria sulla Sammaurese. Visto il filotto di sconfitte inanellato a marzo, sembrava essere quasi scontata una ripresa – basata soprattutto sullo spirito di rivalsa – in queste ultime partite. E invece, dopo il sopracitato successo del 7 aprile, si sono palesate nuove difficoltà che hanno impedito a Marino e compagni di chiudere con una serie di successi la stagione.
APPROCCIO PROBLEMATICO
Venendo nello specifico al match del “Bellucci” contro il Progresso, non può passare inosservato l’approccio quanto mai flemmatico dell’Aglianese nei due tempi di gioco. D’altronde lo ha sottolineato anche mister Baiano nel post partita…iniziando in quel modo una gara, al 99% la si perde. E, di fatto, così è stato. Non è però la prima volta che ciò accade, nonostante uno dei dogmi dell’allenatore campano sia proprio quello relativo alla grande aggressività da mettere in campo fin dalle battute iniziali. Ad inizio 2024, in cui si è potuta ammirare la migliore versione dell’Aglianese, una delle caratteristiche ricorrenti era proprio questa, e cioè l’attacco famelico fin dal primo minuto. Cosa che poi, ultimamente, sembra essere completamente scomparsa dal DNA della squadra.
Di contro, poi, visto l’avvio furente del Progresso nel primo tempo, era lecito aspettarsene uno altrettanto infuocato anche nella ripresa, fattore che però i neroverdi non sono riusciti a contrastare. Ed è propio dall’atteggiamento compassato di inizio seconda frazione che passa la sconfitta rimediata con i rossoblù, bravi a mettere la freccia e stappare il match pochi minuti dopo esser rientrati dagli spogliatoi. Accusato il colpo, per l’Aglianese sarebbero potuti essere importanti i cambi? Sì. Lo sono stati? No. Più nitidamente rispetto ad altre circostanze, infatti, chi è entrato dalla panchina non è riuscito a cambiare volto al match, permettendo sì alla squadra di alzare un po’ il baricentro, ma condendo la manovra con troppi errori.




