Verso Pistoia Basket – Pesaro, fari puntati su Dominic Artis

Il playmaker della Vuelle Dominic Artis, al debutto nel campionato italiano, ha una storia molto complicata alle spalle: adesso vuole scrollarsi di dosso le brutte etichette a suon di canestri, a cominciare dalla sfida con il Pistoia Basket

Come ci si toglie un’etichetta di dosso? Difficile a dirsi, molto di più a farsi. Per conferma chiedete a Dominic Artis, playmaker di Pesaro, prossima avversaria del Pistoia Basket, uno che ha sempre fatto canestro, ma che ha anche dovuto fare i conti con lo scetticismo degli altri nei sui confronti a causa di una vecchia faccenda del passato.

La notte incriminata è l’8 marzo 2014. Artis al tempo frequenta il secondo anno al college di Oregon e le sue anatre hanno appena ottenuto una vittoria molto prestigiosa battendo Arizona. Quella notte però lui e altri due compagni vanno molto oltre nella serata di festa e poco tempo dopo vengono accusati di violenza sessuale da una loro compagna. La bomba esplode fragorosa nel mondo del basket giovanile a stelle e strisce: Artis e i suoi compagni vengono sospesi dal loro college e gli vengono chiuse in faccia le porte della squadra. La faccenda ha molto risalto, ovviamente tutti prendono posizione scaricando i tre giocatori, con il passare del tempo poi il tutto un po’ si sgonfia. Alla fine il procuratore distrettuale che segue il caso decide di non procedere contro i tre, frenato dalle dichiarazioni e dalle azioni contraddittorie della presunta vittima, pur confermando che qualcosa quella notte è accaduto.

Artis si ritrova comunque senza college e soprattutto senza basket. Passa un anno sabbatico in una piccola università vicino casa, Diablo Valley College, allenandosi con la squadra di basket senza però poter disputare gare ufficiali e concentrandosi sulla carriera accademica. La sua carriera è a rischio, in molti non vogliono rischiare di prendersi in squadra un ragazzo che comunque si porta addosso una macchia del genere, preoccupati di una possibile recidiva che ovviamente andrebbe a intaccare l’immagine del loro college. Poi però arriva l’opportunità di tornare in pista, completando i due anni di eleggibilità a UTEP, il college texano di El Paso. Con i Miners di coach Tym Floyd arriva l’occasione del riscatto sportivo e morale per Artis, la chance di riprendere quello che più ama fare, riuscendo poco a poco ad erodere quell’alone di diffidenza che gli si era creato intorno a lui.

In campo le cose vanno alla grande: nel suo anno da Junior gioca 33 gare con 12 punti e 5 assist di media, numeri che crescono nella stagione da Senior, quando in 32 gare gioca in media 36,5 minuti, segnando 15 punti con 6 assist e oltre cinque rimbalzi a gara. A fine stagione viene inserito nel secondo miglior quintetto della sua conference, dimostrando così la sua completa riabilitazione agli occhi del mondo del basket collegiale. Nel 2017 prova il salto in NBA, dichiarandosi eleggibile per il Draft, ma non viene scelto.

Poco male, per un giocatore con i suoi numeri c’è tanto posto in Europa, dove alla fine firma il primo contratto professionistico, legandosi ai polacchi del Czarni Slupsk per la stagione 2017-2018. Poteva andare tutto bene ? Nemmeno per sogno. In campo i numeri sono da urlo (15,2 punti, 5,1 rimbalzi e 6,1 assist a gara), la squadra però ha enormi problemi finanziari e non riesce a onorare gli impegni con i giocatori. Così, a inizio gennaio 2018, Artis è quasi costretto ad andarsene dal campionato polacco. Il 10 gennaio sfrutta la possibilità prevista dal suo contratto di liberarsi dall’accordo siglato in estate e due giorni dopo firma con l’Igokea, in Bosnia, dove chiude la stagione a 13 punti e 4 assist di media.

Siamo al tempo presente, Dominic Artis è sbarcato in Italia, a Pesaro, in una squadra che ha puntato molto su di lui. Dovrà confermare le sue doti e le sue qualità anche a questo livello, affermandosi finalmente come giocatore di basket, senza più guardare a quelle ombre del passato che non fanno onore a quello che è diventato oggi: un giocatore affidabile, un uomo e il padre di una bellissima bambina, Rose, nata lo scorso 15 luglio.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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