Pistoia Basket, un futuro ancora da decifrare

Dall’addio di Brienza all’arrivo di Rowan jr.: le scelte che hanno creato incertezza e malcontento a Pistoia

Dopo i successi e la festa, è arrivato il momento di capire cosa riserva il futuro in casa Pistoia Basket. Là dove c’erano gioia ed entusiasmo dopo la riconquista della Serie A e l’accesso ai play-off scudetto, adesso ci sono preoccupazione, incertezza, malcontento e pure incredulità. Una situazione paradossale e di difficile gestione da parte di chi adesso ha il timone del club.

Aldilà dei risultati sportivi, il cambio al vertice della società, con l’ingresso a stagione in corso degli investitori americani capeggiati da Ron Rowan, era stato salutato per la quasi totalità con favore dall’ambiente. Da una parte il grande nome del passato tornato nella città dove aveva incantato da giocatore, dall’altra l’ambizione di alzare l’asticella dopo anni in cui la società aveva portato a casa grandi risultati pur non potendo disporre del budget necessario per conseguirli.

DA BRIENZA A ROWAN JR.

Finita la stagione e reso definitivo il cambio al timone, si è presto resa palese la figura di un presidente (Rowan appunto) immediatamente desideroso di mettere la sua impronta sul progetto sportivo. Idee chiarissime, seppur da subito opposte al sentimento della piazza. L’addio di Brienza, primo vero momento di shock per l’ambiente biancorosso, rimane ancora oggi di ostica lettura a causa delle diverse versioni offerte dai protagonisti: è stato il presidente biancorosso a mostrare la porta al miglior coach della scorsa stagione o è stato quest’ultimo ad informare la società di non voler continuare? L’ambiente e la tifoseria pistoiese, dinanzi a questa diatriba, ha subito scelto da che parte stare.

Come spiega un vecchio adagio, chi mette i soldi ha l’ultima parola su tutto. Il fatto che Rowan fosse venuto a Pistoia per essere il lider maximo del nuovo corso è stato reso ancora più chiaro dalla costruzione del roster prima ancora che fosse deciso o reso noto il successore di Brienza. Ad oggi, infatti, mancherebbe solamente la guardia titolare per definire la squadra al completo. E proprio parlando del team, nonostante il passaggio al 6+6, i nomi finora ufficializzati non hanno purtoppo rinfocolato l’entusiasmo dell’ambiente. Molte incognite a livello tecnico (Forrest, Anumba e Silins su tutti), giocatori con poca esperienza a certi livelli (Brajkovic e Childs) e quel che rimane dello zoccolo duro italiano (Della Rosa, Saccaggi e il rientrante Benetti).

 A cui, appunto, si aggiunge adesso Maverick Rowan: altra incognita in un campionato come quello della Serie A italiana. Non una novità, questa, in casa Pistoia, dove si è spesso fatto scommesse (nella stragrande maggioranza dei casi vincenti) su giocatori giovani ed emergenti grazie alle intuizioni, negli ultimi anni, del direttore sportivo Marco Sambugaro. Su quest’ultimo, tuttavia, non si può non notare un ridimensionamento nelle scelte e nelle responsabilità: altro elemento che ha un peso non indifferente nell’attuale visione dall’esterno delle vicende di via Fermi.

TEMPO DI RISPOSTE

Senza dimenticare il proverbiale elefante nella stanza: la casella “head coach” non ancora spuntata. Non è un mistero che l’idea (chiarissima anche stavolta) di Ron Rowan era una e una sola: portare a Pistoia David Bobalik, allenatore con esperienze ben lontane e non paragonabili al basket professionistico europeo. Progetto, questo, naufragato dopo il “niet” di CNA e FIP. La situazione ad oggi è presto detta: non potendo avere l’unico allenatore con cui c’era un accordo (senza dubbio anche sul roster da mettere su), adesso bisognerà convincerne un altro a dirigere una squadra non propriamente “sua”.

Tutti elementi che, obiettivamente, portano con sé le domande e i dubbi (con qualche beneficio accordato) che in queste ultime settimane sono giunti dall’ambiente biancorosso. Le risposte arriveranno, è presumibile, al ritorno del presidente Ron Rowan dagli Stati Uniti, con la campagna abbonamenti (di cui non si conoscono ancora i dettagli) che rappresenterà un primo banco di prova per questa nuova gestione.

Ad oggi la situazione, affatto lusinghiera, è quella di un distacco molto netto tra una discreta porzione di sostenitori e i nuovi padroni di casa. O forse sarebbe meglio dire il nuovo padrone di casa. Rowan e tutto il resto dell’attuale dirigenza avranno quindi il compito e il dovere di chiarire diverse posizioni e decisioni, comunicando anche unità d’intenti, prima che il distacco diventi frattura. Tutto questo per il bene della maggiore realtà sportiva del territorio e di un movimento costruito (e ricostruito) con l’impegno di molti.

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