La Fabo cede nel finale di Gara-5 contro un Avellino più concreta e ordinata. Barsotti: «Orgogliosi di aver risposto colpo su colpo ma non è bastato»
Al Palaterme non basta la spinta dei 2800 tifosi rossoblu. La Fabo perde Gara-5 e il sogno della serie A2 s’infrange. Avellino disputa il miglior match delle cinque gare e ribalta la serie 3-2 con una partita più ordinata dove si tiene sempre avanti pur subendo il 63-63 nel finale. Gli irpini, però, sono più lucidi a concretizzare e a portarsi a casa il passaggio in serie A2.
«Eccoci all’epilogo – ha commentato coach Barsotti nel post partita -. Epilogo che naturalmente non è quello che volevamo. Ci è mancato un pezzettino, quindi complimenti ai nostri avversari che stasera hanno fatto una gara con canestri di talento impressionanti che noi abbiamo faticato a pareggiare e a trovare. Anche con canestri che non erano nelle loro caratteristiche individuali e che non avevano fatto durante le altre gare precedenti. Si può solo dire bravi, ed essere orgogliosi di aver risposto colpo su colpo provando a fare di meglio. Evidentemente non è bastato».
«Sono molto combattuto fra la grande delusione per aver accarezzato qualcosa di impensabile ad inizio anno, quasi epico, e l’orgoglio di aver visto il Palaterme pieno che ci sta ringraziando e ci ha supportato tutto l’anno aumentando di partita in partita in modo esponenziale. Diciamo che ciò che riesce a mantenermi un po’ lucido – ha proseguito l’allenatore rossoblu – è proprio questo, il nostro popolo, la gente che ci ha apprezzato e rincuorato alla fine. Era tutto apparecchiato per una serata perfetta ma sapevo che sarebbe stata durissima, perchè Avellino ha giocatori che hanno vinto e rivinto e non è un caso. Queste gare si decidono su una bomba che entra e una bomba che esce, a noi sono uscite e a loro sono entrate, così come lo era stato in gara 3 e in gara 4»
«Quando ripenserò che per due volte siamo stati ad un canestro dalla serie A sarà molto dura. Abbiamo una coppa in bacheca che ci riempie di orgoglio, abbiamo fatto una finale fino a gara 5 ma è normale che prevalga il dispiacere e l’amarezza per il risultato. Però dobbiamo avere la forza di pensare, anche per consolarci un po’, alle 8000 persone in tre gare che hanno occupato il Palaterme in queste finali».



