Si conclude con la retrocessione la difficile annata del San Felice, tra addii amari, cambi in panchina e un rendimento ben al di sotto delle aspettative
L’anno scorso di questi tempi il San Felice preparava la festa promozione, mentre oggi deve fare i conti con una retrocessione certa ormai da diverse settimane. La squadra ha avuto non poche difficoltà quest’anno, sia a livello fisico che gestionale. I cambi in panchina non sono riusciti a raddrizzare una stagione iniziata col piglio sbagliato fin da subito e aggravatasi in seguito ai numerosi infortuni e agli addii di gennaio. Ciò che non è mai mancato a questi ragazzi è sicuramente la voglia di giocarsela fino in fondo, a discapito di tutto; e questo gli fa molto onore. Piangere sul latte versato è però inutile, e il DS Bruno Tondini lo sa bene. Il direttore sportivo, intervenuto ai nostri microfoni, si è soffermato sul presente e sul futuro del San Felice.
TANTI, FORSE TROPPI, CAMBI IN PANCHINA E UNA CATEGORIA MOLTO LIVELLATA, SONO QUESTI I MOTIVI DELLA VOSTRA RETROCESSIONE?
«Sicuramente abbiamo sbagliato la scelta degli allenatori nei primi mesi della stagione. I primi due che abbiamo avuto mi sono molto cari e li ritengo uomini di calcio, ma purtroppo non è scattata la scintilla con la squadra. Mister Niccoli ha portato tanto entusiasmo e con lui abbiamo vissuto il momento migliore della stagione, ma anche in quel periodo abbiamo avuto tanti infortunati e non siamo riusciti a trovare continuità. Quando si retrocede la colpa è di tutti, non di uno o più singoli. Io in primis credevo di aver costruito una squadra capace di salvarsi e di togliersi delle soddisfazioni, ma evidentemente mi sbagliavo. Il rimpianto è quello di non essere riusciti a giocarsi nemmeno i playout. Il salto di categoria? Sicuramente lo abbiamo pagato a caro prezzo. Succede spesso che le neopromosse retrocedano e noi purtroppo non siamo stati l’eccezione».
IN TANTI SONO ANDATI VIA A GENNAIO, PUOI DIRCI COS’È SUCCESSO?
«Lo spogliatoio non ha mai avuto problemi interni durante tutto l’anno, i ragazzi sono sempre stati uniti e hanno dato tutto. La maggior parte infatti sono rimasti ma, come nella vita, ci sono persone che rispettano gli impegni presi e altre no. Sicuramente è più facile scappare piuttosto che lottare fino alla fine. Noi eravamo in una situazione molto precaria e, dopo tutti questi addii, abbiamo avuto delle difficoltà nel ricostruire parte della squadra. Il tempo era poco e soprattutto non è mai facile trovare giocatori disposti a giocare per una squadra all’epoca ultima e con tutto da perdere. Cosa insegna un’annata del genere? Che quando vinci va tutto bene e quando perdi sembra andare tutto male. Sono contento di aver avuto la possibilità di conoscere tanti ragazzi seri e volenterosi, ma sono anche altrettanto contento di aver conosciuto persone che alla prima difficoltà scappano; in futuro saprò come comportarmi».
COME RIPARTIRÀ IL SAN FELICE?
«Dopo una retrocessione è logico che vadano aggiustate diverse cose. Ho la fortuna di aver a che fare con dirigenti molto competenti e siamo già al lavoro per riprogrammare la squadra in vista del prossimo campionato. Se dovessero esserci dei ripescaggi ci faremo trovare pronti, altrimenti organizzeremo una squadra per la terza categoria. Ancora non abbiamo deciso chi confermare e chi no, ma col passare delle settimane avremo le idee più chiare. Obbiettivo? Tornare il prima possibile in seconda, magari già dal prossimo anno».
QUALCHE CONSIDERAZIONE PERSONALE SUL CAMPIONATO APPENA CONCLUSO…
«Quello di quest’anno è stato un campionato di altissimo livello, e lo dimostra il fatto che a poche giornate dalla fine ci fossero ben sei squadre a lottarsi il primo posto. Due anni fa ero con l’Atletico e sono contento per il loro successo, sono i più forti e hanno meritato di vincere. Sono felice anche per Diallo, lo portai io al Casini e adesso posso dire che è senza dubbio uno dei migliori giocatori della categoria. Chi vince i playoff? Il Cintolese è una squadra molto organizzata, ma quel periodaccio avuto a gennaio mi fa un po’ dubitare. Mi piace molto il Jolly Montemurlo, soprattutto dal punto di vista offensivo. Secondo me la finale sarà tra queste due squadre e potrebbero avere la meglio i pratesi perché penso che abbiano qualcosa in più rispetto agli avversari».



