Terminata l’avventura di cinque anni al Quarrata, Riccardo Agostiniani racconta la sua esperienza da diesse e la voglia di allenare ancora
«Mi manca l’adrenalina del campo, voglio tornare ad allenare». Così Riccardo Agostiniani, ormai ex direttore sportivo del Quarrata, ha espresso il suo desiderio di tornare su una nuova panchina a partire già dalla prossima stagione. Dopo l’esperienza di un solo anno da diesse dei mobilieri, l’ex tecnico della Pistoiese ha capito di voler ancora portare alla gloria altre squadre con progetti ambiziosi, dall’alto dei sua esperienza di quarant’anni nel mondo del calcio. Capiamo nel dettaglio cos’ha spinto Agostiniani a volersi rimettere in gioco e quali compagini vorrebbe allenare.
«CINQUE ANNI MERAVIGLIOSI»
Riccardo Agostiniani, ex diesse del Quarrata, si gratifica con la società per la lunga esperienza vissuta alla corte giallorossa e motiva la sua necessità di tornare ad allenare: «Ringrazio di cuore il Quarrata per questi cinque anni fantastici. È stata la società dove sono stato per più tempo da quando ho cominciato ad allenare nel 1983, dato che sono arrivato qui nel 2019 e me ne vado ora nel 2024. Ci sono stato benissimo, mi sono sentito come in una famiglia. Ringrazio tutti a partire dal presidente Vasco Gori, una persona eccezionale, gli altri dirigenti e tutti i membri della società. Quest’ultima stagione ho provato l’esperienza da direttore sportivo, ma ho capito di non essere ancora pronto per rivestire questo ruolo».
«Dopo circa otto mesi di “lontananza” dal campo – spiega l’ex tecnico arancione – mi sono reso conto di essere troppo abituato ad avere l’adrenalina del risultato. Quindi mi sento ancora di poter allenare finché posso e finché trovo qualcuno che mi dia questa possibilità. Voglio rimettermi in gioco. Per uno come me con quarant’anni di campo alle spalle, diventa difficile vivere la partita in maniera diversa. Per uno come me abituato alla panchina (circa 1300) – sottolinea Agostiniani – vedere le partite da “dietro la rete” mi ha dato una sensazione diversa. L’ho sempre vissuta in prima persona. Mi piace essere criticato se c’è da criticare e essere esaltato se c’è da esaltare. Fuori dal campo dà quasi una sensazione d’impotenza, a prescindere dai risultati che porta la squadra.».
AGOSTINIANI: «CERCO UN PROGETTO AMBIZIOSO»
L’ex dirigente dei mobilieri specifica quali debbano essere i prerequisiti fondamentali della sua prossima squadra da guidare e svela il suo sogno nel cassetto: «Sono abituato ad allenare dove c’è ambizione di vincere. È vero che è importante la categoria, ma è ancora più importante il progetto che ha una società. In passato molto spesso ho rinunciato a squadre in categorie superiori con obiettivi modesti, scendendo in categorie inferiori con club con grandi aspirazioni. Ammetto che sarebbe un sogno tornare ad allenare la Pistoiese, dove gli ultimi due campionati sono stati vinti da me e Morgia. Però bisognerà capire quale sarà il suo destino, dipende da dove ripartirà e come sarà la nuova società. Pistoia è il sogno di tutti gli allenatori, ma bisogna capire quale sarà il progetto».
UNA STAGIONE DELUDENTE
Infine, Agostiniani spiega perché non siano stati raggiunti gli obiettivi stagionali del Quarrata, protagonista di una stagione al di sotto delle aspettative: «Quest’anno si pensava di aver fatto una buona squadra, ma alla resa dei conti ci siamo accorti che avevamo tutti sbagliato qualcosa nella costruzione di un team non adatto alla Prima Categoria. Poi ci sono stati anche infortuni pesanti – sottolinea l’ex diesse – su tutti quello di Maarouf, arrivato a Gennaio e costretto a chiudere anzitempo la stagione a metà Febbraio, e Cortonesi, assente per un paio di mesi nel periodo cruciale del campionato. Comunque è finita e bisogna pensare al dopo».



